La partita di stasera fra Italia e Albania sarà la presenza numero mille da professionista per Gianluigi Buffon, ma al tempo stesso sarà una “prima volta” in Nazionale per tanti giocatori. Dei ventitré scelti dal CT Giampiero Ventura per l’impegno delle ore 20.45 a Palermo ce ne sono ben cinque che potrebbero fare il loro debutto in maglia azzurra, ma il dato più importante è che nel 2017 finalmente si è registrata un’inversione di tendenza in merito al numero di giocatori italiani proposti ad alti livelli dal campionato. Nella corsa a Russia 2018, con l’obiettivo di superare la Spagna o ottenere il pass attraverso i play-off, l’apporto dei volti nuovi potrebbe risultare decisivo tanto quanto quello dei senatori.

Buffon Donnarumma Meret

DEBUTTANTI O QUASI

Le convocazioni per il doppio impegno di questi giorni hanno portato novità in tutti i ruoli. Per un Buffon alla millesima ci sono Alex Meret, portiere della SPAL capolista in Serie B ma di proprietà dell’Udinese, alla prima chiamata azzurra e Gianluigi Donnarumma, destinato a ereditare la maglia numero 1 dal primatista di presenze in nazionale, che ha giocato un tempo nelle amichevoli contro Francia e Germania. In difesa Danilo D’Ambrosio è alla prima convocazione dopo un’ottima stagione con l’Inter, mentre Davide Zappacosta ha avuto il battesimo in nazionale nella precedente sosta del campionato. A centrocampo sono in tanti: Roberto Gagliardini e Simone Verdi possono esordire oggi, Matteo Politano e Leonardo Spinazzola invece non sono stati inclusi nell’elenco per stasera e magari potranno farlo martedì all’Amsterdam ArenA nell’amichevole con l’Olanda. In attacco c’è Andrea Petagna che ha sostituito all’ultimo momento l’infortunato Manolo Gabbiadini, pure lui alla prima assoluta visto che finora aveva giocato solo nelle selezioni giovanili (dovrebbe essere il centravanti dell’Under-21 per gli Europei a giugno), con Nicola Sansone che di presenze ne ha tre e lo stesso Andrea Belotti, ormai titolare, che ha esordito a settembre e in cinque gare ha già fatto tre gol.

Andrea Belotti Italia

CAMPIONATO PIÙ ALLENANTE

Se nella lista dei convocati ci sono così tanti giocatori all’inizio della loro (si spera vincente) carriera azzurra, la motivazione è data dal fatto che si sono messi in luce nel corso della stagione. Considerato che nell’elenco solo in tre giocano all’estero (Matteo Darmian, Marco Verratti e il già citato Sansone) più Meret in Serie B, è evidente che quest’anno il campionato di Serie A, da molti denigrato per la poca competitività e il netto divario fra le ultime tre e il resto della classifica, non ha espresso soltanto valori negativi.

Dopo anni in cui ci si lamentava dell’ingombrante presenza di giocatori stranieri, preferiti ai nazionali, quest’anno invece sono stati tanti gli italiani che si sono ritagliati uno spazio importante, tanto che nella rosa di Ventura tutti hanno un ottimo minutaggio, fatta eccezione per Daniele Rugani (comunque primo cambio dei titolari alla Juventus) ed Éder Citadin Martins (quasi sempre utilizzato a partita in corso all’Inter, ha saltato solo cinque partite).

Una tendenza positiva, che non può che far piacere al movimento calcistico italiano, di nuovo capace non solo di produrre giocatori ma anche di metterli nelle condizioni di dimostrare il proprio talento (come per la definitiva consacrazione di Federico Bernardeschi, ora assente per infortunio ma già testato varie volte).

Federico Bernardeschi

Ancora ci sono dei miglioramenti da fare per permettere ai talenti di casa nostra di raggiungere il proprio massimo potenziale, come per esempio l’inevitabile riforma del Campionato Primavera, ma di recente la Serie A pare aver iniziato a dare fiducia ai giovani a prescindere dalla carta d’identità, basandosi sul valore. Se sono bravi devono giocare, non importa se non sono ancora maggiorenni (il caso Donnarumma insegna): questo deve diventare un’abitudine come avviene nel resto del mondo, non un’eccezione di questo periodo. Da qui al 2018, sperando che non ci siano intoppi nel percorso verso la Russia, l’Italia potrebbe aver iniziato un nuovo ciclo molto interessante, con tanti giovani di spessore fra le presenze fisse (affiancati dalle colonne portanti già presenti) che avranno maturato l’esperienza necessaria per confrontarsi ad armi pari con le big.

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