Domenica sera, a San Siro, è la sera. Quella dei riflettori metà rossi e metà azzurri, ma in ogni caso neri. Quella degli sfottò senza pietà e degli ottantamila ruggiti. Domenica è tempo di Milan-Inter, primo incontro in famiglia della stagione per le cugine milanesi, ma derby numero 217. Mica poco. 108 anni fa, però, la situazione era un ‘tantino’ diversa. 108 anni fa, Milan e Inter viaggiavano insieme in treno per arrivare allo stadio (che non era certo San Siro, ma il piccolo campo del Gas di Chiasso), e durante il tragitto si scambiavano chiacchiere, panini, risate e si concedevano anche qualche mano di briscola. Una sorta di terzo tempo che precedeva i due regolamentari. Il calcio, 108 anni fa, era soprattutto un gioco, un gioco senza tatticismi e regole (si attaccava in undici, si difendeva in undici, senza un come né un perché), ma più pulito di quello moderno.

primo-derby-milano

108 anni fa, quindi, il primo derby della Madonnina andava in scena, il 18 ottobre 1908, in Svizzera, dove l’Inter si sentiva a casa, avendo ben 5 svizzeri in rosa. Sul campo del Gas le porte erano più corte ma più alte, e il biglietto costava ben 20 centesimi. I tempi, invece, erano di venticinque minuti ciascuno, come un secondo tempo più recupero dei giorni nostri.

In campo, i giocatori avevano baffi lucidi secondo la moda di quegli anni e pantaloni tenuti su con una cintura di cuoio. L’erba era un miraggio, il campo era solo fango, e le maglie erano di lana, pungevano eccome, ma era l’ultimo dei pensieri. Ragazzi di quindici, vent’anni, se le davano di santa ragione ma senza ombra di cattiveria. Il calcio era solo una distrazione dalla fame, dalla guerra. Un modo come un altro per assaporare la vita.

Inter 1908-1909

Il bomber del Milan era un certo Pierino Lana, piccolino, esile, ricordava Zola; l’Inter, invece, si affidava a Ermanno Aebi, di tre anni più piccolo di tutti, eppure già decisivo. Il Milan, quel derby, il primo derby, lo vinse per 2-1: reti di Lana, appunto, e del gigante Forlano. Inutile quella del nerazzurro Peyer. Al fischio finale, niente da rimpiangere. In fondo, il calcio non era niente più che una palla da mettere in porta e ogni gara qualcosa di bello da lasciare al domani. Così, al ritorno, via di nuovo tutti insieme, che poi Milano è la stessa, fa niente se da un lato un po’ più rossa e dall’altro un po’ più azzurra.

Pierino Lana
Pierino Lana

Oggi, 108 anni dopo, il derby di Milano è un appuntamento leggendario. Nel corso degli anni, ogni sfida ha aggiunto un piccolo tassello a una rivalità che in Italia non conosce eguali. C’è un Milan-Inter ogni giorno: che sia a scuola, o in ufficio, oppure al bar. È sempre il momento giusto per un po’ di “casino” in famiglia. Che in ballo ci sia uno Scudetto, un passaggio di turno in Champions, oppure un sesto, o un settimo posto, Milan-Inter è questione d’onore.

Quante cose sono cambiate da quel primo derby della Madonnina. Oggi allo stadio si va con il pullman privato e il terzo tempo non c’è neppure dopo il primo e il secondo. L’emozione, però, è grande lo stesso. Lo spettacolo anche.

Chissà tra altri 108 anni il derby che sapore avrà. Intanto, godiamoci questo.

Milan-Inter, domenica sera, ore 20.45.

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