Nel calcio, si sa, il ruolo da “prima donna” è destinato agli attaccanti, ma una squadra forte, che ambisce a traguardi importanti, ha bisogno di ottimi giocatori in tutti i reparti. Lo sa bene la nuova dirigenza del Milan, che non ha badato a spese per regalare al mister Vincenzo Montella due profili giovani e molto promettenti per la difesa, per tornare a “volare” sulle fasce. Parliamo ovviamente di Andrea Conti, acquistato dall’Atalanta, e Ricardo Rodriguez, ex difensore del Wolfsburg, già da alcuni anni nell’orbita della nazionale svizzera. I due, oltre ad essere ottimi terzini, sono anche arruolabili come esterni in un centrocampo a cinque, duttilità che costituirà un’arma in più per il Milan che potrà, eventualmente, cambiare assetto a seconda delle necessità.

È vero che le gare disputate dai nuovi terzini del Milan sono ancora poche e che spesso il calcio d’agosto può ingannare, ma le premesse fanno brillare gli occhi ai milanisti. In queste poche uscite, infatti, i numeri 12 e 68 rossoneri hanno fatto vedere cross ben calibrati, scorribande offensive, una buona fase difensiva e soprattutto tanta corsa. Era da troppo tempo che, dalle parti di Milanello, le fasce non venivano presidiate da due giocatori così brillanti. L’ultima grande coppia di terzini milanisti è stata quella composta da Cafu e Serginho. Quello è stato un Milan bello e vincente e i loro cross hanno fatto la fortuna dei vari Inzaghi, Shevchenko, Tomasson e Crespo. Le due frecce brasiliane hanno vinto tutto sotto la gestione tecnica di Carlo Ancelotti.

Quasi 9 anni dal ritiro dei due brasiliani e molti terzini che si sono alternati al Milan. L’eredità del duo carioca venne raccolta da Oddo e Jankulovski che dopo un inizio molto incoraggiante non riuscirono a mantenere una certa continuità. Zambrotta ha avuto l’unico “demerito” di essere arrivato nella Milano rossonera troppo tardi, quando la sua brillantissima carriera era ormai in fase calante. Dopo di loro il nulla, o quasi. Il più costante è stato Ignazio Abate, tuttora presente nella rosa di Montella, ma che non ha mai incantato. De Sciglio, nonostante l’etichetta di grande promessa e la capacità di giocare su entrambe le corsie, non è mai riuscito ad imporsi e questa estate è passato alla Juventus. Troppo al di sotto delle aspettative ed incolore il contributo dei vari Antonini, Constant, Mesbah, Taiwo, Favalli, Zaccardo, Didac Vilà, Armero e Vangioni.

Dopo anni di difficoltà e di buio la nuova dirigenza del Milan ha mandato un messaggio importante ad avversari e tifosi. C’è voglia di ritornare ai fasti del passato e di volare alto. Lo sforzo economico è stato considerevole e solo il campo darà ragione oppure no alla compagine meneghina. Non sappiamo se il Milan tornerà di nuovo vincente in poco tempo, quello che sappiamo è che se Conti e Rodriguez continueranno a giocare a questi livelli le percentuali di successo saranno sicuramente più alte.

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