Sei un tifoso del Napoli. Sintonizzi lo smartphone su uno dei portali di informazione sportiva italiani: un titolo cattura la tua attenzione. Lo fissi. Lo rileggi. Ricarichi la pagina web. Il titolo resta lì. Fisso. “Higuain-Juventus, siamo ai dettagli”. Pensi: forzature giornalistiche. Clicchi. Leggi. Rileggi. 94 milioni di euro. N-O-V-A-N-T-A-Q-U-A-T-T-R-O. E pensi: perché proprio a loro, ai nemici da inseguire?

Sei un tifoso della Juventus. Stessa scena. Ti addentri nel mare dell’informazione sportiva italiana e resti abbacinato da quelle cifre, o ancor di più dall’idea di aggiungere un centravanti con la C maiuscola alla lista della spesa estiva, con in cassa già Pjanic, Dani Alves e Benatia. Le suggestioni di una notte di mezza estate hanno tinte bianconere e mirano al Golfo di Napoli. Gonzalo Higuain e la Vecchia Signora: un matrimonio che si farà? Forse sì, forse no. Anzi, sicuramente no, a sentire il presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis.

“Stupidaggini”. 12 lettere per blindare 104 partite e 71 reti in un triennio in maglia azzurra, per trattenere l’argentino che 25 anni dopo Diego Armando Maradona è tornato a far battere il cuore albiceleste del San Paolo. Posizione intransigente, quella di ADL: non vuole privarsi del suo goleador e ancor più cedendolo a una rivale italiana, anche se sa bene che l’argentino non rinnoverà il contratto in scadenza nel 2018. Una richiesta non è ancora arrivata in via ufficiale, ma da parte della Juventus c’è tutta la volontà di provarci e raggiungere l’obiettivo, proponendo una serie di giocatori per abbattere il monte cash (Zaza, Pereyra, Sturaro, Mandragora, Rugani), o addirittura pagando anche la clausola di 94 milioni, ancora valida e il cui pagamento sarebbe in due anni (47 milioni il primo anno, altri 47 il secondo).

14 maggio 2016, Gonzalo Higuain in gol contro il Frosinone: sarà l'ultimo con la maglia del Napoli?
14 maggio 2016, Gonzalo Higuain in gol contro il Frosinone: sarà l’ultimo con la maglia del Napoli?

Non più una voce o una fantasia. All’ombra della Mole pensano davvero di spostare in via definitiva verso lo Juventus Stadium gli equilibri del calcio italiano, forse indorando anche la pillola prima della cessione di un big (Pogba? Bonucci?). Nei fatti, la Juventus non vuole fermare a cinque gli anni di dominio su scala nazionale. Adesso si gioca a carte scoperte: il tempo dei bluff è finito. Da tempo la Vecchia Signora ha in testa Gonzalo, da tempo la famiglia Higuain punzecchia il Napoli a suon di richieste di rinforzi e ambizioni.

El Pipita aveva salutato il San Paolo da re: 14 maggio 2016, tripletta al Frosinone e titolo di capocannoniere all-time in tasca nella serie A a 20 squadre. Era partito con in testa solo la Coppa America, sede di delusioni tristi, solitarie y final. A Dimaro lo aspettavano per il 18 luglio, poi l’arrivo è stato posticipato al 20, e ancora al 23. Pensarlo in ritiro prima del 28 luglio, adesso, appare complicato. Le vacanze le ha trascorse in un lussuoso resort di Ibiza. Il nome della struttura? “Destino”. Già, lo stesso che sembra poter legare il 29enne centravanti ai “poteri forti” del campionato, gli stessi evocati appena tre mesi fa, dopo la sconfitta (con espulsione annessa) di Udine che di fatto annullava i sogni di primato del Napoli. E risuonano prepotenti le parole del fratello Nicolas: “Non vogliamo rinnovare il contratto: la società ci aveva promesso una squadra vincente in Italia e competitiva in Champions. Invece continuano a comprare giovani di prospettiva”. Morale della favola: giochiamo, segniamo, ci abbracciamo, ma tra due anni ci salutiamo. Allora, la via più breve per vincere subito forse diventa quella di unirsi al nemico.

Napoli-Juventus 2-1, 26 settembre 2015: il gol di Higuain

Già, vincere. Ciò che alla versione napoletana di Higuain non è riuscito: al San Paolo è arrivato nell’estate 2013 lasciando il Real Madrid. C’era grande entusiasmo, c’era Benitez e si parlava di miglioramento delle strutture e di lotta alla Juventus. Negli anni, però, il bianconero è rimasto la tonalità cromatica predominante della serie A, Rafa ha ceduto il passo a Sarri e l’entourage dell’attaccante non le ha mai mandate a dire alla società: “Troppi giovani, così non si arriva al top”.  Vuole vincere, Higuain, e farlo al San Paolo come Maradona lo esalterebbe, ma l’argentino sa che per arrivare ai grandi traguardi servono i grandi giocatori.

Con lui, la Juventus tornerebbe ad avere un bomber da 25 gol a stagione che manca ai bianconeri dai tempi di Trezeguet – di origini francesi come Gonzalo – traccerebbe un solco netto tra sé e le rivali per lo scudetto e si esporrebbe senza mezzi termini nelle prime file della corsa-Champions League. Non sarebbe un tradimento al Napoli e alla sua gente, quello del Pipita. Lui ha espresso chiaramente a De Laurentiis le sue perplessità circa le trattative dei partenopei, che fin qui hanno ricevuto più no che sì: una Coppa Italia e una Supercoppa sono gli unici due sorrisi di un triennio tribolato. Ma siamo certi che il palmàres non soddisfacente in dote all’attaccante di Brest sia colpa “solo” del club?

Paulo Dybala
Paulo Dybala: potrebbe essere il prossimo partner d’attacco di Higuain

Qui si accendono i riflettori sull’altro Pipita. Quello implacabile in campionato, determinante per ammazzare le piccole, ma raramente decisivo nei grandi appuntamenti. Tre finali con la Seleccion negli ultimi tre anni. Trofei sollevati dall’Argentina? Zero. Certo, non è il singolo a fare la squadra, ma tre errori importanti in tre finali, come quelli collezionati davanti a Neuer contro la Germania nel 2014 e di fronte a Bravo nelle due edizioni di Coppa America perse ai rigori contro il Cile tra il 2015 e lo scorso 26 giugno sono indizi. Chi in media segna una rete ogni sei tiri verso la porta (36 su 185 tentativi nell’ultima serie A) in campionato, dimezza il proprio rendimento fuori dai confini. 30 centri in 63 partite con l’Argentina, 107 in 190 impegni con la camiseta blanca del Real dal 2007 al 2013, due reti ogni tre incontri a Napoli. La quantità delle reti non si discute, la qualità…meno.

Meglio di lui nel ruolo oggi ci sono forse i soli Suarez e Lewandowski, due che però hanno all’attivo centri in finale di Champions. Ciò che al Pipita manca per entrare nella categoria dei fuoriclasse assoluti. Ecco perché, anche se la telenovela è alle prime battute, potrebbe averlo almeno pensato. Meglio allora andare via, meglio andare alla Juventus, perché a 29 anni – tra le squadre alla ricerca di una prima punta come lui – appare difficile trovare tanti club più forti e organizzati dei bianconeri. Il Pipita vorrà provare a diventare…d’oro?

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