L’improvviso (ma non troppo) cambio di allenatore avvenuto a inizio settimana all’Inter, con Frank de Boer che ha sostituito Roberto Mancini a tredici giorni dalla prima gara di Serie A, non è ovviamente un inedito assoluto, tanto che proprio nelle ultime ore in Spagna il Villarreal ha fatto lo stesso allontanando a sorpresa Marcelino. Già più volte si sono visti avvicendamenti in panchina a ridosso della nuova stagione, con ritiri già fatti con il vecchio tecnico e il nuovo che si è trovato in pochi giorni a dover prendere in mano le redini di una squadra non costruita per lui. Qualche volta i ribaltoni di luglio e agosto hanno portato a stagioni comunque positive, ma in altre circostanze sono stati l’inizio di un’annata piena di confusione e ulteriori problemi. L’Inter spera di finire nel primo caso, magari ripetendo un esempio celebre…

Massimiliano Allegri e Antonio Conte.

QUANDO CAMBIARE FA BENE

Il 15 luglio 2014 sembra un giorno tranquillo, in casa Juventus. Il giorno prima c’è stato il raduno a Vinovo e al termine del precedente campionato, vinto col record di punti, la dirigenza aveva confermato Antonio Conte alla guida dei bianconeri. Poi, intorno alle ore 20, scoppia la bomba: il tecnico ha risolto il contratto col club, troppo forti i contrasti con la proprietà. In poche ore Agnelli e Marotta scelgono Massimiliano Allegri, libero da gennaio dopo l’esonero col Milan: i tifosi sono in subbuglio, ma con l’attuale allenatore la Juve vince i due successivi scudetti, due volte la Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e arriva in finale di Champions League. Positivo, seppur con qualche saliscendi di troppo, anche il cambio all’ultimo momento del Bologna 2010-11, con Franco Colomba esonerato a pochi giorni dal debutto con l’Inter e Alberto Malesani (subentrato dopo la prima giornata, dove si era seduto in panchina Paolo Magnani) capace di ottenere la salvezza pur con tre punti di penalizzazione, mentre fu un trionfo il primo esonero di Massimo Cellino al Cagliari, con Gigi Radice allontanato dopo la prima giornata e Bruno Giorgi arrivato fino alla semifinale di Coppa UEFA con l’Inter.

Massimo Cellino

LO SPECIALISTA DEI CAMBI

Cellino ha azzeccato la prima mossa, ma le successive non proprio: nel 2002 esonera Nedo Sonetti alla vigilia del debutto in Serie B contro il Napoli per aver perso in Coppa Italia e richiama Giampiero Ventura, artefice della promozione nel 1997-1998, ma l’attuale CT azzurro non si ripete e nonostante alcune parti di campionato molto positive i sardi finiscono solo ottavi, rimandando il ritorno in A di un anno. Stessa sorte capita a Roberto Donadoni nel 2011, rimosso ad agosto per Massimo Ficcadenti, poi a sua volta cacciato e richiamato quasi un girone dopo per sostituire Davide Ballardini, con i rossoblù alla fine salvi dopo un’annata difficile chiusa a Trieste per l’inagibilità del Sant’Elia.

Ci sono altri due casi che fanno di Cellino il primatista degli esoneri rapidi: nel 2005-2006 Attilio Tesser salta per aver perso la prima giornata a Siena (su papera di Fabián Carini), subentra il tecnico della stagione precedente Daniele Arrigoni che però a sua volta dura una sola partita prima di lasciare per Ballardini, terzo tecnico di una stagione chiusa ancora con Sonetti; nel 2014, appena arrivato a Leeds, ingaggia Dave Hockaday e lo manda via il 30 agosto dopo la sesta giornata, con sei punti conquistati in Championship. Un regno durato settanta giorni, ventisei in più di Brian Clough.

Maurizio Zamparini e Stefano Pioli

ESPERIENZE BREVI

Parlando di esoneri e di Cellino il passo seguente è Maurizio Zamparini. Il vulcanico presidente del Palermo non ha certo perso l’occasione per fare un cambio in panchina prima dell’inizio del campionato: a giugno 2011 assume Stefano Pioli, che però debutta in maniera disastrosa venendo eliminato dal Thun nel terzo turno preliminare di Europa League e, complice il rinvio della prima giornata, non fa nemmeno in tempo a debuttare in campionato perché viene esonerato per Devis Mangia (durato tre mesi). L’esordio invece era toccato a Ezio Glerean nel 2002 e Stefano Colantuono nel 2008, entrambi cacciati dopo una sola partita.

Uscendo dai confini italiani uno dei casi più eclatanti riguarda Luigi Delneri: nel 2004 tenta l’avventura al Porto, sostituendo José Mourinho che aveva appena vinto la Champions League. In Portogallo l’ex tecnico del Chievo dei miracoli non fa neanche in tempo ad ambientarsi, licenziato per incomprensioni col presidente Pinto da Costa, che poi non riuscirà a confermare il titolo né in campionato né in coppa con tre allenatori diversi. Per Delneri non si trattava nemmeno della prima volta, avendo vissuto la stessa situazione nel 1998 all’Empoli, ma poi torna ad allenare dopo neanche due mesi alla Roma, subentrando al posto di Rudi Völler che a fine agosto aveva rilevato Cesare Prandelli, dimessosi per i problemi di salute della moglie.

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