Mondiali di rugby 2015: ci siamo. Il 18 settembre prende il via l’ottava edizione della Coppa del mondo, ospitata in una delle patrie storiche della palla ovale: l’Inghilterra. Venti sono le nazioni partecipanti e tra loro c’è anche l’Italia, inserita in un girone piuttosto difficile, ma non impossibile: i sono, infatti, Francia e Irlanda (vecchie conoscenze del Sei Nazioni), Canada e Romania. Le prime due si qualificano per gli ottavi di finale. L’esordio degli Azzurri è previsto per il 19 settembre a Londra, nel tempio di Twickenham (ore 21), contro i galletti transalpini. Vediamo le dieci curiosità del Mondiale.

Esultanza dopo la Meta di Giovanbattista Venditti Italia con Martin Castrogiovanni Celebration aft

Castrogiovanni, il gigante buono

Martin Castrogiovanni, pilone dell’Italia, ha deciso di devolvere l’intero premio mondiale in beneficenza. Un compenso che certo non è ai livelli di quelli del calcio, ma che servirà ad aiutare alcune associazioni di volontariato. “Ho deciso di donare i soldi ai bambini, sono loro a darmi la forza per superare ogni ostacolo”. Tra le associazioni che riceveranno soldi c’è ‘Olivia’, che si occupa di integrare i bambini sordi, offrendo loro la possibilità di praticare uno sport; e poi c’è la ‘Casa di Andrea’ dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Rugby Coppa del mondo

“Italiani mercenari”

A giugno, proprio i giocatori della Nazionale italiana di rugby erano stati accusati di essere ‘mercenari’, anche perché molti sono gli oriundi e i naturalizzati. Era nato un duro scontro con la Fir, la Federazione italiana rugby. L’iniziativa di Castrogiovanni sta lì a smentire tutto questo, i 5 mila euro lordi previsti per la preparazione estiva finiranno a chi più ne ha bisogno.

Calcio d'inizio Italia

Il rugbista celiaco

Non possiamo finire questa disamina su ‘Castro’, come viene affettuosamente chiamato Castrogiovanni, senza aggiungere che è celiaco e non beve birra. Già, soprattutto l’ultima caratteristica pare fare a pugni sul luogo comune di rugbisti e tifosi, ovvero che subito dopo le partite vadano nei pub a trangugiare boccali su boccali.

Tutti i Mondiali su Sky

Sky Sport trasmetterà tutte le 48 partite del Mondiale di rugby in diretta. Una programmazione totale di 150 ore, di cui 100 live. A commentare le sfide italiane, ci sarà Franceso Pierantozzi. Si alterneranno Federico Fusetti, Alessandro Moscardi, Andrea De Rossi e John Kirwan. L’inviata di riferimento sarà Lia Capizzi. Moreno Molla si occuperà principalmente delle altre nazionali. Come in un Mondiale di calcio, ci sarà uno studio pre e post partita, con Federica Lodi e Stefano Meloccaro e ospiti di grande richiamo (il cantante Elio, Diego Dominguez). Un programmazione a cinque stelle, con la chicca finale di ‘Quarto Tempo’.

Rugby su Sky

Troppo grande per perderla

“Too big to miss” è lo slogan della manifestazione. Due milioni e mezzo di biglietti messi in vendita, a prezzi non proprio popolari. Secondo uno studio di Ey, i fan stranieri che arriveranno nel Regno Unito per il Mondiale saranno 450 mila, un record. Si tratta dell’avvenimento sportivo più importante dell’anno, d’importanza inferiore solo a Coppa del mondo di calcio e Olimpiadi.

twickenham

Pil britannico a gonfie vele

Il Pil (Prodotto interno lordo) britannico sarà arricchito da un miliardo di sterline. Il giro d’affari complessivo è stimato in 2,5 miliardi. Sarà manifestazione planetaria, con le partite trasmesse in 207 nazioni e un platea potenziale di quattro miliardi di spettatori. Sky avrebbe pagato più di un milione di euro per aggiudicarsi l’esclusiva. World Rugby, da questa kermesse, dovrebbe portare a casa 110 milioni di sterline per il broadcasting, 45 milioni dagli sponsor, 80 milioni come tassa pagata dalla Gran Bretagna per aggiudicarsi l’edizione.

Gli sponsor

In occasione dei Mondiali di rugby, sulle maglie compare solo lo sponsor tecnico. Nel caso dell’Italia, è Adidas, che paga due milioni di euro ogni anno. Adidas affianca pure la Francia e gli All Blacks neozelandesi, a cui il marchio versa qualcosa come quindici milioni di euro all’anno. Tra i fornitori della Coppa, c’è poi Canterbury, neozelandese, che sarà sulle maglie dell’Inghilterra, Irlanda, Giappone e Namibia. L’italiana Macron sosterrà la Scozia, a cui paga tre milioni di euro l’anno.

Negozio Adidas

Le città

Undici più una. Sono le città che ospiteranno la manifestazione (l’unica non inglese è Cardiff, in Galles). Un libro racconta non solo i luoghi dove avranno luogo le sfide, ma anche i pub, i ristoranti e i negozi che hanno a che fare con il rugby. Una guida utilissima. Ci sono i locali dove i giocatori vanno a bersi una birra, ma anche i ristoranti preferiti e i negozi per veri appassionati, dove trovare cappellini, maglie e gadget. Si chiama ‘Rugby Life’.

Cardiff

I favoriti

La Nuova Zelanda, of course. Gli All Blacks sono la squadra più forte del mondo e questi All Blacks sono considerati i più forti di tutti i tempi. Vero che ai Mondiali, finora, non sempre hanno mantenuto le promesse. Ma a livello internazionale le vittorie sono 57 (due le Coppe del mondo in bacheca, nel 1987 e nel 2011).

I record degli All Blacks

Danza maori a parte, la ‘Haka’, la Nuova Zelanda nel rugby rappresenta il Brasile nel calcio. Elegante, bella, la più forte. Ha il record di punti in un singolo incontro (145 contro il Giappone nel 1995), quelli realizzati in assoluto (1.711), più mete totali (232) e maggior numero di trasformazioni (173). C’è poi Jonah Lumu, capace di realizzare 15 mete in due edizioni della World Cup, e Marc Ellis che ne fece sei nel 1995 contro il Giappone. Sempre in quel match, Simone Culhane fece 45 punti, con 20 trasformazioni realizzate. Nella Hall of Fame del rugby, ci sono ben 14 neozelandesi.

Lumu

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