La Liga riprende dopo la sosta per le nazionali con una partitissima: stasera, alle ore 20.45, all’Estadio Wanda Metropolitano si gioca Atlético Madrid-Barcellona, big match dell’ottava giornata del campionato spagnolo e prima sfida fra le tre big del torneo.

Ferreira Carrasco Griezmann Atlético Madrid
VINCERE PER NON SPROFONDARE

L’Atlético Madrid è già a un bivio. È imbattuto in campionato, ma i tre pareggi ottenuti fin qui hanno già portato la vetta a -6, che in caso di ulteriore sconfitta significherebbe -9 dopo appena otto giornate. Un minimo di difficoltà è stata causata anche dall’inaugurazione del Wanda Metropolitano, arrivata solo il 16 settembre con la necessità di giocare le prime tre partite in trasferta, che ha costretto i colchoneros a diversi viaggi ravvicinati nell’ultimo mese. Il nuovo impianto in Liga finora è un fortino, con due vittorie su due senza subire gol, fra cui il 2-0 al Siviglia secondo, e dovrà servire da dodicesimo uomo per aiutare Diego Pablo Simeone e i suoi a ottenere un risultato positivo.

Questa nuova versione dell’Atleti mantiene le stesse caratteristiche di solidità ma sta trovando vie alternative al suo referente principale Antoine Griezmann, perché a oggi il maggior numero di gol (tre a testa) li hanno fatti Yannick Ferreira Carrasco e Ángel Correa, quest’ultimo senza mai disputare una gara intera. La certezza è però in porta: Jan Oblak ha tenuto la porta inviolata quattro volte su sette e ha già parato due rigori, di cui uno decisivo all’Athletic Club sullo 0-0.

Lionel Messi
RISOLLEVATI DAL LEADER

A fine agosto il Barcellona era in crisi senza che nemmeno fosse iniziato il campionato, con la pesante sconfitta in Supercopa de España col Real Madrid e l’addio di Neymar al PSG (per non parlare delle situazioni extracalcistiche in città). Ora il Barça ha vinto nove volte su nove fra Champions League e Liga e può già operare una vera fuga sulle inseguitrici, visto che il Siviglia secondo è staccato di cinque lunghezze. A rivitalizzare i catalani ci hanno pensato i gol, ben ventitré in sette giornate di cui undici a firma Lionel Messi, peraltro tornato a fare la voce grossa anche in nazionale con la tripletta in Ecuador che ha qualificato l’Argentina ai Mondiali.

Nonostante il grave infortunio di Ousmane Dembélé (2017 finito) la squadra di Ernesto Valverde crea e concretizza tanto, anche con nomi insoliti visto che Paulinho si è inserito ben oltre le aspettative (con gol decisivo al Getafe) e la maggior parte degli avversari sono stati spazzati via senza grosse difficoltà. L’unico punto interrogativo riguarda quest’ultimo fatto, perché il calendario ha dato una mano con un avvio morbido: domani sarà il primo banco di prova per capire se il vecchio Barcellona è davvero tornato.

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