Venghino signori, venghino. C’è il mercato dell’usato a tinte rossonere. Come in tutte le fiere, bisogna stare attenti alle fregature, ma a cercare bene si trovano pure autentici affari a costi moderati. Giocatori come nuovi, pronti a riprendere vita nelle mani del futuro proprietario (è già successo, ricordate Edgar Davids e Andrea Pirlo, tanto per citare due esempi?). Ma pure calciatori ormai usurati. E autentici bidoni, che non si sa perché e non si sa per colpa di chi sono arrivati a Milanello, pronti per indossare la prestigiosa maglietta del Milan.

C’era una volta in cui le fiere milaniste erano affari per pochi ricchi. Anzi, solitamente, al grande capo piaceva collezionare gioielli, pure a costo di tenerli in panchina per tutto l’anno. Sbaragliava così la concorrenza e a fine anno lucidava trofei. Insomma, era il Milan che andava al mercato, non il contrario. E tornava a casa con borsoni pieni di olandesi, di fuoriclasse, di palloni d’oro presenti e futuri. Oggi la qualità la trovi da altre parti, tipo Juventus e Napoli.

Riccardo Montolivo

Il Milan ha pronta la svendita, ammesso che qualcuno voglia concedere credito a chi lascerà quasi sicuramente la squadra. Ci sono pure pezzi grossi, tipo il capitano Montolivo, che pare interessare proprio ai campioni d’Italia, costretti in realtà ad aspettare il ritorno di Marchisio e dunque pronti a scommettere su un giocatore che di garanzie (anche fisiche) non ne dà più molte. Ma non si sa mai, di Pirlo si dicevano cose simili, in fondo.

Il Milan guarda però principalmente alla Cina e ai cinesi. Che potrebbero fare società con Silvio Berlusconi, ma che anche potrebbero portarsi via qualche ‘quadro’ dall’ingaggio esoso. Che in apparenza doveva essere tipo la Gioconda, ma che poi è parso più uno scarabocchio, come Luiz Adriano, l’attaccante che è costato di più in serie A in rapporto a ingaggio e reti segnate. Mario Balotelli verrà rispedito al mittente, vale a dire al Liverpool, che però difficilmente se ne farà qualcosa. Questo sì che era un capolavoro, anni fa, grezzo; mai sgrezzato, ora è tremendamente svalutato. E che dire di Diego Lopez? Doveva essere il portierone che ai rossoneri mancava da tempo, è stato invece surclassato dal minorenne Donnarumma, e pure lo spagnolo traslocherà.

donnarumma

Ecco, Donnarumma. Il Milan vuole ripartire da lui sperando di aver trovato il nuovo Gigi Buffon: alcuni pezzi non sono sul (al) mercato. Adriano Galliani e Barbara Berlusconi se li tengono ben nascosti in casa, sperando che i grandi club non li adocchino (altrimenti, toccherebbe darli via). Poi c’è Romagnoli, pagato caro e che ha qualità importanti. Un po’ come Calabria, che ha giocato da protagonista almeno tre quarti di finale di Coppa Italia contro la Juventus. Ci sarebbe anche De Sciglio, ma qui a San Siro spesso i tifosi hanno storto il naso, con il ragazzo potrebbe allora diventare merce per incassare.

Dovrebbero rimanere al Milan pure Abate e Antonelli, così come Kucka e Poli. Josè Mauri è un altro giovanissimo che potrebbe garantire un futuro al Diavolo. Locatelli ha avuto poche occasioni, ma il suo talento pare assolutamente di prim’ordine. Infine, c’è il pezzo pregiato, Bonaventura, sul quale si potrebbe scatenare un’asta, ma il Milan è disposto a tenere duro. Il ‘venghino signori, venghino’, infatti, deve comunque calcolare una cosa: che stiamo pur sempre parlando di una Società con ambizioni, che dice di voler tornare ai vertici del calcio italiano. Da qualcuno bisognerà pur ripartire.

Niang

Tornando alle bancarelle, c’è un certo Niang che stuzzica l’interesse dei campioni d’Inghilterra del Leicestere che gli darebbe la possibilità di giocare la Champions. Dal Genoa tornerà Alessio Cerci, ma chissà se verrà portato in salotto o se sarà messo in soffitta, pronto per essere girato a qualcun altro. Pure lui era arrivato con le stimmate del predestinato, pure lui è finito tra i ferri vecchi, fino a trasferirsi al mare. Per dire in che situazione è il Milan, un altro parcheggiato a Genova, Suso, ora vorrebbe poter rimanere al Grifone: cose dell’altro mondo, insomma.

In una stagione che di luci ne ha viste davvero poche, si è accesa spesso quella di Carlos Bacca: lui ha segnato tanto, ha fatto il suo dovere, ma pure in questo caso c’è un grosso punto interrogativo sulla sua casella, dovuto all’incertezza di una permanenza senza coppe europee. Non dimentichiamo che il bomber, con il Siviglia era abituato a parteciparvi (e a vincere, perlomeno l’Europa League). Volendo, pure lui potrebbe venire portato via dalle bancarelle, ma non a un prezzo stracciato naturalmente.

Aktuell Fußball Länderspiel in Oslo Norwegen Schweden June 8 2015 Oslo 150608 Zlatan Ibrah

Al mercato a cielo aperto di Milanello ci sarà pure chi offrirà. E, in questo caso, Galliani & C. dovranno fare molta attenzione: i parametri zero possono essere invitanti, ma anche dei brocchi (senza riferimenti al tecnico dell’ultima parte di stagione, naturalmente). Si continua a vociferare di uno Zlatan Ibrahimovic che potrebbe tornare, ma la domanda è: i soldi ci sono? Certo, lo svedese sarebbe un pacco regalo non indifferente per il prossimo allenatore rossonero: non basterebbe, probabilmente, ma dopo essere diventato leggenda a Parigi, al Milan potrebbe far vedere ancora sprazzi da fuoriclasse. Gli uomini mercato rossoneri dovranno essere sguinzagliati alla caccia di qualità, che difficilmente finisce in soffitta.

Restano due stranieri di cui parlare: uno è il giapponese Keisuke Honda, partito a razzo con Sinisa Mihajlovic, gradatamente disperso, ma che il suo lavoro ha cercato di farlo sempre. E fa sempre da veicolo importante per gli investitori asiatici che volessero entrare al capezzale milanista. L’altro è Jeremy Menez, che invece ha deluso. Lui di qualità ne ha, ma non è proprio il tipo di ‘merce’ di cui ha bisogno il prossimo Milan. Spesso assente dal gioco, poco leader. Di uno così, cari dirigenti del Milan, ne potete fare tranquillamente a meno. Poi, se trovate chi ve lo compra – pagandolo pure profumatamente – avete fatto briscola. Perché c’è anche questo, di rischio: che i polverosi calciatori rossoneri, troppo svalutati, non trovino acquirenti.

Galliani e Barbara Berlusconi

Ecco perché al mercato di Milanello, Adriano e Barbara fin dalla mattina presto aprono le bancarelle, appendono i cartellini con i prezzi e iniziano a gridare: “Venghino signori, venghino. Autentico affare. Difensore brasiliano, arcigno e bravo pure nell’area di rigore avversaria. Prezzo modico”. Sotto c’è il testone di Alex. E così via. Qualche affare si può fare. Non temete. Il mercato di Milanello è aperto giorno e notte, fino all’ultima ora di mercato. Se tra le mani vi capita un bidone, abbiate pazienza: se non fossero tali, mica starebbero lì, fermi, svalutati, ad aspettare di essere comprati da qualcuno che magari li faccia giocare nel loro ruolo.

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