Sabato scorso Moise Kean, il giorno dopo Pietro Pellegri. Millennials all’assalto. Il primo ha segnato la prima rete di un classe 2000 in uno dei cinque campionati europei principali, battuto meno di 24 ore dopo dal secondo, che al 3′ ha bucato Szczesny nell’Olimpico imbandierato per Francesco Totti.

Di Kean se n’è parlato già parecchio. Gioca nella Juventus, di ruolo fa l’attaccante. Ha trovato spiccioli di spazio quest’anno grazie all’infortunio di Pjaca. È stato il primo classe 2000 a esordire in serie A e il primo a farlo pure in Champions League. Di Pietro Pellegri si è parlato un po’ meno, ma adesso di sicuro diventerà motivo di chiacchiere. E non solo da bar. Anche lui attaccante, del Genoa, un fisico imponente (188 centimetri) per quello che è praticamente un bambino, anagraficamente parlando, essendo nato nel 2001. A poco più di 16 anni (16 anni e due mesi, più esattamente), segnando contro la Roma, è diventato il terzo giocatore più giovane a far gol in serie A nella storia (davanti a lui soltanto Amadei e Rivera). E scusate se è poco…

Saranno loro la futura coppia d’attacco di una Nazionale italiana ancora tutta da inventare? Può darsi. Kean, a Bologna, prima di infilare di testa Da Costa, aveva fatto già vedere discreti numeri defilato a destra; Pellegri, fin quando è rimasto in campo, si è dimostrato fastidioso per Manolas e Fazio, due che certo non hanno niente da imparare. Pellegri aveva debuttato in serie A nel dicembre dello scorso anno: classe 2001 vuol dire che è nato quando Totti vinceva lo scudetto con la Roma. Non poteva che far gol nel Totti-day, insomma.

Pellegri gol

Una storia che ha anche altro da raccontare, quella di Pellegri. Dopo il gol, è corso verso la panchina, ma non per abbracciare Juric che lo aveva lanciato dal primo minuto, bensì suo papà, collaboratore dell’allenatore genoano.

Nell’ultimo turno di serie A, abbiamo avuto il piacere di assistere ad altri giovanotti che hanno avuto tempo e spazio per farsi notare. Come Luca Crosta, al debutto assoluto tra i professionisti con il Cagliari. Ruolo: portiere. Vittima: Carlos Bacca. L’attaccante del Milan si è fatto parare il rigore dal portierino al 63′. Ma anche nel primo tempo Crosta aveva deviato sulla traversa una conclusione ravvicinata del colombiano. E fino al 90′ ha dato sfoggio di sicurezza e sfrontatezza. Classe ’98, Crosta rischia di essere già un ‘vecchietto’ rispetto a Kean e Pellegri.

Altri baby debuttanti degli ultimi ’90: Hagi junior con la Fiorentina e Spizzichino per la Lazio. Non hanno inciso come gli altri tre, ma può darsi che ne sentiremo ancora parlare.

Per chi non lo sapesse, Kean è di Vercelli, ma ha iniziato con la maglia del Torino prima di rimanere affascinato da Vinovo e diventare dunque juventino. È nato il 28 febbraio del 2000 da genitori ivoriani. Moise Bioty Kean e il pallone praticamente nella culla, poi ecco Don Bosco, Asti e Torino. A dieci anni diventa della Juve, l’anno prossimo potrebbe andare in Olanda a giocare con continuità, con lo Zwolle. Nel frattempo, ha passato un anno intero facendo la spola tra Primavera e prima squadra, diventando molto amico di Stefano Sturaro. È un idolo dei social, con 250 mila follower. Ama la musica hip hop ed è molto amico con Shade, tifoso della Juve celebre per le sue rime.

Kean gol

Pietro Pellegri è genovese doc. Nato il 17 marzo del 2001, è cresciuto nel Genoa. Il 30 aprile del 2017 l’esordio al ‘Luigi Ferraris’ contro il Chievo Verona. Come Kean, fa stabilmente parte della Nazionale italiana Under 17. Nel campionato Primavera, in questa stagione, ha segnato 7 gol. Contro giocatori che a volte hanno anche 3-4 anni più di lui. Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, ha usato un paragone impegnativo per l’attaccante: Il prossimo Messi? Si chiama Pellegri. Ma spero non mi senta, altrimenti si monta la testa”.

Pellegri e Kean, Kean e Pellegri. All’estero, sono sulle agende di diversi top team. Soprattutto a Londra e Manchester, dove gli scout li tengono sotto controllo da quando avevano 14 anni. Il genoano è rappresentato da Beppe Riso, l’uomo che lo ha accompagnato a firmare il primo contratto da professionisti il 17 marzo scorso, al compimento del 16esimo anno d’età; Kean, invece, è rappresentato addirittura da Mino Raiola. E non ha ancora rinnovato con la Juventus.

Diversi, insomma, saranno forse anche i loro destini: Pellegri è il Genoa, per dirla come i tifosi della Roma a proposito di Francesco Totti. È nato a Pegli, dove c’è il centro sportivo. Il padre ha giocato nel settore giovanile rossoblù, per tornarci nel 2006 dove prima è stato accompagnatore della Primavera e ora è team manager. Chissà se il Genoa riuscirà a trattenerlo. E chissà se la Juventus riuscirà a tenere Kean.

Due interrogativi. E una certezza: entrambi – se non sprecheranno il loro talento facendo o credendosi già star – ai Mondiali del 2022 o del 2026 o del 2030 potrebbero essere grandi protagonisti.

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