Quello delle reti pesanti. È Mario Mandzukic, l’attaccante arrivato alla Juventus per far dimenticare Fernando Llorente e che sta diventando decisivo come Carlos Tevez. Più ancora di Paulo Dybala, perché il panzer croato segna i gol che contano, non quelli che piacciono.

Anche con la Fiorentina, ieri sera, SuperMario ha sbloccato una situazione che pareva trascinarsi stancamente verso l’1-1, il che avrebbe significato ripiombare a -8 dall’Inter. Tanto, troppo, anche per una Signora da rimonta. Un gol a porta vuota, è vero, ma dopo aver avviato e seguito l’azione. E dire che se la palla fosse uscita, Mandzukic sarebbe uscito con lui per fare spazio ad Alvaro Morata. E chissà come sarebbe andata la partita. Le prodezze della punta ex Atletico Madrid sono pietre, che vanno a coprire le tante critiche che gli sono piovute addosso dagli stessi fan bianconeri. Critiche che evidentemente portano bene.

Vediamo i gol segnati dal croato da quando veste la maglia bianconera.

8 agosto 2015: Supercoppa contro la Lazio

Inizia con il botto, l’ariete. Finale di Supercoppa italiana contro la Lazio, primo trofeo stagionale. Di testa firma l’1-0, che poi verrà bissato da Dybala, appena entrato in campo. La Juve solleva al cielo la prima coppa, Mandzukic pare essere l’attaccante giusto. Fa a sportellate con gli avversari, ma in area di rigore si fa trovare pronto quando serve. Anche se qualcuno storce il naso: fa pure errori incredibili dentro l’area di rigore. Errori che Tevez o Llorente non avrebbero mai fatto.

15 settembre 2015: Champions League contro il Manchester City

La Juve affronta la prima trasferta del girone di Champions League. In campionato le cose sono cominciate davvero male, con il Manchester City i campioni d’Italia sono sotto di un gol, ma un cross vede pronto in area Marione: è 1-1. Ci sarà poi spazio per il 2-1 di Morata: è un successo fondamentale per iniziare nel modo migliore l’avventura europea dopo Berlino.

25 ottobre 2015: campionato contro l’Atalanta

Proprio a Manchester, Mario s’infortuna e resta fuori tre settimane. In campionato, deve aspettare il 25 ottobre per sbloccarsi. Allo Stadium, primo gol davanti ai suoi nuovi tifosi, firma il 2-0 contro l’Atalanta dopo il vantaggio di Dybala. Si tratta di una rete non decisiva, una delle poche del croato. Ma serve per acquisire fiducia dopo un digiuno piuttosto lungo.

8 novembre 2015: campionato contro l’Empoli

Gol a Empoli, la Signora pareggia e avvia il ribaltone che la porterà a espugnare per 3-1 il campo toscano. Mandzukic segna una rete anche un po’ fortunata, nel primo tempo. E le critiche non mancano: si muove male, fa errori grossolani. Segna poco. Max Allegri lo difende: “Non è un fuoriclasse, ma neanche l’ultimo arrivato”.

25 novembre 2015: Champions League contro il Manchester City

Di piede la prodezza contro il City a Torino, in Champions. È il gol della qualificazione matematica per Marione. Che si esalta con le luci dei riflettori, facendo vale l’esperienza europea acquisita prima con il Bayern Monaco e poi con l’Atletico Madrid.

29 novembre 2015: campionato contro il Palermo

Al 54′, con il match del ‘Renzo Barbera’ ancora inchiodato sullo 0-0, sbuca la testona di Mandzukic a sbloccare la trasferta. Nel finale, Sturaro e Zaza renderanno il successo ancora più netto per la squadra di Allegri, che continua la risalita in campionato, scalando posizioni su posizioni. Mandzukic, in soldoni, è valso 12 punti in serie A per la Signora, oltre alla Supercoppa e alla qualificazione in Champions. Ma non è ancora finita.

13 dicembre 2015: campionato contro la Fiorentina

Un’altra acerrima rivale della Juve bombardata dall’ariete. La Fiorentina, passata in vantaggio subito su rigore, ma ripresa altrettanto presto dall’ex Cuadrado, deve inchinarsi a un quarto d’ora dalla fine al croato, bravo a riprendere la respinta di Tatarusanu su tentativo di Dybala. Poi sarà ancora una volta l’argentino a mettere la firma sul 3-1. La coppia funziona, il paracarro è titolare indiscusso per il tecnico. E se i tifosi continueranno a dirgliene quattro, lui li ripagherà con i gol. È il suo mestiere: sfonda quando non si riesce a sfondare.

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