Illusione di una notte di mezza estate. Potrebbe essere il titolo del film sulla Lazio. Ma solo del primo tempo. Protagonista (in negativo): Marcelo Bielsa. Detto altrimenti ‘El Loco’, ossia ‘Il matto’. Quando rifiuta la panchina biancoceleste all’improvviso, mandando su tutte le furie Claudio Lotito e in depressione il popolo che ama la squadra capitolina – siamo all’inizio di luglio – lo è parecchio ‘loco’. Forse, però, questa sarà la fortuna della Lazio, come vedremo meglio adesso. Perché l’Oscar – contrariamente a tutti i pronostici di quella famosa notte di mezza estate – andrà a colui che nessuno si sarebbe mai aspettato, ovvero Simone Inzaghi.

‘El Loco’ mancato

Marcelo Bielsa

Quando tutto pare in dirittura d’arrivo, ossia Marcelo Bielsa nel campionato italiano, alla Lazio, invece salta tutto. L’allenatore argentino fa sapere a Claudio Lotito che non ha intenzione di accettare l’offerta: è la notte del 7 luglio 2016. Il presidente annuncerà in seguito di voler intentare una causa contro Bielsa e intanto si gioca l’asso nella manica: richiama Simone Inzaghi, che aveva allenato la Lazio nella parte finale della stagione precedente. Salta l’annuncio di Inzaghi jr. alla Salernitana, di conseguenza.

Il pubblico laziale contesta: “È l’ennesima umiliazione”. Dopo aver scritto una lettera di benvenuto al tecnico sudamericano. Persino la Lega calcio di serie A aveva dato per fatto il matrimonio dell’ex Athletic Bilbao e Marsiglia dopo che la Società di Lotito aveva depositato il contratto.

Cosa aveva chiesto Bielsa

Claudio Lotito

Bielsa aveva chiesto a Claudio Lotito acquisti di qualità. Almeno sette giocatori nuovi e in fretta. Da Morel al difensore Llorente, dal portiere Mandanda a Mendy. Da Alexandre Pato a Oscar De Marcos, un fedelissimo del ‘Loco’. Fino a Rodrigo Caio, difensore del San Paolo. E la Lazio si era messa in moto. Non solo. Bielsa aveva fatto altre richieste, forse sperando alla fine che l’affare saltasse. Voleva i soldi in dollari, biglietti aerei per l’Argentina in prima classe per cinque persone, cinque telefonini, bolletta illimitata. Hotel a cinque stelle, sempre. Voleva sagome per la barriera, ma assolutamente tedesche. Di tutto, di più. La luna, praticamente.

Inzaghi, l’uomo della provvidenza

Lazio-Roma 2-0, coppa Italia

Per rianimare i tifosi della Lazio, dopo il no del ‘santone’ argentino, Claudio Lotito richiama Simone Inzaghi. Che ha poca esperienza, che non fa voli pindarici. Ma che, nei fatti, si è arrampicato fino al quarto posto della classifica di serie A, con vista addirittura sulla Champions League dopo il 2-0 di Bologna. E siamo a inizio marzo. Nessuno, neanche il più ottimista dei fan della Curva Nord avrebbe sognato tanto dopo il pasticcio dell’estate. Con la Lazio che ora ha pure un piede e mezzo in finale di Coppa Italia, grazie al 2-0 rifilato alla Roma nel derby di andata.

Da ‘servo’ di Lotito a leader

È lui il leader, Simone Inzaghi, Più di bomber Ciro Immobile o di Milinkovic–Savic. Eppure, in estate, veniva bollato dagli stessi tifosi che ora lo osannano come il ‘servo’ di Lotito. Il ‘signor sì’, pronto a ogni bisogna, come andare ad allenare appunto la Salernitana. E invece, ha 53 punti dopo 27 giornate e ha costruito un gioiello con ciò che aveva a disposizione. A Bologna, i tifosi lo hanno acclamato, confermando quanto il calcio sia figlio dei risultati. Solo dei risultati. Calma e serenità: le doti di Inzaghino sono state trasmesse alla squadra. Altrimenti, dopo il derby vinto, chissà cosa sarebbe successo.

L’entusiasmo c’è, si sente, ma più nel pubblico che nei giocatori, che sanno che devono continuare a pedalare. Per tentare pure l’impossibile, ovvero fare meglio di una delle migliori tre tra Juventus, Napoli e Roma.

La patata bollente Keita

Inzaghino ha gestito nel miglior modo possibile pure la patata bollente Keita. L’uomo che doveva partire, che è rimasto, che è stato fuori rosa, che è stato reintegrato e che gioca molto di più per la squadra che per se stesso. Anche se proprio a Bologna ha avuto un litigio con Milinkovic–Savic che potrebbe in qualche modo riaprire il caso. Ma le premesse erano peggiori, visto che ad agosto l’attaccante era finito fuori rosa, pronto ad andare da un’altra parte. E la Lazio avrebbe comunque perso un grande talento, senza guadagnare molto dalla sua cessione.

Immobile e Milinkovic-Savic, i trascinatori

Ciro Immobile

Ciro Immobile segna, il serbo Milinkovic–Savic risolve le partite complicate e, se partirà a fine campionato, regalerà a Claudio Lotito una notevole plusvalenza. Sono loro le armi che Inzaghi ha saputo spolverare ben bene, rendendole ora affilatissime. Il gol nel derby di Coppa Italia, contro la Roma, ha sancito l’immortalità del serbo nella curva laziale. Quasi di più di tutte le reti che Immobile continua a segnare, dimostrandosi il miglior bomber italiano dopo il ‘Gallo’ Belotti.

Non va poi dimenticato Felipe Anderson, seppure a corrente alternata. Anche lui pareva definitivamente perso l’anno scorso, e invece sta risalendo la corrente. Con questi giocatori, Simone Inzaghi sa di potersi giocare lo sprint finale. Con un occhio (o forse anche due) pure alla Coppa Italia, con la possibilità di giocarsi la finale in casa.

Il ‘Loco’ è proprio lontano. La Lazio ha la serenità e la forza di Simone Inzaghi, uno che doveva essere in serie B perché considerato immaturo per allenare in A. Il calcio è proprio come le sliding doors. Basta un attimo per cambiare la storia di una squadra o di una persona. Basta un secondo per andare a caccia dell’Oscar, sperando che non scelgano la busta sbagliata.

SIMILAR ARTICLES

0 184
Le coreografie di Lazio e Roma per il derby d'andata della Serie A 2014-2015.

0 84