Col gol segnato contro la Sampdoria, sabato scorso, Marek Hamsik si è portato a ben 116 marcature in azzurro, diventando il miglior marcatore della storia del Napoli, superando la massima divinità del pantheon dei tifosi partenopei: Diego Armando Maradona. Una rincorsa cominciata 10 anni fa col primo gol segnato contro il Cesena in Coppa Italia e durata 478 partite.

E pensare che la stagione del centrocampista slovacco non era stata fino a questo momento eccessivamente esaltante. Sistematicamente sostituito nei secondi tempi da mister Sarri poiché appariva abulico e fisicamente fuori forma in un Napoli che invece stava incantando l’Italia e l’Europa col suo gioco rapido e spettacolare. Tutta l’attenzione mediatica concentrata sul tridente “leggero”, asso nella manica di Maurizio Sarri. I maligni parlavano di un calo fisico, di una carta d’identità che recitava già 30 primavere, forse un po’ troppe per continuare a rendere ai massimi livelli, per non parlare della maledizione del “Pibe de Oro” che si era abbattuta sul capitano azzurro. Dopo alcuni mesi di difficoltà oggettiva è arrivata la svolta. Due partite consecutive di campionato condite dalle reti tanto attese. Il gol 115 contro il Torino e, per l’appunto, il tap-in contro la Sampdoria che ha fatto entrare “Marekiaro” nella storia del club di Aurelio De Laurentiis.

Tanti sono stati i complimenti che Hamsik si è giustamente guadagnato. Il più bello e gradito è stato quello di Maradona che si è congratulato con lui tramite un sms. Ma il tempo per gioire è già finito. Il Napoli e il suo capitano non possono adagiarsi sugli allori. Domani mister Sarri e i suoi ragazzi sono attesi da un’insidiosa trasferta a Crotone che deve per forza portare alla causa partenopea i tre punti al fine di conquistare il titolo di campioni d’inverno.

Dopo anni di difficoltà e rincorse il Napoli si sta togliendo tante soddisfazioni. Dai complimenti di Guardiola all’essere la squadra che nell’anno solare 2017 ha conquistato più punti in Serie A, ma adesso l’asticella è stata fissata ancora più in alto. Non possono più bastare i record e gli apprezzamenti di avversari ed addetti ai lavori. Per la consacrazione finale serve il trionfo più importante. Quella conquista dello scudetto che manca proprio dai tempi dell’epopea maradoniana. Ora il Napoli sembra davvero pronto a guardare tutti dall’alto in basso e il guanto di sfida è stato lanciato alla Juventus già da inizio stagione. Solo il campo ed il tempo ci diranno se arriverà il risultato tanto sperato ed atteso o se ci si dovrà accontentare di avere un gioco brillantissimo ma non vincente.

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