Marcello Lippi torna commissario tecnico. A 10 anni dalla splendida esperienza con l’Italia, capace di vincere il Mondiale 2006 in Germania (la parentesi 2008 – 2010 è meglio dimenticarla), l’allenatore di Viareggio è stato nominato ct della Cina. Lo ha comunicato la China Football Association. Lippi, a luglio, all’ultimo momento aveva rifiutato di diventare direttore tecnico delle Nazionali azzurre, in seguito a incomprensioni con la Federazione. Insomma, era chiaro a tutti quanto volesse tornare in campo. E non ha potuto dire di no all’offerta cinese, economicamente meravigliosa. Per poter dire di sì, Lippi ha avuto bisogno del via libera dal Guangzhou Evergrande, il suo ex club.

Con il Guangzhou, Lippi aveva conquistato tre titoli della Super Lega cinese e la Champions asiatica nel 2013. Come ct della Cina diventa l’allenatore più pagato al mondo, con uno stipendio da 20 milioni di euro annuali per un triennale.

Compito difficile

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Non sarà facile per il nostro risollevare le sorti della Nazionale orientale, che ha incassato tre sconfitte di fila, con Corea del Sud, Siria e Uzbekistan, su quattro partite, nella seconda fase preliminare di accesso ai Mondiali del 2018 in Russia. Le possibilità di qualificazione, insomma, sono ridotte al lumicino. La Cina ha appena un punto in classifica e si trova all’ultimo posto nel girone. Inoltre, è 84esima nel ranking Fifa.

Lo scorso 6 ottobre, dopo il ko interno a Xi’an contro la Siria, i tifosi avevano protestato riversandosi per le strade della città. Pure sul web erano state scintille. Una settimana dopo, però, era arrivata un’altra sconfitta, a Tashkent, in Uzbekistan, per 2-0. Il commissario tecnico Gao Hongbo aveva quindi rassegnato le dimissioni.

In Cina è un eroe

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Marcello Lippi, 68 anni, è un eroe in Cina per il triennio di vittorie alla guida del Guangzhou. Un po’ come da noi, dove è tra gli immortali per il successo dei Mondiali 2006 e a Torino dove, in due fasi diverse, ha portato la Juventus a vincere tutto. Solo a febbraio del 2015, Lippi aveva lasciato definitivamente il Guangzhou, dove aveva ricoperto il ruolo di direttore tecnico dopo quello di allenatore. A distanza dunque di un anno e mezzo, la ‘nostalgia’ cinese ha contagiato il tecnico viareggino.

Prima dell’incarico affidatogli dalla Federazione, si era parlato a lungo di un ritorno al Guangzhou. A sorpresa, invece, è arrivata la chiamata. Nelle prossime sei partite di qualificazione, Lippi dovrà confermare di avere poteri magici, a cominciare dal 15 novembre contro il Qatar. Serve il primo o il secondo posto per il pass diretto ai Mondiali; con il terzo, invece, obiettivo più realistico al momento, si va allo spareggio contro la terza classificata dell’altro gruppo ed, eventualmente, alla sfida contro la quarta classificata della Concacaf.

Lippi milionario

Lippi ct

Abbiamo già dei 20 milioni di euro che Lippi percepirà ogni anno per il prossimo triennio. Il meccanismo di pagamento è un po’ particolare: dalla Federazione, infatti, arriveranno 4,5 milioni di euro l’anno, ma gli altri 15,5 dovrebbero arrivare dal Guangzhou, con cui Lippi intratterrà un rapporto di consulenza. Con l’accademia del club, Il tecnico lavorerà fino al 2019, quindi anche oltre la scadenza del contratto con la Federazione.

La presa in giro italiana

Carlo Taveccchio

Lippi aveva detto di essersi sentito preso in giro dai dirigenti italiani. Un cavillo, che vieta incarichi federali ai parenti di procuratori sportivi (il figlio Davide), gli aveva impedito di diventare direttore tecnico delle Nazionali azzurre. L’ex ct aveva atteso il parere legale della Federazione, ma poi aveva rinunciato all’incarico: “Non posso farmi prendere in giro”.

Una presa in giro che probabilmente oggi Marcello Lippi benedice. Mai la Federazione italiana avrebbe potuto garantirgli un simile stipendio. Il prestigio sarebbe stato superiore e, per l’allenatore, il ruolo sarebbe stato probabilmente qualcosa di nuovo dopo aver già ricoperto tutti gli altri a disposizione di un tecnico. Ma 20 milioni all’anno possono davvero curare qualsiasi malumore e permettere comunque di continuare a sognare.

Lippi voluto dal presidente

Xi Jinping

Non è un mistero che l’ultima parola sulla nomina di Marcello Lippi alla guida della Cina sia stata detta da Xi Jinping, ex segretario generale del Partito comunista cinese e, dal marzo 2013, presidente della Repubblica Popolare. Un uomo che ha detto di avere tre sogni, tutti coincidenti con il pallone: qualificarsi ai Mondiali, ospitare quelli del 2026 o del 2030, vincere un Mondiale.

Fin dal 2013, per questo motivo, Xi Jinping avvia una riforma culturale il cui punto focale è: ‘Lo sviluppo del gioco del calcio’. L’obiettivo è portare la Cina ai vertici del pallone entro pochi anni. Una riforma che ha dato il ‘la’ all’inaugurazione di stadi futuristi, che prevede di formare 7 mila maestri di calcio, rendendo questo sport obbligatorio in decine di migliaia di scuole. