Dopo il grande mercato di questa estate, gli investimenti fatti e l’acquisto di giocatori del calibro di Bonucci, Biglia e Kalinic, nessuno, nemmeno il tifoso più pessimista, si sarebbe aspettato che a novembre la situazione del Milan sarebbe stata così grigia e che il grande entusiasmo di agosto avrebbe lasciato il posto ai dubbi ed allo scoramento odierni.

I numeri sono eloquenti e non lasciano spazio a nessun equivoco. I rossoneri sono settimi in classifica, a pari punti con Fiorentina e Bologna, con appena 21 gol segnati e ben 20 subiti. Il club di Yonghong Li in campionato non va in rete a San Siro dal 20 settembre, giorno di Milan-Spal. Ultimo marcatore casalingo è stato Frank Kessié, che ha archiviato la pratica contro la squadra ferrarese su calcio di rigore. La squadra vive un momento di confusione generale, ma sono gli attaccanti quelli che stanno rendendo molto al di sotto delle aspettative. Solo 6 gol segnati in tutto dalle punte in Serie A e nello specifico 4 gol Kalinic, 2 Cutrone e 0 André Silva.

Diverso è il discorso in Europa League dove un girone abbordabile ha permesso al Milan di qualificarsi primo per i sedicesimi di finale. Emblematico è il caso di André Silva, promettentissimo attaccante portoghese che in Europa tra preliminari e partite ufficiali è andato in rete 8 volte su 8 match giocati. Dopo la scoppiettante vittoria contro l’Austria Vienna era obbligatorio ripartire anche in campionato. Quella col Torino poteva e doveva essere la prima di un’ipotetica striscia di vittorie visto che, dopo aver incontrato tutte le big, la strada del Milan, almeno sulla carta, sembrava più agevole. È arrivato, invece, un pareggio senza reti contro la squadra dell’ex tecnico Sinisa Mihajlovic.

Nikola Kalinić Milan

Pareggio che non è passato inosservato. Il centravanti del Milan, Nikola Kalinic, dopo aver fallito due occasioni clamorose è stato sommerso dai fischi al momento della sostituzione. Fischi che sono piovuti abbondanti anche al triplice fischio. 20 punti in 14 giornate sono davvero pochi per una squadra che, per storia e blasone, ambisce a posizioni più importanti di classifica e che dopo anni difficili e il cambio di proprietà, sta tentando rilanciarsi già in questa stagione. Il campo ed i numeri però al momento non stanno dando ragione ai dirigenti milanisti che hanno dovuto sollevare dal suo incarico Vincenzo Montella, affidando la squadra alla bandiera Gennaro Gattuso, già allenatore della Primavera.

L’esordio di Ringhio, a Benevento, è stato purtroppo quasi tragico: primo pareggio regalato ai campani, con gol addirittura del portiere. La scossa, quindi, stenta ad arrivare. Ora c’è il Bologna, a San Siro, dove il Milan spera di rompere una maledizione in atto da 3 mesi.

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