Dal 1963 il Friuli Venezia Giulia è una regione a statuto speciale. Come Trentino Alto Adige, Val d’Aosta, Sardegna e Sicilia. Gode quindi di particolari forme e condizioni di autonomia. La squadra regina del calcio friulano è l’Udinese che ha spesso ottenuto risultati di assoluto rilievo, pur essendo considerata una provinciale.

Spesso, nelle trasferte bianconere, si leggono striscioni dei tifosi “Friulani al seguito”. L’Udinese è molto legata alla sua terra, alle sue tradizioni e alla popolazione. Pur essendo una delle Società italiane che esporta più giovani calciatori dall’estero, è al centro di un’iniziativa che non può non fare pensare ai casi spagnoli del Barcellona e dell’Athletic Bilbao, due club che rappresentano la propria regione in modi diversi. Due regioni – la Catalogna e i Paesi Baschi – in cui l’indipendenza, il nazionalismo e il pallone spesso diventano lo stesso mondo.

Friulano lingua dello stadio

Grazie all’intesa tra Udinese Calcio Spa, Comune di Udine e Agenzia regionale per la lingua friulana, viene implementata la presenza del ‘friulano’ all’interno e all’esterno dello stadio.SI parlerà la lingua nelle azioni di comunicazione, anche visiva, della Società, e in quelle di animazione pre partita e di fidelizzazione della tifoseria: si vuole insomma valorizzare il patrimonio linguistico del territorio. L’Udinese sarà ancora più riconoscibile grazie alle specificità linguistiche e culturali. Proprio come Bilbao e Barça.

Verrà dunque realizzata cartellonistica e segnaletica plurilingue (italiano, friulano e inglese), interna ed esterna allo stadio Friuli; la lingua friulana verrà usata anche per le iniziative promozionali, informative e di intrattenimento pre-partita e nell’intervallo. La stessa impronta verrà data al sito internet, con sezioni specifiche per i tifosi, e anche in futuro potrebbero essere realizzati abbonamenti plurilingue.

A difesa di un’identità

Franco Soldati, il presidente dell’Udinese, ha commentato così l’accordo: “Saremo partecipi della salvaguardia nel tempo di un bene prezioso come la lingua friulana. L’Udinese ha sempre rappresentato un punto di forte aggregazione del sentimento di identità e di appartenenza”. Il sindaco della città, Furio Honsell, gli ha fatto eco: “Il patrimonio del friulano è un patrimonio molto importante che bisogna tutelare in ogni occasione e questa è particolarmente significativa”.

Nessuna rivendicazione territoriale, voglia di staccarsi dall’Italia e dall’italiano. Nessuno sgarbo a Roma. Il Friuli e l’Udinese vogliono però essere ‘unici’ e hanno già raggiunto il primo obiettivo: far parlare di loro, essere paragonati ai campioni d’Europa del Barcellona e a una squadra storica come l’Athletic Bilbao.

Il Barcellona

Il Barcellona, appunto. Il catalano qui è ovunque: nel motto della società ‘Més que un club’ (Più di un club), che campeggia al Nou Camp, e anche nell’emblema, che raffigura una pentola dentro cui sono presenti la croce di Sant Jordi (San Giorgio), la bandiera della Catalogna, un pallone, i colori e le iniziali del club. Non poteva mancare infine nell’inno ufficiale (‘Cant del Barça’), che nel 1974 ha sostituito il vecchio.

A lungo, il Barcellona ha rifiutato pure di apporre sponsor commerciali sulla maglia, che l’avrebbero ‘sporcata’, tra le quali la Nike, che ne è sponsor tecnico. Di buon occhio è visto solo il logo di Tv3 (Televisione catalana), che dal 2005 è inserito sulla manica destra.

Si è deciso poi però di cambiare e nel 2006-2007 c’è stato l’accordo con Unicef, il primo marchio ufficiale a comparire sulla camiseta blaugrana, con la Società che versa lo 0,7% del ricavato annuale proprio all’Unicef. Nel 2010, un altro accordo sui generis con l’organizzazione no-profit Qatar Foundation, che porta nelle casse 30 milioni di euro a stagione per cinque anni, mentre nel 2013-2014 è comparso sulle maglie Qatar Airways, compagnia aerea, primo vero sponsor commerciale, al quale si è aggiunto poi Intel. Il marchio Unicef continua comunque a esserci.

Tutta questo per dire che anche un top club come il Barcellona ha saputo resistere a lungo alle lusinghe degli sponsor per difendere un’identità territoriale. Del resto, chi indossa questa maglia si sente responsabile verso un’intera regione. Il club si segnala sempre per iniziative a difesa di lingua e cultura catalane. Dalla nascita, i documenti del sodalizio sono in catalano, con l’eccezione del periodo di dittatura di Francisco Franco.

Stadio Barcellona

Barça per l’indipendenza

Il capitano, tranne sempre in quel buio periodo, è stato sempre di origine catalana e il Barcellona sostiene la mire indipendentiste della Catalogna, firmando manifesti d’appoggio dal 1931. Alle ultime elezioni catalane, si è parlato a lungo della possibilità di ottenere finalmente l’indipendenza da Madrid, con l’Fc Barcelona che, in questo caso, avrebbe dovuto molto probabilmente lasciare la Liga.

Il 21 dicembre del 1992 il club ha ricevuto la Creu de Sant Jordi dal governo locale, proprio per il comportamento improntato alla tutela dei valori catalani, che vanno al di là del calcio, essendo il Barcellona una Polisportiva che gareggia nel basket, nella pallamano, nell’hockey su pista, nella pallavolo, football americano e nell’atletica.

Chi tifa Barcellona, anche al di fuori della Catalogna, lo fa perché vede la vera alternativa al centralismo politico di Madrid, dunque del Real.

San Mames

L’Athletic Bilbao

Athletic Kluba, ossia Athletic Club. E, più semplicemente, Athletic Bilbao. È il fiore all’occhiello dei Paesi Baschi ed è uno dei tre club iberici a non essere mai retrocesso in Segunda, come Real Madrid e Barcellona. Nel suo palmares, si contano otto titoli, 23 Coppe del Re e 2 Supercoppe spagnole.

All’estero, è noto per la sua politica di tesserare soltanto giocatori baschi o di origini basche, oppure che abbiano imparato a giocare a calcio nei circuiti giovanili baschi. Per mantenere la sua internazionalità – è stato fondato da britannici – ha mantenuto l’h nel nome: poca roba in un’altra zona spagnola che sogna l’indipendenza e che preserva cultura e lingua. Nel 2010, il club ha fatto un sondaggio tra la tifoseria sull’opportunità di tesserare giocatori stranieri, ricevendo un 94% di no.

Niente sponsor, siamo baschi

Come nel caso del Barça, anche qui è stato rifiutato il logo dello sponsor sulla maglietta fino al 2008. Tranne in occasione della Coppa Uefa 2004-2005, quando comparve la parola ‘Euskadi’, per sponsorizzare il governo basco. La stessa maglietta fu usata in Coppa del Re, ma non nella Liga. Nel 2009 è arrivata la firma con la marca inglese Umbro, per la fornitura di divise da gioco e vestiario per le stagioni seguenti. Ma le giovanili basche sono ‘vestite’ da Marca Athletic, marchio fondato dallo stesso club.

L’inno, composto nel 1983, è completamente in basco. Il testo è stato scritto da Juan Antòn Zubikarai e risuona sempre prima delle partite a San Mames, la cattedrale, così chiamata perché vicina alla chiesa dedicata al santo.

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