O così o Pomì. E vada per la seconda perché da giorni Casalmaggiore, cittadina in provincia di Cremona, è in festa per le ragazze della pallavolo che hanno portato a casa la Champions League. Un miracolo sportivo, per un club nato solo nel 2008, che ha saputo fare meglio di società legate a multinazionali e dunque con budget ben più alti. Vedi la finalista, sonoramente battuta per 3-0, il Vafibank Istanbul, con capitali da cinque milioni di euro contro gli 1,6 delle italiane.

Erano sei anni che l’Italia non saliva sul gradino più alto del podio nella massima competizione continentale per club. Nel 2010 il trionfo era stato di Bergamo, una città costruita per vincere nella pallavolo. Entriamo, dunque, a piccoli passi nel miracolo Pomì, costruito in casa con esultanza tutta italiana, giacché la Final Four è stata organizzata proprio da Casalmaggiore a Montichiari.

Pomì esultanza

Casalmaggiore, l’atlante e i pomodori

Chi dovesse cercare Casalmaggiore su internet, s’imbatterebbe nelle classiche notizie geografiche: cittadina di 15.407 abitanti, nel cremonese, ma al confine con le province di Mantova e di Parma. Un amico vicino, il Po, capace però di scatenare disastri con le sue piene del 1951, del 1994 e del 2000. Qui si coltivano cereali e pomodori e, da qualche anno, anche giocatrici di volley capaci di conquistarsi le prime pagine dei giornali.

E la pallavolo e i pomodori sono l’abbinamento che ha portato alle vittorie. D’altronde, la passata di pomodoro in questa provincia vede al lavoro 370 aziende agricole (tra Parma, Piacenza, Cremona e Mantova); un altro centinaio di imprenditori hanno poi creduto in questo progetto ‘pallavolo’, impegnandosi nel club.

Poco altro si trova su Wikipedia. Forse la tomba del Parmigianino, ma non c’è certezza. Insomma, la tipica provincia italiana, operosa, con bellezze artistiche da vedere, campanilistica e sana.

Pomì Casalmaggiore

La costruzione di un mito

Nel 2008 nasce la Volleyball Casalmaggiore in una terra fertile come quella lombarda. I ‘genitori’ sono la Bc Casalmaggiore e la Pallavolo Ostiano, ma sarebbe meglio dire Massimo Boselli Botturi e Giovanni Ghini, rispettivamente presidente e direttore generale illuminati. Nel 2008 acquistano infatti dalla Pallavolo Zevio (Verona) il titolo per poter disputare il campionato di B2. Le ambizioni ci sono tutte, fin dall’inizio, affiancate alla programmazione. Nel 2009-2010, infatti, arrivano lo sponsor Pomì e la promozione in B1, oltre alla vittoria della Coppa Italia di serie B2; l’anno dopo è già A2.

Per due anni, la formazione cremonese arriva alla finale play off per la promozione in A1, ma esce sconfitta entrambe le volte. La massima serie arriverà comunque: non sul campo, ma perché si libera un posto. La Pomì dimostra però di meritarselo questo colpo di fortuna, andando a vincere al secondo anno il primo storico scudetto. La prima Champions League è storia recente, alla prima partecipazione assoluta, e fa ‘double’ insieme alla Supercoppa italiana.

Campioni in panchina, campionesse e star

Casalmaggiore che vince è il volto di Francesca Piccinini, 37 anni, la vera leader della squadra. Capace di catalizzare gli interessi della stampa e degli appassionati, anche per una bellezza che sfodera nei calendari e negli spot. Ma è anche l’ex ct della Nazionale italiana, Massimo Barbolini (51 anni), un veterano della competizione, se è vero che aveva fatto strike sia nel 1996 (con Matera) sia nel 2006 (con Perugia).

Insieme a Francesca hanno fatto squadra le centrali Stevanovic – Gibbemeyer, la palleggiatrice Lloyd, il braccio pesante Kozuch, il libero Sirressi. E il capitano, Valentina Tirozzi, al suo personalissimo tris: scudetto, Supercoppa e ora Champions.

