Un ribaltone nelle ultime ventiquattro ore. Fino a ieri mattina la presenza di Gonzalo Higuaín al San Paolo era in fortissimo dubbio, poi il Pipita è stato definito recuperato da Massimiliano Allegri in conferenza ed è stato incluso nell’elenco dei convocati. Stasera potrebbe persino partire titolare nella supersfida fra Napoli e Juventus, sarebbe la sua quinta volta da acerrimo nemico e la terza nello stadio dove si è laureato miglior marcatore di sempre in una singola stagione di Serie A.

Gonzalo Higuaín Sampdoria-Juventus

DA ESCLUSO A PROBABILE TITOLARE

Quando domenica è uscita la formazione ufficiale della Juventus per la partita col Crotone la panchina di Higuaín sembrava normale riposo, ma già prima del fischio d’inizio la società bianconera aveva fatto sapere che il motivo era un trauma al terzo raggio metacarpale della mano sinistra. Allegri, nelle interviste del dopogara, ha lanciato l’allarme per la trasferta di Napoli, diventata sicura assenza lunedì quando è venuto fuori che il trauma era in realtà una frattura che necessitava di intervento chirurgico. Operato nel pomeriggio sembrava a rischio pure per le altre due sfide decisive, contro l’Olympiakos in Champions League e l’Inter, ma a conclusione della giornata è arrivato il primo spiraglio: l’ha dato Giuseppe Marotta, intervistato durante il Gran Galà del Calcio AIC a Milano, dove ha dato il 50% di possibilità di vederlo in campo al San Paolo. Sembrava pretattica, invece era tutto vero: al post su Instagram dove annunciava l’esito dell’operazione Higuaín ha fatto seguire un graduale rientro in gruppo in allenamento, fino alla convocazione di ieri pomeriggio. Considerato che un infortunio ha messo fuori causa Mario Mandžukić ora è probabile che parta addirittura titolare assieme a Douglas Costa e Paulo Dybala, a chiudere cinque giorni pieni di colpi di scena.

Gonzalo Higuaín Napoli-Juventus

IL PIÙ ODIATO DI NAPOLI

Il 4-0 al Frosinone del 14 maggio 2016 è ormai lontanissimo. Quella sera Higuaín aveva tutta Napoli ai suoi piedi, che lo celebrava per la magnifica tripletta con cui aveva stabilito il record assoluto di gol in un singolo campionato, trentasei. È stata anche la sua ultima in maglia azzurra: il clamoroso passaggio in estate alla Juventus per i novanta milioni della clausola rescissoria l’ha fatto diventare in un colpo da idolo a nemico giurato, core ‘ngrato anche più di José Altafini che aveva fatto lo stesso percorso nel 1972. Da lì per il Napoli non è andata per niente bene quando si è rifatto vivo: un gol (decisivo, senza esultare) nel 2-1 del 29 ottobre 2016, un altro nel 3-1 del 28 febbraio (andata delle semifinali di Coppa Italia) e soprattutto i due del 5 aprile, nel match di ritorno proprio al San Paolo, dove l’esultanza c’è stata e pure rabbiosa, indicando in tribuna Aurelio De Laurentiis ritenuto il responsabile del suo addio al Napoli. Quattro gol in quattro presenze, solo nell’1-1 del 2 aprile (unico incrocio a Fuorigrotta in Serie A) è andato a secco ma anche lì il risultato è stato positivo per la sua attuale squadra: alle 20.45 ci sarà il quinto faccia a faccia, i fischi sono scontati e pure qualcosa in più, ma tutta Napoli si augura che stavolta il risultato sia diverso. Perché oggi vale molto di più.