È il Belgio più forte di sempre? Probabilmente sì. Di certo, però, i Diavoli Rossi di Marc Wilmots hanno già scritto la storia. Come? Diventando la prima squadra nella storia del ranking FIFA  a classificarsi in testa alla classifica pur senza aver mai vinto Europei o Mondiali.  È successo nello scorso novembre, al termine della tornata di qualificazioni ad Euro 2016: dati inimmaginabili per chi appena otto anni fa vivacchiava in 71^posizione, accanto a realtà da cercare sul mappamondo del dio pallone come Haiti e Zambia. Courtois, De Bruyne, Hazard, Nainggolan, Vermaelen e Kompany fanno parte così dell’ottava nazionale dopo Brasile, Argentina, Italia, Germania, Francia, Spagna e Olanda a sedersi in cima al trono intercontinentale, dimenticando così di colpo le premature eliminazioni a Euro 2000 e ai Mondiali del 2002.

Belgio, la divisa da trasferta per Euro 2016

Merito di calcoli cervellotici come quelli della federazione che governa il calcio su scala mondiale (il Belgio dal 7 settembre 2012 al 13 novembre 2015 ha perso contro la Colombia, il Giappone, la Romania, il Galles e l’Argentina, ma in sfide ufficiali nell’ultimo triennio hanno perso due partite, ne hanno pareggiate quattro e ne hanno vinte 19)? Non solo, anzi. Soprattutto merito di una generazione tecnica, affamata e arricchita dalle esperienze nei top club europei, basata su una programmazione meticolosa e un tecnico di grande qualità. Marc Wilmots: chi non lo ricorda a tessere assist e giocate di qualità ma a velocità ridotta con la maglia dello Schalke 04 e del Bordeaux? Ha fondato la sua rosa su un 4-1-4-1 in cui il quintetto avanzato ricorda più schemi da futsal che da calcio a 11. Tanto movimento, due tocchi e nessun riferimento.

epa05022311 Belgian national soccer team head coach Marc Wilmots during the press conference at Baudouin Stadium in Brussels, Belgium, 12 November 2015. Belgium will play a friendly soccer match against Italy on 13 November. EPA/LAURENT DUBRULE
Marc Wilmots, Ct del Belgio

Idee tattiche brillanti, assorbite in un quadriennio dalla rosa: chissà che Wilmots non abbia fatto leva sui suoi trascorsi politici (parla quattro lingue e nel 2003 divenne membro del Senato belga, per il partito liberale dei francofoni, il Mouvement Réformateur, dimettendosi nel 2005) per instillare nella “golden generation” del calcio belga un senso di appartenenza spesso dimenticato. Così nelle otto partite del girone di qualificazione per l’appuntamento francese il Belgio ha ottenuto 7 vittorie e un pareggio. Ha subito solo 2 gol, segnandone 15:  Courtois in porta e il suo sostituto Mignolet, Vermaelen, Vertonghen, Lombaerts, Alderweilerd in difesa, a centrocampo Witsel, De Bruyne, Dembelé, Nainggolan, Fellaini, Tielemans, e in attacco Hazard, Benteke, Origi, Lukaku. Nomi splendenti, la cui ascesa è stata agevolata da una strategia illuminata, messa a puntino dopo aver fallito la qualificazione al campionato d’Europa 2008 e al campionato del mondo 2010. Allora la federazione decise di investire di più nelle scuole calcio e negli impianti sportivi per ragazzi, dando vita a un progetto che incluse Anderlecht, Genk e Standard Liegi. Alla base un modulo di riferimento, il 4-3-3, da adottare urbi et orbi, e un atteggiamento offensivo.

Enzo Scifo, simbolo del calcio belga

I frutti sono maturati qualche anno dopo: il mondiale brasiliano, concluso con il ko nei quarti di finale contro l’Argentina dopo aver superato a punteggio pieno il girone eliminatorio e superato negli ottavi gli Usa, ha rappresentato un banco di prova generale. Per una nazione multietnica, protagonista delle cronache mondiali degli scorsi mesi,  il calendario offre un appuntamento che vale più di un titolo: è la possibilità di tornare nell’elìte del calcio mondiale, in un’epoca storica di vacatio legis. I tifosi di Gelsenkirchen omaggiarono Wilmots col soprannome di “Willi das Kampfschwein” -Willi il cinghiale da combattimento- a sottolineare l’indomita voglia di vincere del loro beniamino. A lui l’arduo compito di distribuire con saggezza tanto talento, senza perdere gli equilibri.

Confermata l’assenza di Vincent Kompany, il tecnico aveva deciso di convocare nove difensori: alla fine è stato Boyata a pagare con l’esclusione. Rimarranno a disposizione, in caso di necessità, anche sette giocatori: si trattano di Nacer Chadli (Tottenham), Laurent Ciman (Montreal), Laurens De Bock (Club Brugge), Guillaume Gillet (Nantes), Thorgan Hazard (Borussia Mönchengladbach), Kevin Mirallas (Everton), Matz Sels (Gent). La lista dei 24 preconvocati parla da sé: una Nazionale che non aveva giocatori di qualità sugli esterni, ora abbonda di talento sulle ali. Hazard, De Bruyne, Mirallas, Mertens, ai quali vanno aggiunti gli ultimi arrivati Divok Origi del Lille (19 anni) e Yannick Carrasco (Atletico Madrid), sono i nomi che hanno messo alle spalle la generazione di Scifo. Si parte dal girone E, con Italia, Svezia e Irlanda. I quarti di finale sono l’imperativo categorico, la coppa…non un miraggio.

 

 

Lista provvisoria dei convocati

Portieri: Thibaut Courtois (Chelsea), Jean-François Gillet (Mechelen), Simon Mignolet (Liverpool).

Difensori: Toby Alderweireld (Tottenham), Jason Denayer (Galatasaray), Bjorn Engels (Club Brugge), Nicolas Lombaerts (Zenit), Jordan Lukaku (Oostende), Thomas Meunier (Club Brugge), Thomas Vermaelen (Barcelona), Jan Vertonghen (Tottenham).

Centrocampisti: Marouane Fellaini (Manchester Utd), Radja Nainggolan (Roma), Axel Witsel (Zenit San Pietroburgo), Moussa Dembélé (Tottenham).

Attaccanti: Michy Batshuayi (Olympique Marsiglia), Christian Benteke (Liverpool), Yannick Carrasco (Atlético Madrid), Kevin De Bruyne (Manchester City), Eden Hazard (Chelsea), Romelu Lukaku (Everton), Dries Mertens (Napoli), Divock Origi (Liverpool).

 

Calendario del Belgio ad Euro 2016

1^ giornata
Belgio – Italia (lunedì 13 giugno ore 21:00) Stade de Lyon, Lione

2^ giornata
Belgio – Irlanda (sabato 18 giugno ore 15:00) Stade de Bourdeaux, Bordeaux

3^ giornata
Svezia – Belgio (mercoledì 22 giugno ore 21:00) Allianz Riviera, Nizza