L’Olimpia Milano sogna Andrea Bargnani, a gennaio o, più probabilmente, a giugno. Come si dice in questi casi, ci sono stati più che semplici contatti. Il patron milanese, Giorgio Armani, vuole tornare a vincere in Italia – dopo l’anno di Sassari – ma soprattutto vuole dare battaglia in Europa, dove l’Italia da troppo tempo sta a bocca asciutta.

Il 30enne azzurro sta incappando in una stagione negativa – sua e della squadra, i Nets di Brooklyn – e dopo tanti anni in Nba, non sarebbe scontento di tornare in Italia. Il contratto gli permette di uscire dal biennale e, facendo due righe di conti, di non perderci neanche dal punto di vista economico. I Nets, infatti, quest’anno pagano il ‘Mago’ 1.362.897 dollari l’anno, il minimo salariale per un veterano. E stiamo parlando della cifra lorda, dunque comprensiva delle tasse. Al netto, viene fuori uno stipendio in linea con i top player dell’Armani.

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Un ‘Mago’ per gennaio

Qualcuno sussurra che gli ammiccamenti di Milano si siano spinti fino a credere di poter portare Bargnani in Italia già in questo mese di gennaio. Il lungo azzurro scalpita, a quanto pare, e la Società milanese pure. Il tempo, però, stringe. Bisognerebbe tesserare Andrea entro il 28 gennaio, ultimo termine per poter schierare il giocare nel girone di ritorno di Eurocup. Non solo: Bargnani dovrebbe rescindere con Brookyln, mentre a fine stagione potrebbe andarsene senza penali annesse. E se rescindesse, ogni franchigia potrebbe prenderlo entro le successive 48 ore. E l’ipotesi Milano si allontanerebbe tremendamente.

Ecco perché tutto lascia pensare che l’idea verrà posticipata all’anno prossimo. Quando si potrà costruire una squadra intorno a Bargnani che, adesso invece, dovrebbe adeguarsi al roster che già c’è. Con rischi non da poco di rompere gli equilibri di un quintetto che, ormai fuori dall’Eurolega, ha tutte le carte in mano per poter vincere la Coppa Italia e il campionato. Anche senza Mago.

Andrea Bargnani

Bargnani sottotono

Certo, la stagione in America sta regalando molte delusioni all’azzurro. Incappato nella peggiore annata da quando è sbarcato negli States. Trentadue partite giocate finora, nessuna da titolare, appena 6,7 punti di media e un minutaggio che si è andato riducendo di gara in gara, fino al ‘non entrato’ contro Orlando per “scelta tecnica”. E i Nets, finora, hanno il poco invidiabile record di 10 partite vinte e 27 perse (terzo peggior bilancio Nba).

Una situazione del genere sarebbe stata l’ideale per fuggire via. Ma i Nets hanno cambiato allenatore: via Hollins, che non vedeva più il nostro. Il patron russo, Mikhail Prokhorov, ha affidato la squadra al vice, Tony Brown, con un passato da giocatore a Reggio Emilia e ad Arese. Chiaro che, con il cambio di guida tecnica, anche il vento potrebbe mutare. E Bargnani ha voglia di lasciare l’Nba in modo meno anonimo.

La fama del ‘Mago’

Certo, negli ultimi tempi Bargnani oltre oceano ha goduto di cattiva pubblicità. Cosa che potrebbe ancora una volta fare il gioco dell’Olimpia. In caso di rescissione anticipata, infatti, le altre franchigie potrebbero fermarsi un attimo di troppo a riflettere sulle parole di un certo Phil Jackson, che accusò l’italiano di essere “un lavativo” nonché “un enigma”. Attimo di troppo che favorirebbe Milano. E in Europa, statene certi, Andrea potrebbe ancora dire la sua sotto canestro.

