Un gol segnato nelle ultime tre partite, 28 in totale, l’ultima tra le big. Il Milan scopre una delle sue magagne, l’attacco poco prolifico, ma forse anche l’antidoto. Il Cagliari potrebbe essere il crocevia del campionato per i rossoneri, che hanno sfondato al 90′ sull’asse Lapadula–Bacca. I due attaccanti che insieme non possono giocare. O uno o l’altro, finora. Con l’ex pescarese che aveva tolto il posto al sudamericano prima di Natale, con quest’ultimo che è tornato a segnare nel 2017 dopo un digiuno che preoccupava e che pareva anticipare una sua partenza.

Invece, l’azione del gol vittoria è stata sintomatica: Lapadula in area di rigore lotta come un leone per tenere palla, poi da terra riesce a servire Bacca che ringrazia e insacca il settimo gol stagionale. Sarà questo il nuovo Milan? Vincenzo Montella abbandonerà l’idea dell’unica punta? Che poi, come ha sottolineato pure Adriano Galliani al fischio finale, il Diavolo ha vinto quando ha osato con un 4-2-4 che, invece, difficilmente vedremo come modulo base.

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I due attaccanti insieme, però, potrebbero essere l’idea vincente di un Milan che aspetta regali dal mercato, ma intanto deve continuare a fare da solo. Undici minuti insieme contro il Cagliari hanno prodotto tre punti. Permettendo a Montella di non perdere terreno dalle avversarie per la Champions. La mossa della disperazione? Forse. Ma la disperazione talvolta ti porta anche ad avere l’intuizione che ti cambia la vita. E allora vediamo come potrebbe cambiare il Milan con il doppio centravanti.

A farne le spese sarebbe Niang, peraltro ai limiti dell’indisponente pure contro i sardi, lontanissimo dal giocatore visto a inizio campionato. Con Bacca e Lapadula titolari, alle loro spalle agirebbe Suso, che però si sposterebbe spesso a destra, da dove riesce quasi sempre a crossare o a tirare. Avrebbe libertà di movimento da trequartista. A centrocampo Locatelli, Bonaventura e Kucka. Dietro i soliti quattro a difendere davanti a Donnarumma.

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L’altra possibilità è il 4-4-2. Sempre Bacca–Lapadula coppia offensiva; alle loro spalle, Bonaventura esterno di sinistra a Suso esterno di destra. I due centrali sarebbero il giovane Locatelli e Kucka. Potrebbe essere il modulo del futuro, più ragionato e meno lancia in resta. Nell’immediato, però, il 4-3-1-2 appare più calzante. Anche perché a sponsorizzare questo modulo c’è un certo Silvio Berlusconi.

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La poca dimestichezza con la rete e gli undici minuti finali con il Cagliari paiono consigliare a Montella di cambiare in fretta. C’è tutto un girone di ritorno da giocare. E davanti, di riffa o di raffa, nessuna ha intenzione di perdere punti. Non ci si può fermare. Lapadula, il primo ad abbracciare Bacca dopo l’1-0, ha naturalmente votato per una soluzione che gli permetterebbe di giocare molte più partite: “Si parla sempre del dualismo con Carlos, ma c’è stima reciproca e l’abbiamo dimostrato. Io nasco come seconda punta, l’anno scorso per il primo anno ho fatto il centravanti. L’importante è avere nel repertorio più moduli”.

Tradotto: mi metto volentieri al servizio di Bacca. Ma fatemi giocare. L’anno scorso capocannoniere nel torneo cadetto, Lapadula in questa stagione si è conquistato la stima di San Siro con il suo movimento continuo, la sua voglia di non mollare su nessun pallone. Talvolta tarantolato, ma comunque letale in zona gol. A qualcuno ricorda il Totò Schillaci arrivato alla Juventus anche lui dalla provincia.

Resta un problema: in totale, Bacca e Lapadula hanno giocato soltanto 23′ insieme. In tre spezzoni di match (gli ultimi 4′ di Milan-Udinese 0-1, 8′ nel derby finito in parità, gli 11′ contro il Cagliari). Se Montella vorrà cambiare modulo, i due dovranno trovare presto l’intesa. Come detto, non è tempo di esperimenti. Montella si ritrova con due centravanti con caratteristiche che, però, potrebbero quagliare: Bacca ama muoversi negli ultimi metri, Lapadula sa svariare e lottare su tutto il fronte. Altro dato da tenere presente: con la partenza di Luiz Adriano, il Milan dispone di due soli attaccanti. Metterli in campo insieme significa non avere cambi.

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Parliamo ancora di numeri per chiudere la disamina sui pro e sui contro di questa soluzione: il Milan ha vinto 11 partite su 18. Solo tre volte ha ottenuto un successo con più di un gol di scarto (2-0 alla Lazio, 3-1 a Verona con il Chievo, 4-1 di Empoli). Otto le vittorie di misura, addirittura quattro 1-0. Contro il Cagliari, per la settima volta, Donnarumma ha chiuso imbattuto. Con tanti applausi alla difesa, fare qualche gol in più eviterebbe proprio alla retroguardia di dover fare gli straordinari.

Insomma, Vincenzo, non sarebbe uno stravolgimento tattico, ma un accorgimento. Bacca e Lapadula insieme possono coesistere. E possono, soprattutto, permettere al Milan di prendere lo slancio per ottenere qualcosa che a inizio anno non era preventivabile. Provaci. Anche perché Bacca resta un patrimonio da difendere (anche in caso di decisione di venderlo a fine anno invece che di svenderlo) e Lapadula rappresenta il perfetto ‘new deal’ rossonero: giovane, italiano e da copertina.

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