C‘era un Milan-Fiorentina per la gloria anche 4 anni fa. All’epoca ci si giocava l’accesso alla Champions, e Vincenzo Montella era dall’altra parte, sulla panchina viola, a dare battaglia ai rossoneri. Andò bene al Milan, che chiuse terzo con 72 punti, seguito proprio dalla Fiorentina con appena 2 punti in meno.

Quattro anni dopo, il rush finale ha visto ancora una volta Milan e Fiorentina giocarsi un posto in Europa (quella minore), e stavolta ha vinto Montella, che però non è più a Firenze ma sull’altra sponda.

La vittoria di ieri contro il Bologna ha regalato ai rossoneri la certezza matematica del sesto posto, che significa accesso all’Europa League, previo superamento dei preliminari, ovviamente. E a Milanello, dove si è abituati a ben altri venti di passione, quello che si è sollevato ieri a San Siro porta con sé comunque un odore speciale.

Tre anni di purgatorio, una malinconia triste, un progressivo allontanarsi dagli standard elevati di una storia fatta di successi soprattutto in terre continentali. Al Milan il digiuno europeo è mancato ancor più di quanto si facesse trapelare: da nomade su palcoscenici internazionali, è passato a sedentario habituè di quelli italiani, con lo scorrere inesorabile e sempre uguale di settimane, mesi, anni interi.

montella

Tutto uguale a se stesso, compresa una squadra che si stava spegnendo perdendo di vista il senso del proprio essere, la sua identità, quel senso di giusta riverenza che provocava in chiunque passasse per San Siro. Non è stato Milan, in questi 3 anni.

Con l’arrivo di Montella al timone, invece, l’incantesimo si è spezzato. Una squadra viva, energica, con un’anima nuova, ha condotto una prima parte di stagione perfetta, culminata con la vittoria della Supercoppa a Doha, contro la quasi invincibile Juventus. Da gennaio in poi un calo fisico ed emotivo considerevoli, con punti persi spesso banalmente e una forte carestia in fase realizzativa. Nonostante questo, però, il traguardo di inizio campionato è stato tagliato, e ora a Milanello c’è spazio solo per i sorrisi.

“La coincidenza ci farà incontrare, tu chiamalo destino quel percorso naturale”.

Il Milan torna in Europa. Casa sua, in fondo.

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