Addio al Modena Calcio dopo 105 anni di storia. Una stagione disgraziata, quella che il club si accinge a chiudere in anticipo con la più triste delle condanne: il fallimento. Dopo 4 gare consecutive in cui la squadra non si è presentata in campo, il giudice sportivo è obbligato ad estrometterla dal campionato, decretandone la fine. Ci sarà da attendere forse giovedì, perché la Corte d’appello si esprimerà sul ricorso effettuato dalla società emiliana per le prime due gare perse a tavolino, ma è difficile ipotizzare un epilogo diverso.

I giocatori sono in sciopero perché non ricevono stipendi dal ritiro estivo, e i debiti del club hanno portato anche ai sigilli del Braglia, visto che il Comune non riceveva più i 6mila euro d’affitto per ogni gara. Poi sono iniziate le sconfitte a tavolino dopo l’esaurimento della deroga per utilizzare l’impianto di Forlì nelle gare interne e da qui il malcontento si è diffuso a macchia d’olio dando avvio a un meccanismo di autodistruzione.

Dopo l’era Caliendo e i conti in rosso lasciati in eredità, l’imprenditore Aldo Taddeo non è riuscito nell’impresa di recuperare la situazione, disattendendo le promesse fatte alla città e ai tifosi. I debiti non sono stati pagati, i giocatori hanno continuato a non avere soldi e la società è stata messa in mora, fino al fallimento.

Il “funerale” del Modena messo in scena dai suoi tifosi

Solo 15 anni fa, fresco di salto doppio dalla C alla A, il Modena batteva in rimonta all’Olimpico la Roma di Totti e Batistuta. Oggi di quella squadra non resta più nulla, forse non resterà neppure il nome.

Ora il Modena tornerà nelle mani del sindaco Muzzarelli, che avrà 8 mesi per trovare un nuovo proprietario con cui ripartire da zero e dalla Serie D.

Di questa terribile stagione resteranno solo i ragazzi, che con le rispettive formazioni giovanili hanno avuto il permesso di concludere i campionati.

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