Andrea Bargnani

La fame del ‘Mago’

Con quanta fame di rivincita Bargnani tornerebbe in Italia? E in Europa? L’Armani Milano può competere, è vero, con i budget più bassi dell’Nba (l’unica in Italia), ma siamo sicuri che nel Vecchio Continente altre corazzate non metterebbero gli occhi su un Bargnani libero? Questo è un rischio concreto. Cska Mosca, Real Madrid e Fenerbahce potrebbero proporre al nostro contratti più vantaggiosi. A quel punto, il lungo azzurro deciderebbe con il cuore o con il portafogli?

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Il precedente Datome

Milano l’estate scorsa è stata bruciata da Gigi Datome. Dopo due anni in Nba, con Detroit e Boston, il capitano della Nazionale italiana decise di tornare in Europa. L’Armani fece il possibile per prenderlo, ma alla fine Datome preferì i (tanti) dollari offerti dai turchi del Fenerbahce. Niente operazione nostalgia, dunque, ma voglia di guadagnare ancora e di lottare per vincere l’Eurolega a Istanbul. Potrebbe accadere la stessa cosa con il Mago?

Milano schiacciasassi

I tifosi dell’Olimpia sognano di presentarsi alla seconda parte della stagione con il ‘Mago’, Sanders e un nuovo playmaker. Milano diventerebbe schiacciasassi, di più di come è già. Coach Repesa ha fatto sapere ai dirigenti che lui è pronto a rivoluzionare la squadra pur di avere subito uno come Bargnani. Armani&Co. sono d’accordo nel dare un’anima sempre più italiana alla squadra per il medio e lungo periodo. Ma vogliono elementi che siano spendibili pure a livello internazionale. E Bargnani è uno dei pochi, al momento. Insomma, si proverà fino all’ultimo a scandagliare tutte le possibilità di prendere subito Andrea, ma non si piangerà se l’acquisto dovesse slittare a giugno.

Eurolega, un’ossessione

L’Italia in Eurolega (l’ex Coppa dei Campioni) da anni vive un periodo di magra. Lontani i tempi in cui le nostre squadre erano protagoniste. L’ultima volta che siamo approdati alla Final Four è nell’anno di grazia 2010-2011, ma la Montepaschi di Siena dovette accontentarsi poi del terzo posto. Per trovare una vittoria, l’ultima, bisogna risalire al 2000-2001, con la Virtus Bologna che aveva già vinto il trofeo nel 1997-1998.

E Milano? Milano in bacheca ha tre Coppe dei Campioni. La prima è del 1965-66, le altre due sono consecutive, 1986-1987 e 1987-1988. Era la Tracer quella che vinse 90-84 contro il Maccabi Tel Aviv. Era la squadra di Bob McAdoo, Piero Montecchi, Mike D’Antoni, Riccardo Pittis, Roberto Premier e Dino Meneghin. Uno squadrone.

Bargnani in pillole

Al draft 2006 dell’Nba, Andrea Bargnani fu scelto al primo giro dai Toronto Raptors. È questo l’inizio dell’avventura in America per il centro – ala italiano. Gli inizi, però, sono lontani dal grande basket. Si mette in luce in B2, con la Stella Azzurra Roma. Nel 2003, Andrea approda in serie A con la Benetton Treviso e si consacra anno dopo anno. Nel 2005-2006 vince lo scudetto e il premio di miglior giovane del campionato italiano. Non solo: si aggiudica pure il trofeo ‘Rising Star Trophy’, come miglior giocatore under 22 dell’Eurolega.

L’Nba non se lo fa sfuggire e Bargnani diventa il primo giocatore italiano a venire scelto al primo giro. Giocherà in Canada fino al 2013-2014, quando decide di firmare per i New York Knicks. Saranno gli infortuni, però, a condizionarlo finché, il 12 luglio del 2015 deciderà di trasferirsi ai Brookyln Nets al minimo salariale. Per prendersi una rivincita proprio con i Knicks. Rivincita che, come abbiamo visto, finora è mancata.

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