Accantonate le futili discussioni sul falso nueve, in Serie A è tornato di moda, prepotentemente, il centravanti. Date un Džeko in più a Garcia e vedrete subito la differenza. Altro che triangolazioni, trame ardite, sovrapposizioni. Serve uno che salta sulle spalle dell’avversario e la sbatte dentro. Se n’è accorto anche il Milan, piacevolmente sorpreso da Bacca, ha addirittura raddoppiato il Verona, con Pazzini ad affiancare Toni. Un momento: forse per Mandorlini due centravanti sono troppi. Non ha di questi problemi Rolando Maran. Lui non ha falsi nueve, ma nemmeno torri destinate a far salire la squadra. Lui ha l’attaccante all’italiana: Alberto Paloschi. Quello che, in coppia con Meggiorini, sta infiammando l’inizio di stagione.

Un po’ Pablito, un po’ Inzaghi. Sgusciante, con un piede sempre in fuorigioco e il fisico di chi è nato per mettere pressione ai difensori. Un pallone sporco e lui c’è. Un tiro sbagliato ed ecco la sua testa pronta a ribadire che negli ultimi 16 metri non serve essere alti e grossi, basta essere scaltri e istintivi. E se Meggiorini si mette a sfornare assist di tacco, allora non ce n’è più per nessuno. I centimetri di Toni e Pazzini saranno anche utili alla causa, ma dall’altra parte di Verona (sì, proprio lì dove volano i mussi) c’è un ragazzo che forse non ha raccolto, finora, quello che avrebbe meritato. La Nazionale, ad esempio. Uno come lui, che il gol ce l’ha nel sangue, poteva essere preso in considerazione per qualcosa di più di uno stage.

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Lo sa bene Galliani, che di lui era innamorato, tanto da esultare alla sua maniera quando Alberto esordì in Serie A da predestinato, firmando il gol decisivo contro il Siena. Un gol che presagiva un futuro alla Inzaghi e che invece è stato solo l’inizio del peregrinare in provincia, fino alla svolta di Verona, sponda Chievo. La piazza che non mette pressioni, la tifoseria che non pretende. Maran ha fatto il resto, riportando Paloschi nel suo ruolo naturale, mettendolo esclusivamente nella condizione di far gol. Di testa, di piede, in fuorigioco. Gol importanti. Gol decisivi. Gol che proiettano il Chievo in testa alla classifica, dopo le prime due giornate.

Per Paloschi è l’anno decisivo. Il Milan non ci ha creduto fino in fondo, le altre grandi hanno fatto finta di non vederlo. Eppure lui è lì, sempre più affamato, più istintivo, pronto ad infilarsi tra le maglie dei centrali e costringerli a rincorrere. Tenetelo d’occhio il ragazzo, è forse il centravanti che manca da tempo a questa Nazionale, senza scomodare paragoni irriverenti. È quello che può entrare a partita in corso e non uscire più, che può vivere un mese d’Europeo a suon di gol, perché quelli come lui quando sono baciati dalla fortuna sono capaci di segnare anche di stinco. Sono capaci di rammaricarsi per un gol (inutile) annullato ingiustamente e andarne a segnare un altro, più bello, due minuti dopo. Tra falso nueve e bomber senza apparenti motivi calcistici, c’è Paloschi. L’attaccante made in Italy.

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  • ForzaChievoSempre

    Grande Palo…Vedrai che vai in un grande club prestissimo Continua cosi’ 🙂