Il rientro dalla sosta per le nazionali prevede una lunga serie di partite di altissimo livello in giro per l’Europa. Si va dal derby di Milano a quello di Istanbul passando per Manchester United-Arsenal e Borussia Dortmund-Bayern Monaco, ma la stracittadina di Madrid fra l’Atlético e il Real sarà carica di un elemento di fascino in più: il match clou della dodicesima giornata della Liga sarà l’ultimo Derbi madrileño in programma all’Estadio Vicente Calderón, che a fine stagione sarà demolito per lasciar posto a un nuovo impianto da sessantasettemila posti, in costruzione nella zona Nord-Est della capitale spagnola. Per la squadra di Diego Pablo Simeone, che arriva all’appuntamento sei punti sotto in classifica per via di due sconfitte nelle ultime tre giornate, sarà un incentivo in più per dare ai propri tifosi una notte indimenticabile.

Il nuovo stadio dell'Atlético Madrid.

CINQUANT’ANNI DI DERBY

A meno di ulteriori incroci fra Copa del Rey e Champions League, peraltro non così impossibili visto il recente passato delle due squadre, stasera l’Estadio Vicente Calderón chiuderà una serie di sessantasei derby in casa. Il bilancio, che comprende anche una finale di Copa del Rey nel 1975 solo teoricamente ritenuta campo neutro, vede ventotto vittorie del Real Madrid (inclusa una ai rigori, nel precedente appena citato) contro sedici dell’Atlético Madrid e ventuno pareggi. La prima volta risale al 16 aprile 1967 con un 2-2, poco più di sei mesi dopo l’inaugurazione dello stadio, l’ultima è finita 1-1, il 4 ottobre 2015, con il vantaggio di Karim Benzema ripreso all’83’ da Luciano Vietto, sesto derby esterno senza vittorie per i blancos che, dopo aver mantenuto l’imbattibilità per quindici anni, non ottengono un successo dallo 0-2 di Copa del Rey dell’11 febbraio 2014. Nel nuovo millennio i rojiblancos hanno vinto solo con Simeone in panchina, segno di una nuova era avviata dal tecnico argentino, capace di trasformare uno dei punti deboli del club in una delle sue forze, perché contando tutte le sfide l’Atleti non era stato capace di battere i rivali cittadini dal 1999 al 2013.

Gareth Bale e Cristiano Ronaldo dopo uno dei gol in Real Madrid-Leganés.

SI RIPARTE COSÌ

Alla resa dei conti le due squadre arrivano in maniera differente, ma il divario potrà essere azzerato dal fatto di non aver avuto i nazionali per dieci giorni, cosa che dovrebbe equilibrare la sfida visto che entrambe sono state private di oltre metà rosa. Dopo la sosta di ottobre il Real Madrid ha solo vinto in campionato, con il primo posto in solitaria ottenuto due giornate fa sfruttando proprio uno dei passi falsi dell’Atlético, il KO per 1-0 in casa del Siviglia di Jorge Sampaoli. La squadra campione d’Europa in carica è imbattuta, con tre pari e otto vittorie, ha due punti in più del Barcellona e cinque in più del Villarreal, mentre l’Atlético è leggermente staccato, quarto a quota ventuno, e per non dire addio alle speranze di titolo già da metà novembre dovrà necessariamente ottenere un risultato positivo quest’oggi. Colchoneros quasi con le spalle al muro, perché due settimane fa il distacco è aumentato (2-0 su rigore in casa della Real Sociedad e 3-0 del Real al Leganés) e in una Liga che rispetto agli anni scorsi sta trovando protagonisti non annunciati alla vigilia andare a -9 dopo dodici turni sarebbe una sentenza, che metterebbe a rischio anche le posizioni Champions League.

Antoine Griezmann e Nicolás Gaitán dell'Atlético Madrid.

L’Atlético vuole sfruttare per l’ultima volta il suo bunker casalingo (solo sei punti lasciati per strada in Liga negli ultimi dodici mesi, di cui due in questa stagione all’esordio contro l’Alavés all’ultimo minuto) per avere la meglio sul Real e riaprire il suo campionato, mentre Zinédine Zidane vuole estromettere dalla lotta per il titolo la prima delle due principali contendenti. Da una parte Antoine Griezmann, Yannick Ferreira Carrasco (forse il giocatore più in forma in assoluto, protagonista anche col Belgio), Kevin Gameiro, Koke e Diego Godín, dall’altra Cristiano Ronaldo, Gareth Bale, Karim Benzema, Luka Modrić e Sergio Ramos: gli ingredienti per un derby d’addio da sogno ci sono tutti, ora si aspetta solo il fischio d’inizio delle ore 20.45 per gustarlo.

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