Napoli, il problema non è solo Arkadiusz Milik infortunato. Contro la Roma, in casa, è emersa la difficoltà del centrocampo, la difesa ballerina (perché non protetta sapientemente da chi dovrebbe fare filtro) e un po’ di confusione pure là davanti, dove gli esterni – senza il classico centravanti da area di rigore – hanno corso parecchio a vuoto. Tanto lavoro per Maurizio Sarri, insomma, anche se il calendario pare aiutarlo: prima del big-match con la Juventus, infatti, ecco Crotone ed Empoli. Con gli impegni di Champions contro il Besiktas all’inizio e alla fine del ciclo.

INSIGNE, ANCORA ZERO GOL

Uno dei problemi più grandi del Napoli è la poca concretezza di Lorenzo Insigne. Fa tanto movimento, è vero, ma l’anno passato di questi tempi aveva già segnato sei gol in campionato. Oggi è a secco, non va in rete da sei mesi e forse sta soffrendo fin troppo il ballottaggio con Dries Mertens, più decisivo dello scugnizzo di Frattamaggiore.

IL REGISTA DOV’È

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Soffre pure a centrocampo, il Napoli. Jorginho è decisamente appannato, oltre a essere a secco da più di 80 partite. Ma certo, il suo ruolo non è quello di goleador. Al Napoli forse avrebbe fatto comodo avere ancora Valdifiori in rosa. Contro la Roma, l’italo-brasiliano è stato il peggiore, soffocato da De Rossi e Nainggolan. E dire che aveva sfiorato la convocazione in Nazionale all’Europeo grazie a un 2015/2016 ottimo… problemi fisici e problematiche tecniche per il giocatore, che sembra entrato in un tunnel.

GABBIADINI, QUANTE RESPONSABILITÀ

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Finalmente titolare dopo tanta panchina. Eppure, Manolo Gabbiadini si è smarrito proprio sul più bello. Contro la Roma, da punta centrale, è stato bocciato da Sarri: doveva sostituire Milik, ma lo ha fatto solo rimpiangere. L’anno scorso aveva davanti un mostro come Higuain, che forse era anche l’alibi giusto, ma quando veniva chiamato in causa, rispondeva sempre bene. Quest’anno, se escludiamo il Chievo, dove ha segnato il primo e unico gol del campionato, ha sempre stentato.

Contro la Roma, forse, si è sentito troppo responsabilizzato. E ora il dubbio è che abbia spalle non troppo larghe per sopportarne il peso. Contro i giallorossi, non ha mai tirato in porta e ha toccato pochissimi palloni. In Champions avrà un’altra chance, poi chissà.

I NUOVI, QUANDO IN CAMPO?

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Il Napoli ha comprato tanto nel mercato estivo, ma buona parte dei nuovi non hanno visto o hanno visto pochissimo il campo, escludendo Milik e Maksimovic (con Zielinski in campo a corrente alternata), naturalmente. Giaccherini, Rog e Tonelli, un uomo per reparto… e chi li ha visti finora? L’ex Cesena e Juventus è stato in campo per 19 minuti, gli altri neanche una volta. A Castelvolturno pare siano volate parole grosse in un confronto tra i senatori e i novizi, con i primi che hanno chiesto coesione anche a chi vede il campo con il contagocce.

SARRI, I LAMENTI E POCO ALTRO

Maurizio Sarri

Nel mancato inserimento dei nuovi, la colpa è di Sarri. Dopo l’addio di Higuain, il tecnico non è stato coraggioso inventandosi qualcosa di nuovo. La partenza discreta deve averlo convinto che era la strada giusta. E invece no. Senza il calciatore da 36 reti dell’anno scorso, qualcosa bisognava modificare. Il bel gioco ha annebbiato le idee a molti, forse allo stesso allenatore, che si è crogiolato sui complimenti alla squadra. E ha sbagliato ancora di più dando l’impressione di arrendersi dopo pochi turni alla Juventus. Come ha recepito la squadra questo messaggio?

Se Higuain teneva in scacco la difese per tutta la partita, il Gabbia è timoroso, parla poco, non si arrabbia con i compagni se non lo cercano. Non è leader. Allora, forse, sarebbe meglio provare con il ‘falso nueve’. Non solo: Hamsik, Insigne e Callejon paiono giocare da soli, per la gloria personale. Soprattutto lo spagnolo l’ha trovata spesso, ma quando non ce la fa, lo spartito finisce a carte 48.

Invece di perdere tempo a lamentarsi di fatturati, arbitri e orari delle partite, Sarri dovrebbe studiare di più e meglio gli avversari. Fateci caso: ha fatto un punto su nove contro Juric, Gasperini e Spalletti, tecnici che invece prima dei 90′ hanno vivisezionato i punti deboli e quelli forti di chi avranno di fronte. Lui no: Sarri va avanti per la sua strada.

DE LAURENTIIS E I GIORNALISTI

Pure il presidente ci mette del suo. Perde in casa con la Roma e non se la prende con la squadra, ma con i giornalisti: “Già immagino quello che scriverete. Gli attacchi che non ci risparmierete, in questa città l’unica cosa che funziona è il Napoli e voi non siete in grado di difenderlo, lo attaccate in ogni momento. Ma dovete sapere che ho le spalle larghissime e vado avanti tranquillamente. Voi non dovete attaccare il Napoli. Criticare sempre non fa bene a nessuno. Voi non dovete amare De Laurentiis, ma dovete amare il Napoli”. I fattori esterni, la stampa presunta nemica, sono gli alibi perfetti per i perdenti.

MAKSIMOVIC, L’UOMO GIUSTO?

Il Napoli ha speso tanto, in soldi e ore, per assicurarsi Maksimovic. Doveva essere il degno e complementare compagno di Koulibaly, ma finora ha fatto molta fatica ad abituarsi a giocare nella difesa a quattro proposta dal Napoli. Non è una bocciatura, ma anche lui rischia di entrare nel tunnel di Jorginho, se non ritroverà presto una forma accettabile. Già in tanti, a Napoli e non solo, si domandano se l’ex Torino valga tutti i soldi spesi. Contro Atalanta e Roma, vale a dire le due sconfitte consecutive dei partenopei, è stato in campo 180′: Albiol è lì che morde il freno.

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