Errare è umano, perserverare no. L’infortunio di Arek Milik non è che la conferma dell’insufficienza del mercato del Napoli, quasi assente all’appello della sessione estiva dei trasferimenti. Il polacco, nella gara con la Spal, ha subito una lesione al crociato del ginocchio destro, e dovrà restare lontano dai campi di gioco per 4-6 mesi. Massima solidarietà al giocatore, che si ritrova, per il secondo anno consecutivo e alla sua seconda stagione a Napoli, a dover affrontare un problema molto grave. L’operazione, effettuata ieri, è andata bene, ma questo purtroppo non influisce sul suo rientro che, a meno di miracoli, non avverrà prima di quanto detto poco sopra.

Al di là, quindi, del dispiacere per il 23enne, il Napoli ha un problema serio e urgente: trovare una soluzione o un’alternativa all’interno della rosa attuale. Lo scorso anno Sarri s’inventò Mertens falso nueve, ma è impensabile che il belga possa accollarsi tutte le gare (circa 20) previste da qui alla fine dell’anno solare, ossia quando poi aprirà il mercato invernale. Riuscirà, quindi, il tecnico azzurro, a realizzare un’altra magia? L’esperimento riuscitissimo col numero 14 ha permesso al Napoli di ritrovarsi in casa uno dei miglior bomber europei, ma la fortuna non è sempre così generosa.

Ecco perché, se lo scorso anno il Napoli ha fatto così bene senza Higuain e con un attacco numericamente povero, si doveva fare di tutto per evitare che ci si trovasse in emergenza anche quest’anno. Invece, De Laurentiis e la sua ciurma non hanno modificato la loro politica al risparmio, portando a casa il solo Ounas, ritenuto però (a ragione) incapace per ora di assumersi responsabilità di un certo tipo.

Quello di Milik è un film già visto, ed è proprio questo, ora, ad aumentare i crucci e i rimpianti dell’ambiente azzurro. Se proprio non ci si voleva sobbarcare investimenti ingenti, infatti, si poteva almeno evitare di cedere Pavoletti e/o Zapata, oppure prelevare subito Inglese anziché parcheggiarlo al Chievo fino a gennaio.

Sarri ha dribblato le polemiche e ha individuato in Callejon e Ounas le soluzioni a portata di mano, ma è palese che gli azzurri pagheranno la difficoltà di fare turnover. La speranza è ancora nel cilindro del tecnico: ne uscirà un’altra invenzione?

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