È la ‘classica’ di primavera. La prima grande classica nel calendario ciclistico stagionale. Stiamo parlando della Milano–Sanremo, che il 19 marzo compirà 107 anni, e che porterà i corridori dal capoluogo meneghino alla Città dei fiori, dopo 296 chilometri. L’anno passato vinse, un po’ a sorpresa, il tedesco John Degenkolb davanti ad Alexander Kristoff, che aveva trionfato nel 2014, e a Michael Matthews.

John Degelkolb

Sarà la volta dell’Italia?

Un successo italiano alla Milano–Sanremo manca da tanto, troppo tempo: l’ultimo a imporsi, infatti, è stato, nel 2006 Filippo Pozzato, per un podio tutto azzurro con Alessandro Petacchi secondo e Luca Paolini terzo. Poi, carestia e piazzamenti, come quello di Vincenzo Nibali, terzo nel 2012. La Tirreno-Adriatico, che si corre proprio in questi giorni, potrebbe dirci se qualche italiano ha chance di imporsi quest’anno nella Classicissima, visto che in tanti partecipano alla corsa dei due mari proprio per preparare la Milano–Sanremo. Oltre a Nibali, da citare Ulissi e Pozzovivo, ma anche Giacomo Nizzolo, Elia Viviani, Sacha Modolo e Sonny Colbrelli.

Vincenzo Nibali

50 volte Italia

E dire che in 107 edizioni, ben 50 volte sono stati proprio gli italiani a piazzare le ruote davanti a tutti a Sanremo. Costante Girardengo guida la pattuglia di plurivincitori, con sei successi; Gino Bartali si è dovuto fermare a quattro, mentre il suo più grande avversario, Fausto Coppi, ha fatto tris. Non sono mancati gli acuti di Alfredo Binda, Gaetano Belloni, Giuseppe Olmo e Loretto Petrucci (tutti con due vittorie).

Girardengo, poi, detiene poi un record praticamente impossibile da oscurare, essendo sempre andato a podio tra il 1917 e il 1926.

Bartali e Coppi

Un cannibale pure a Sanremo

Nella storia ultracentenaria, il più volte vincitore della Milano-Sanremo è stato il belga Eddy Merckx, capace di aggiudicarsi la gara per ben sette volte: 1966, 1967, 1969, 1971, 1972, 1975 e 1976. Non era ‘il cannibale’ per caso. In epoca recente, molti gli exploit di Erik Zabel, che ha vinto la corsa per quattro volte: 1997, 1998, 2000 e 2001.

In totale, dietro ai 50 successi italiani, ci sono i 20 del Belgio, i 12 della Francia e i 7 della Germania. La Spagna è ferma a quota cinque.

Eddy Merckx

Cancellara, favorito numero uno

Lo svizzero Fabian Cancellara, il ‘trenino di Berna’, nel 2014 è stato battuto da Kristoff. In questo 2016, si presenta, invece, come il favorito numero uno, anche grazie alla forma mostrata durante le Strade Bianche. Già nel 2008 fece sua la classica ligure, mentre nel 2011 e nel 2012 si è dovuto accontentare ancora della seconda piazza. Molto dipenderà, come al solito, dal tipo di Milano-Sanremo che vedremo: ci sarà l’arrivo in volata? Lo strappo finale farà selezione? Sarà un passista a spuntarla?

Fabian Cancellara

Il percorso

Anche quest’anno, come nella storia di questa gara, vedremo un avvio pianeggiante, con Pavia, Voghera e Tortona a segnare la prima parte del percorso. Bisognerà attendere Novi Ligure per vedere la strada alzarsi: ecco quindi il Passo del Turchino (25,8 chilometri di salita, pendenza media dell’1,4%), con il tratto più impegnativo che è quello di 3 chilometri da Masone alla Cima. Siamo comunque ancora troppo lontani dall’arrivo. Dopo la discesa per Voltri, sarà il momento di attraversare i luoghi di mare in provincia di Savona; fino ad Alassio tutta pianura, poi ecco Capo Melo, Capo Cervo e Capo Berta. Da qui in poi si deciderà la corsa, dovendo affrontare infatti la Cipressa, 5,6 km di salite con pendenza media del 4,1% e, a nove chilometri dall’arrivo, il Poggio, 3,7 km con pendenza media del 4% e punte dell’8%. Seguirà una discesa impegnativa fino all’arrivo in via Roma.

Gruppo compatto

Curiosità della Classica

La prima Milano-Sanremo è del 14 aprile 1907: alla partenza sono in 62, al traguardo in 33.
Nel 1937 si decide di far disputare la gara sempre il 19 marzo, giorno della festa di San Giuseppe, ma quando la festività viene abolita, fino al 2012 si corre il sabato più vicino al 19 marzo; dal 2013, invece, si propende per la domenica più vicina al 19 marzo.
La 37esima edizione si svolse nel 1946, il giorno dopo l’annuncio della volontà di abdicare da parte di Re Vittorio Emanuele II. Vinse Fausto Coppi, dopo una fuga di 150 chilometri e con un vantaggio di 14′ sul secondo. Nicolò Carosio scherzò alla radio: “Primo Fausto Coppi, in attesa del secondo classificato trasmettiamo musica da ballo”.
Nel 1910, a causa del maltempo, i corridori dovettero rifugiarsi nelle case lungo il percorso. Nel 2013, la gara è stata interrotta a Ovada a causa di una forte nevicata; qui i corridori sono stati portati in pullman ad Arenzano, da cui sono ripartiti con i distacchi registrati.
Nel 2014 è stata inaugurata la ‘Milano Sanremo Gallery’, un percorso museale di 1.750 metri tra Sanremo e Ospedaletti. La galleria è composta da 100 pannelli a mezzaluna con foto e testi sulla Milano–Sanremo. Sull’asfalto interno alla galleria, sono stati impressi i 30 tweet più significativi proposti da appassionati di tutto il mondo.

Francesco Moser

Pochi gli arrivi in volata

La Milano-Sanremo gara per velocisti? No, anzi. Solo 25 volte su 106 la classica si è chiusa con la volatona, e non sempre di gruppo. A volte questo era composto infatti da una ventina di corridori, come l’anno scorso, quando vinse il norvegese Kristoff. Fino al 2000 le volate si contavano davvero sulle dita di due mani, ma poi sono arrivati Zabel, Freire e Cavendish. La Cipressa e il Poggio, insomma, fanno spesso la differenza.

Giacomo Nizzolo volata

Il Poggio

Il Poggio è stato inserito solo nel 1960 perché gli organizzatori temevano che la corsa stesse diventando troppo facile. Nel 2003 Paolo Bettini fece selezione proprio qui e lo stesso dicasi di Francesco Moser nel 1984. Dopo tanti chilometri nelle gambe, la salita è in grado di stroncare chi ha già accumulato troppo acido lattico. Ma pure la discesa successiva rischia di tenere fuori buona parte del gruppo a causa di alcuni punti molto stretti.
Succederà anche quest’anno?

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