Palageorge Montichiari

Campionesse senza casa

Sono campionesse d’Italia e d’Europa nomadi. La Pomì, infatti, non ha un palazzetto. O meglio: l’anno scorso crollò il PalaFarina di Viadana, che le ospitava. Al PalaRadi di Cremona non si sentivano padrone di casa, ma ospiti (neanche tanto gradite). Son dovute emigrare a Montichiari, a 50 chilometri da casa, trascinando letteralmente tutta Casalmaggiore a una processione di auto e pullman.

Chissà che ora non si pensi a una struttura degna di chi sta stupendo tutti e sta regalando lustro all’Italia, a pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Altrimenti, non foss’altro che per scaramanzia, Montichiari resterà la casa della Pomì, con quei 50 chilometri in rosa (dal colore delle maglie) che non peserebbero più di tanto agli appassionati.

Francesca Piccinini

Piccinini, rosa e azzurro

Dicevamo di Francesca Piccinini. A 37 anni, al primo anno a Casalmaggiore, è stata la protagonista indiscussa della finale. Del resto, quando il gioco si fa duro… sei Coppe Campioni non fanno bella mostra di loro a casa sua per niente (le altre cinque erano arrivate tutte con la Foppapedretti). Sul podio, si porta la nipote, ritira il premio di Mpv e piange: “Ho dimostrato di non essere bollita. Questo trofeo lo volevo tantissimo, più di ogni cosa”.

Nel 2010, quando Bergamo alzò la Coppa, c’era sempre lei: “Da quell’anno, per scelta, non giocavo la Coppa Campioni. Chissà se ne giocherò altre, ma intanto mi godo questa. Questa è una società con tanti sogni. E questo sesto trofeo ha un sapore particolare alla mia età. L’esperienza e la lucidità me l’hanno permesso”.

Quattordici punti, 46% in attacco, 82% in ricezione. Se qualcuno aveva dubbi su Francesca, lei li ha fugati. E in una stagione in cui un brutto infortunio l’ha fermata un mese in inverno. Ora andrà a fare il pre-olimpico a Tokyo a caccia della quinta Olimpiade della sua carriera. E pensare che dalla Nazionale Francesca era uscita proprio per un litigio con Barbolini, che si è ritrovata a Casalmaggiore.

Capitan Tirozzi

La Final Four trionfale

A Montichiari nessuno ha mai avuto dubbi su chi avrebbe vinto. In semifinale, la Pomì ha schiantato la Dinamo Kazan (penalizzata da due assenze di rilievo) per 3-0; in finale poi, ha riservato lo stesso trattamento alle turche, che reano al completo e probabilmente favorite, con il risultato di 25-23, 25-23, 25-22. Mai il braccino delle italiane ha tremato quando i punti contavano. Casalmaggiore ha spezzato l’egemonia turca.

Se Piccinini è stata Mvp, il capitano Tirozzi ha avuto un’efficienza anche superiore, con il 50% in attacco, Stevanovic a muro ne ha stampati parecchi (5 sui 7 totali di squadra). L’attacco del Vakifbank è stato fermato al 37%, contro il 45% di Casalmaggiore. L’ultimo muro, quello dell’estasi, però, è toccato a lei, alla 37enne che potrebbe (e potrà) tranquillamente fare la modella quando avrà chiuso con la pallavolo (speriamo il più tardi possibile).

I complimenti delle istituzioni

Uno dei primi a twittare la felicità per la vittoria della Pomì è stato il premier Matteo Renzi, sempre molto attento alle imprese sportive delle squadre e degli atleti italiani. I complimenti sono arrivati anche dal presidente della Lega pallavolo serie A femminile, Mauro Fabris: “Il nostro campionato è in grado di esprimere livelli tecnici altissimi. Dopo essere arrivati secondi l’anno scorso con Busto Arsizio, la serie A riesce a colmare il gap dai top team mondiali, quelli russi e turchi in particolare, che godono di finanziamenti infinitamente maggiori. Ora puntiamo a un’ulteriore crescita del nostro Consorzio, sostenendo e difendendo gli sforzi dei proprietari e degli sponsor dei club, il vero motore della pallavolo di vertice italiana”.