Il calcio. Magnifico dio pagano che classifica le virtù e le insolenze degli atleti, unisce i popoli e divide i parenti: il tutto per 90 minuti, prima di tornare alla realtà. Vale per la partitella di quartiere, a maggior ragione quando si parla di competizioni nazionali: Euro 2016 è anche la storia, scritta con la s minuscola, di incroci che hanno fatto la Storia, quella in maiuscolo, che studiamo sui libri. Abbiamo selezionato quattro degli incroci in cantiere nei gironi eliminatori, da non perdere e cerchiare in rosso sul calendario. Ecco perchè:

Una sfida tra Germania e Polonia

GERMANIA-POLONIA (16 giugno, ore 21, Stade de France, Parigi, girone C, 2^ giornata): È una lunga storia, di calciatori “contesi”, radici geopolitiche da difendere e capitoli che l’umanità cerca di dimenticare.  Anche agli Europei la Germania è la nazionale più multiculturale del calcio mondiale, specchio fedele di uno dei paesi con la maggior presenza di stranieri del mondo: in tanti affondano le proprie origini a Est, laddove a cavallo del fiume Oder spuntano Francoforte e Słubice, sorella minore situata di là dal confine e unita alla maggiore attraverso un ponte. Fino al 1945 le due entità costituivano un’unica città, separata dal fiume ma interamente compresa nei limiti del Reich: a seguito degli accordi post-bellici e della definizione della linea Oder-Neiße come nuovo confine fra la DDR e la Polonia, i quartieri a est del fiume vennero a trovarsi in territorio polacco e da quel momento le loro storie si divisero.

Lo stesso è accaduto nel calcio:  oggi in Germania il 18 per cento dei cittadini ha almeno un parente che è nato all’estero. Il flusso crescente di immigrazione ha avuto conseguenze anche nel calcio: sui 23 giocatori della nazionale tedesca, 14 sono nati all’estero o hanno origini straniere. Sul campo, un incrocio storico risale al Mondiale 1974: è una sorta di semifinale nel gironcino eliminatorio. La partita non è indimenticabile, molto tirata, condizionata da un terreno di gioco ai limiti della praticabilità per la fitta pioggia. La Germania Ovest passa a 15′ dal termine con un gol di Muller, dopo un secondo tempo in cui legittima il successo, e vola così alla finale contro l’Olanda. Nel 2008 a dare la vittoria ai tedeschi è stata una doppietta di Podolski, nato…in Polonia. Ora si ritrovano da avversarie nel girone C: lo spauracchio polacco si chiama Robert Lewandowski. E dove gioca? Ovviamente, nel Bayern Monaco.


Ungheria, Puskas
Ungheria, Puskas

AUSTRIA-UNGHERIA  (14 giugno, ore 18, stade Matmut Atlantique, Bordeaux, 1^ giornata, girone F): Austria e Ungheria condividono secoli di guerre, spartizioni e annessioni: il prezzo, come spesso avviene, del loro posto fianco a fianco sulla carta geografica. Nel calcio raramente sono state sovrane, ma sulla cartina della politica geografica europea hanno camminato a braccetto per decenni: l’impero austro-ungarico, uno dei più temuti dagli studenti di storia, nacque nel 1867 con il cosiddetto Ausgleich (compromesso) tra la nobiltà ungherese e la monarchia asburgica inteso a riformare l’Impero austriaco nato nel 1804. L’impero aveva una superficie di 680.000 chilometri quadri e nel 1910 contava 52 milioni di abitanti.

Un’epopea che si spense con l’avvento della Prima Guerra Mondiale:  dopo la prima guerra mondiale, Austria, Ungheria e Cecoslovacchia produssero il football migliore d’Europa (ovviamente, Inghilterra esclusa), come attestano i successi di club nella Mitropa Cup, la Coppa dei Campioni dell’epoca. Prima dell’interruzione bellica, quattro successi per Austria e Ungheria, tre per la Cecoslovacchia e solo due per l’Italia, che pure in quegli anni a livello di Nazionale faceva man bassa di titoli. L’epoca del Wunderteam e del Sistema è però lontana. Oggi i muri sono quelli alla frontiera, non alle porte dell’area di rigore. Una storia di gol e assist nata il 12 ottobre 1902 (Austria-Ungheria 5-0) è pronta a vivere l’ennesimo atto. A Bordeaux, dove fanno un ottimo vino: quello con il quale un tempo Vienna e Budapest brindavano.


Inghilterra-Galles, una classica del rugby

INGHILTERRA-GALLES (16 giugno, ore 15, Stade Felix Bollaert di Lens, 2^ giornata, girone B): scrivessimo di rugby, non avremmo dubbi. Vi diremmo di evidenziare la data sul calendario, comprare birra, fish’n’chips e godervi lo spettacolo. Ma parliamo di calcio, e allora la storia di Inghilterra e Galles una di fronte all’altra si fa meno densa di racconti e aneddoti: a fare però da filo conduttore ai due sport è Taulupe Faletau, rugbista gallese originario dell’isola di Tonga e nella vita cognato di Gareth Bale, stella assoluta dei Dragoni. Non c’è nessuna Twickenham da conquistare, questa volta: Rooney e compagni, rafforzati dalla golden generation più brillante degli ultimi 20 anni (Alli, Dier, Rose, Kane, Sterling, Sturridge) e da un ex operaio con il vizio del gol come Jamie Vardy, devono porre fine a un digiuno di vittorie che “festeggia” 50 anni, come quelli trascorsi dal successo mondiale del 1966.

Di fronte a Lens troveranno l’esercito gallese, infarcito di grinta e orgoglio, variabile quanto mai imprevedibile. Le sfide nella sfida da non perdere non mancheranno: Ashley Williams contro Harry Kane è una di queste. E chissà che Bale non voglia recitare il ruolo che nei primi anni del 14esimo secolo fu di Madog ap Llywelyn e Llywelyn Bren, padri di tentate ribellioni contro l’imposizione del sistema feudale inglese e le restrizioni alle consuetudini locali. Oggi Cardiff è per gli inglesi “solo” la sede della disputa della finale di FA Cup. Tra una settimana, chissà…


Svizzera-Francia, Mondiali 2014

SVIZZERA-FRANCIA (19 giugno, ore 21, Grand Stade Lille Metropole, 3^ giornata, girone C): bellezza e nobiltà, con miseria di passaggio. Terre di confine, ma raramente ansiose di incontrarsi. L’una, la Svizzera, contiene un cantone francese, l’altra, la Francia, ha sempre mirato con il nasino all’insù alle terre dominate un tempo da Tiberio e Druso. Radici linguistiche simili, fondazioni calcistiche differenti: le uniche coincidenze sono quelle temporali, che fanno di Svizzera-Francia uno degli incroci più antichi di Euro 2016. La confederazione rossocrociata e i suoi 8 milioni di abitanti contro i 66 milioni de la Republique. I quarti di finale raggiunti 62 anni fa come risultato apicale di un Europeo contro le due vittorie continentali dei galletti.

I precedenti assoluti tra Svizzera e Francia sono 37, di cui cinque in gare ufficiali e ben 32 amichevoli, con un bilancio che sorride alla Francia: 15 le vittorie transalpine, 12 quelle della selezione rossocrociata (che non vince dal 1992, 2-1 in amichevole a Losanna), 10 i pareggi, risultato con cui sono terminati gli ultimi 4 precedenti. Da notare una curiosità: la prima sfida incrociata, datata 1905, è la prima gara assoluta nella storia della nazionale maggiore svizzera. Così vicini, ma così lontani.

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