Un anno fa il Paris Saint-Germain aveva già sentenziato la Ligue 1, con venti punti nelle prime otto giornate e un +4 sulla seconda che a fine stagione sarebbe diventato un devastante +31, con centodue gol segnati, appena diciannove subiti, novantasei punti totali e l’aritmetica di un titolo mai in discussione arrivata il 13 marzo dopo uno 0-9 al Troyes, con otto giornate d’anticipo. A dodici mesi di distanza le cose per i parigini sono peggiorate non poco, e oltre alla leadership perduta in patria ci sono problemi anche in Champions League: da cosa dipenAde il lento avvio dei campioni di Francia?

L'espulsione di Serge Aurier in Tolosa-PSG 2-0.

UNA RIVOLUZIONE ESAGERATA?

Per una volta la campagna acquisti del PSG non è stata sfavillante, almeno nei nomi. Dei settantacinque milioni spesi in estate quasi sessanta se ne sono andati per Grzegorz Krychowiak e Jesé Rodríguez, ma i nomi di grido a cui erano abituati i tifosi rossoblù sono ben altri. Soprattutto quest’anno ha visto l’addio di Zlatan Ibrahimović direzione Manchester United, dopo quattro stagioni con altrettante affermazioni in campionato e dodici trofei complessivi. Può l’addio di Ibra aver tolto punti di riferimento alla squadra? Il rischio c’è, perché in questo primo mese e mezzo non è ancora apparso un leader come lo svedese, a eccezione del capitano Thiago Silva che però continua a essere tormentato dai problemi fisici e ha giocato solamente quattro gare. È possibile che in sede di mercato sia stato trascurato questo elemento, perché Zlatan spesso faceva squadra da solo e riusciva a risolvere anche le giornate negative, mentre ora si fa fatica a trovare un faro come lui.

L'ultima volta di Zlatan Ibrahimović con la maglia del PSG.

BATTUTE D’ARRESTO

L’inizio di stagione non è stato certo dei più felici, anche se c’è tutto il tempo per rimediare. Certo stona, per una squadra abituata a dominare fin dalle prime partite, il fatto di vedere già due sconfitte e un pari in sette giornate di Ligue 1, con il -4 dal Nizza capolista di Mario Balotelli. In Champions League mercoledì scorso è arrivato il primo successo, 1-3 sul campo del Ludogorets ma soffrendo e in rimonta, con un rigore parato da Alphonse Aréola subito dopo il vantaggio, dopo aver sprecato tanto contro l’Arsenal concedendo l’1-1 ai Gunners nella giornata d’esordio. Non c’è dubbio che qualcosa non stia girando per il verso giusto in un meccanismo fino allo scorso maggio quasi perfetto, e a ciò si aggiungono alcuni problemi fuori dal campo, col nuovo acquisto Hatem Ben Arfa già apparentemente bocciato (non convocato per scelta tecnica in cinque delle ultime sei partite) e Serge Aurier condannato a due mesi di prigione per aver aggredito un poliziotto lo scorso 30 maggio.

Unai Emery PSG

LA CURA EMERY

Toccherà a Unai Emery trovare il giusto equilibrio e portare il PSG di nuovo ai fasti dell’ultimo quinquennio, magari riuscendo anche a ottenere risultati in Europa, il vero obiettivo della proprietà qatariota. L’allenatore basco ha sostituito a giugno Laurent Blanc, cacciato anche per non essere andato oltre i quarti di Champions, dopo aver vinto per tre volte di fila l’Europa League col Siviglia, exploit che gli ha dato un enorme credito pur non avendo mai fatto meglio del terzo posto in campionato (col Valencia dal 2010 al 2012). Pure lui è stato criticato per l’inizio altalenante, tanto che qualcuno ha messo in discussione la sua panchina, ma il suo operato andrà valutato sul lungo periodo, anche perché nella sua carriera ha dimostrato di essere un tecnico più da gare secche che da campionato (infatti ha vinto il Trophée des Champions, la Supercoppa di Francia). Rispetto ai suoi predecessori Blanc e Ancelotti non potrà appoggiarsi su Ibra nei momenti di difficoltà, ma la squadra a prescindere dall’assenza di un leader è comunque di altissima qualità e può ribaltare la stagione.

Marco Verratti

Ecco, se c’è uno in questo PSG che può caricarsi la squadra sulle spalle è Marco Verratti, ancor più dei blasonati Ángel Di María ed Edinson Cavani. Il centrocampista abruzzese ha le qualità per far svoltare la squadra e se non dovesse essere martoriato dagli infortuni, che gli hanno impedito di giocare gli Europei con l’Italia, il rendimento del Paris Saint-Germain ne risentirà in positivo. Con Thiago Motta in calo Emery deve affidare le chiavi del centrocampo all’ex Pescara, con Krychowiak e Blaise Matuidi vicini a formare una linea mediana di altissimo profilo per servire il tridente d’attacco. Così facendo il PSG potrà lasciarsi Ibra alle spalle.

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