Lo striminzito 1-0 di ieri sera contro Israele si è comunque rivelato prezioso. L’Italia, complice anche il pareggio dell’Albania in casa della Macedonia, è a un punto (da conquistare nelle ultime due giornate) dalla certezza di chiudere nei primi due posti del Gruppo G, cosa che salvo cataclismi dovrebbe garantire l’accesso ai play-off di novembre (a meno che la Spagna non si suicidi o, peggio, che gli Azzurri finiscano come peggior seconda e vengano esclusi). Per andare ai Mondiali alla nazionale di Gian Piero Ventura servirà quindi un doppio spareggio, situazione già messa in preventivo fin dal sorteggio di due anni fa data la presenza della Spagna. Ci sarà da sudare per finire tra le trentadue qualificate, ma c’è un precedente positivo che fa ben sperare ed è legato proprio al paese dove si giocherà la fase finale.

VERSO FRANCIA ’98

Dopo il flop agli Europei del 1996, con l’eliminazione al primo turno, l’Italia comincia le qualificazioni ai Mondiali di Francia 1998 nel Gruppo 2, anch’esso impegnativo come quello attualmente in corso perché c’è l’Inghilterra, reduce dalle semifinali nel torneo organizzato in casa e piena di grandi giocatori. L’avvio degli Azzurri è positivo, con cinque vittorie nelle prime sei partite e appena un gol subito, ininfluente all’esordio in Moldavia.

Arriva pure una storica vittoria a Wembley il 12 febbraio 1997, nell’esordio ufficiale di Cesare Maldini (promosso dall’Under-21 dopo che Arrigo Sacchi si era dimesso a dicembre del 1996 per tornare al Milan), con gol di un “inglese” come Gianfranco Zola, passato da poco al Chelsea, ma i Three Lions non falliscono un colpo nelle altre partite a differenza degli Azzurri, che pareggiando 0-0 in Georgia (oltre all’altro pari a reti bianche in Polonia) si trovano nella brutta situazione di dover rincorrere all’ultima giornata, proprio contro l’Inghilterra. A Roma, l’11 ottobre 1997, finisce 0-0: pur avendo subito un solo gol in tutte le qualificazioni l’Italia finisce seconda per un punto ed è costretta agli spareggi con la Russia.

L’inatteso secondo posto causa anche uno spostamento del campionato, che si deve fermare il 26 ottobre 1997 (tre giorni prima dell’andata) e il 16 novembre (giorno dopo il ritorno), ma questo è un problema secondario perché c’è da conquistare uno degli ultimi posti rimasti per Francia ’98.

La prima partita si gioca mercoledì 29 ottobre: non è ancora inverno, ma a Mosca già nevica e il terreno di gioco dello stadio della Dinamo è in condizioni pietose. Questo permette, a inizio ripresa, a Christian Vieri di sfruttare un buco difensivo e firmare lo 0-1, ma tempo tre minuti e su cross di Khokhlov Fabio Cannavaro in maniera maldestra infila la sua porta, 1-1. La partita è ricordata soprattutto perché vede l’esordio in maglia azzurra di Gianluigi Buffon, subentrato a Gianluca Pagliuca alla mezz’ora dopo uno scontro fra il portiere all’epoca all’Inter e Andrej Kanchelskis della Fiorentina: il debuttante fa un figurone.

Ritorno il 15 novembre: al San Paolo di Napoli c’è grande tensione ma ci pensa Pierluigi Casiraghi, già a segno un anno prima nel 2-1 agli Europei, a evitare guai peggiori, raccogliendo un lancio dalle retrovie al 54′ e battendo Ovchinnikov col sinistro. Sono passati vent’anni e questa situazione si ripropone: per finire davvero in Russia bisognerà ripetersi.

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