Nella storia del Pallone d’oro, ci sono tanti campioni che non hanno mai vinto e le ingiustizie sono aumentate da quando la Fifa si è presa il premio che era del giornale sportivo francese ‘France Football’. In questo 2015, il successo andrà quasi sicuramente a Leo Messi, che spezzerà l’egemonia di Cristiano Ronaldo, vincitore delle ultime due edizioni. L’argentino ha conquistato il Triplete con il Barcellona a suon di gol e siamo pressocché sicuri che porterà a casa il quinto riconoscimento personale.

Sarà un risultato giusto, niente da obiettare, ma quello che lascia perplessi è il primo listone da 59 candidati al successo, che fa parlare di sé più per chi manca che per chi c’è (tra cui alcuni assoluti sconosciuti). Noi abbiamo provato a mettere dentro i 10 che avrebbero dovuto almeno far parte di questa lista, ed è venuta fuori una gran squadra.

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Gigi Buffon

Tra i cinque portieri candidati, incredibilmente non c’è Gigi Buffon. La quasi tripletta con la Juve, da protagonista, non è bastata. A 37 anni, il capitano bianconero avrebbe meritato eccome di starci, anche se poi magari non avrebbe trionfato, come spesso accade ai portieri, eccezion fatta per Jascin nel 1963. SuperGigi avrebbe potuto emulare il portierone russo nel 2006, ma non ce la fece, e questa volta dovrà restare a guardare Neuer e Courtois, per grandi meriti loro, ma anche Ospina, Bravo e De Gea, che non hanno regalato emozioni in questa stagione.

Gerard Piqué

Ecco uno che il Triplete l’ha fatto, con la maglia del super rappresentato Barcellona. Nella Liga, ha guidato i blaugrana al successo, mettendoci anche la firma con cinque gol, così come in Coppa del Re ed in Champions. Ministro della difesa catalana, ha imparato i trucchi del mestiere da un certo Puyol, ma quando non è in campo, se ne accorge soprattutto Luis Enrique.

Nikola Kalinic

L’attaccante croato ci sarebbe stato bene, eccome, tra i 59. In Ucraina, con la maglia del Dnipro, ha segnato 49 gol in 125 incontri, contribuendo a portare la squadra fino alla finale di Europa League, poi persa con il Siviglia. Approdato in Italia, sta dando un contributo importantissimo ad una Fiorentina che si trova in vetta alla Serie A. Prima punta forte fisicamente, ma non statico in area, aiuta i compagni della difesa in caso di bisogno.

David Silva

L’anno scorso ‘El Chino’ non ha vinto nulla, ma non per colpa sua: in Premier, il Manchester City ha dovuto alzare bandiera bianca contro il Chelsea di Mourinho, mentre in Champions, ha confermato di non essere ancora abbastanza maturo per vincere. Lo spagnolo, però, è stato protagonista assoluto con 12 reti in campionato, pur non essendo una punta; soprattutto, con i suoi piedi, ha spesso mostrato autentiche perle. Pure in Nazionale, sono già 23 le segnature in 94 match.

Philipp Lahm

Il motorino del Bayern Monaco che comanda la Bundesliga. Difensore o centrocampista, a destra ma pure a sinistra. Con Pep Guardiola, anche davanti alla difesa. Da campione del mondo, ha alzato di nuovo il titolo tedesco. Tre volte consecutive nella squadra ideale dei mondiali. Il 26 aprile del 2015 ha portato a casa il suo settimo scudetto. A 32 anni, può proseguire, come dimostra l’attuale classifica tedesca.

Philipp Lahm

Isco

Forse non è stata la stagione migliore, ma il calciatore spagnolo tra i 59 poteva entrarci. Ha risentito dell’anno del Real Madrid, incapace di vincere da dicembre in poi, dopo aver messo in cassaforte la Supercoppa Europea e il Mondiale per Club. Zinedine Zidane lo ha paragonato a se stesso e la Juve lo avrebbe voluto portare a Torino nell’estate scorsa, ma Rafa Benitez ha posto il veto.

Isco

Xabi Alonso

Un altro spagnolo, regista a lungo paragonato ad Andrea Pirlo. Perno del Bayern Monaco di Guardiola, è colui che dà il là alle improvvise accelerazioni degli attaccanti. Vinto il campionato in Baviera, l’iberico segna di sicuro meno di Pirlo e comincia a risentire un po’ dell’età (34 anni), ma ai suoi ritmi può fare ancora molto bene, sia in Germania che con la Nazionale del suo Paese. E poi c’è il sogno Champions, già conquistata con il Liverpool e con il Real Madrid.

Klaas-Jan Huntelaar

Attaccante vecchio stile, e che nessuno si offenda. Olandese dal fisico possente, con lo Schalke ha già segnato 70 volte in 128 partite, dopo essere passato come una meteora in Italia, con il Milan che era riuscito a prelevarlo dal Real Madrid. In Germania è ormai un’istituzione, visto che ci gioca dal 2010, e nel 2011-2012 è stato capocannoniere della Bundesliga. Nella corsa al Pallone d’oro, è sicuramente penalizzato dal giocare in una squadra di secondo piano.

Diego Godin

Determinante nelle squadre in cui gioca: che sia l’Uruguay o l’Atletico Madrid, di cui è perno insostituibile. Decisivo nella Champions di due anni fa, per Simeone è l’uomo su cui costruire il resto della squadra. Segna pure, e non poco per un difensore centrale. Ma soprattutto è rude, il giusto, contro gli attaccanti avversari. È uno dei difensori che il Pallone d’oro continua sistematicamente a ignorare, anche se un gol evitato vale quanto un gol fatto.

Diego Godin

Olivier Giroud

Attaccante francese dell’Arsenal, ha già segnato 44 gol con la maglia dei Gunners. Nel marzo scorso è stato eletto giocatore del mese in Premier League, e ha vinto la FA Cup 2015, segnando una delle reti nella finale di Wembley. Con la Nazionale, deve combattere contro alcuni mostri sacri come Karim Benzema, ma a 29 anni può ancora sperare di diventare protagonista pure con i Bleus.