Giovani, affamati di successo e in cerca di consacrazione. Euro 2016, nella sua versione “allargata”, amplia anche gli orizzonti degli Under 21 che prenderanno parte alla kermesse continentale: Betclic.it ha selezionato per voi i 10 talenti più attesi in terra francese. Conosciamoli insieme.

 

Dele Alli (Inghilterra, 1996)

Già maturo nonostante i suoi 20 anni, il mediano del Tottenham sa fare entrambe le fasi: 76 chilogrammi distribuiti su 188 centimetri ne fanno un interprete moderno del ruolo. Prodotto del settore giovanile del Milton Keynes Dons, al primo anno con gli Spurs ha messo insieme 33 presenze, risultando imprescindibile per gli schemi di Pochettino. Ben 10 le reti all’attivo: al netto di un carattere da limare, può diventare il nuovo Gerrard.

Dele Alli

Julian Brandt (Germania, 1996)

Il calcio lo aveva nel destino (suo padre Jurgen allena l’SC Borgfeld): fantasista di piede destro che ama partire da sinistra, è uno degli esterni alti più promettenti d’Europa. 27 gol in 48 partite al Wolfsburg e il passaggio nell’estate 2014 al Leverkusen. Grande visione di gioco, cosa che gli permette di verticalizzare rapidamente per i compagni o essere pericoloso in zona gol. 15 centri in due anni con le Aspirine. Si gioca le sue carte tra i pre-convocato di Low

Julian-Brandt

Breel-Donald Embolo (Svizzera, 1997)

Da grande attesa a grande assente? È di questi giorni la notizia dell’infortunio subìto dal 19enne di origini camerunensi: l’infortunio al tendine rotuleo della gamba destra accusato nella partita tra il suo Basilea e il Lucerna fa tremare Petkovic. Golden boy dei rossocrociati, tre campionati “pro” alle spalle, impiegato di commercio con zaino in spalla nei giorni di scuola: la prima rete in carriera è arrivata a 17 anni, 1 mese e 2 giorni. Da lì in poi non si è più fermato: con la nazionale maggiore 7 presenze e una rete. Bottino che potrà alimentare in Francia?

BASEL,SWITZERLAND,04.NOV.14 - SOCCER - UEFA Champions League, group stage, FC Basel vs PFC Ludogorets Razgrad. Image shows the rejoicing of Breel Embolo (Basel). Photo: GEPA pictures/ EQ Images / Melanie Duchene - ATTENTION - COPYRIGHT FOR AUSTRIAN CLIENTS ONLY

Aleksandr Golovin (Russia, 1996) 

Faccia d’angelo e piede velenoso, Golovin è uno dei “figliocci” di Slutsky, il sergente di ferro che ha rilevato Capello sulla panchina russa. Regista in un 4-4-2 o interno in un 4-3-3, nel 2013 è stato tra i protagonisti della “Sbornaya” che ha vinto gli Europei Under 17. L’impatto con la nazionale maggiore è stato forte per questo longilineo di 180 cm per 71 kg: 2 reti in 3 presenze e la voglia di strappare una maglia per Euro 2016.

Aleksandr Golovin

Alen Halilovic (Croazia, 1996)

Lo osservi distrattamente e lo confondi con uno dei suoi modelli, Modric. Poi ti concentri e noti quel mancino felpato che lavora tra le linee, scardina le difese e cerca la porta appena gli lasci un metro.  Acquistato dal Barcellona in tempi insospettabili, ha portato la giovane banda dello Sporting Gijon alla salvezza nella Liga. Di lui Monchi, ds del Siviglia, ha detto: “L’ho visto contro il Betis e negli ultimi minuti, quando lo Sporting stava soffrendo, quello che chiamava la palla era lui. E questo vale tanti soldi. Questo è veramente difficile da trovare e non si conquista con il lavoro”. Anche suo padre Sejad Halilović è stato calciatore, mentre il fratello Dino, classe 1998, gioca nella formazione Primavera dell’Udinese.

Alen Halilovic

Anthony Martial (Francia, 1995)

Nel 1998 aveva appena tre anni e non può ricordarsi del trionfo mondiale della Francia sul Brasile di Ronaldo: questo non gli ha impedito un acuto attacco di nostalgia e commissionare alla ‘Nike’ un paio di scarpe uguali a quelle indossate dal Fenomeno nei Mondiali del 1998. Lo United ha sborsato 60 milioni “cash” in estate per prelevarlo dal Monaco e il “nuovo Henry”, come lo dipingono in Francia, non ha sofferto l’impatto con la Premier con 5 reti nelle prime 9 partite stagionali (meglio di tale Cristiano Ronaldo con i Red Devils) e chiudendo l’anno in campionato con 11 reti in 30 presenze. Progressione e dribbling sono però da top player e il 4-2-3-1 di Deschamps potrebbe esaltarlo.

Divock Origi (Belgio, 1995) 

Ci vuole un fisico bestiale? Origi ce l’ha. 186 centimetri su spalle larghe e falcata ampia, formatosi nel vivaio del Genk, lanciato da Garcia ai tempi del Lille e approdato a Liverpool dopo tre anni di praticantato in Francia, dividerà con Lukaku il peso dell’attacco di Wilmots. Il gol nel Dna: suo padre è Mike Origi, attaccante del Kenya che ha giocato tutta la sua carriera in Belgio. Nei Mondiali 2014 aveva sostituito Benteke nel listone, mentre in Francia ci arriva con i galloni di titolare: che l’aria della Ligue 1 lo possa consacrare?

Divock Origi

Marcus Rashford (Inghilterra, 1997)

La wild card di Roy Hodgson ha il viso di un bambino e il killer instinct del bomber consumato. Carneade fino a febbraio, quando Louis Van Gaal gli fa smettere la tuta per l’infortunio muscolare di Martial e lui lo ripaga con una doppietta al Midtjylland nel 5-1 dell’Old Trafford, che vale il passaggio del turno in Europa League. È diventato il più giovane calciatore nella storia del Manchester United a segnare in una partita europea a soli 18 anni e 117 giorni, battendo il precedente record di George Best. Doppietta all’Arsenal e firma decisiva nel derby di Manchester: in 9 turni di Premier ha lasciato il segno. E l’esordio con i Leoni d’Albione nella competizione francese sarebbe un altro segno di predestinazione

Renato Sanches (Portogallo, 1997)

Il protagonista del recente passaggio dal Benfica al Bayern Monaco per 35 milioni, che con le sue treccine ricorda Edgar Davids, arriva dal settore giovanile delle Aquile e sa ricoprire diversi ruoli a centrocampo, dove può agire da centrocampista centrale o a supporto delle punte. Sogna una maglia da titolare e alle spalle ha una storia da libro Cuore: nel 2006 il Benfica l’ha pagato 25 palloni: il club portoghese firmò un accordo con la squadra in cui è cresciuto, l’Águias Musgueira, che se Sanches avesse firmato un contratto da professionista, sarebbero stati recapitati i palloni. Chissà se in caso di partecipazione a Euro 2016, dalle parti di Musgueira non arrivi un pallone firmato dalla Francia…

Renato Sanches

Raheem Sterling (Inghilterra, 1994)

Vulcanico, eclettico, fuori dalle righe. È il più “anziano” (22 anni a dicembre) del gruppo, ma ha già due vite alle spalle. Inglese di origini giamaicane,  scatenato dentro e fuori dal campo -sembra abbia già 3 figli- Sterling è la classica ala d’attacco velocissima, con baricentro basso e un dribbling fulminante. Sempre fuori dagli schemi, come quando nell’estate 2015 -al momento del passaggio al Manchester City per 68 milioni- salutò il Liverpool con parole dolci dopo due mesi ai ferri corti (“Sono in buoni rapporti con chiunque nel club, il manager, i giocatori e auguro loro il meglio per la nuova stagione. Ma sono davvero dispiaciuto per come è finita”). In campo, il suo cambio di passo potrebbe risultare devastante per le difese avversarie: con la nazionale sin qui 20 presenze e 2 reti

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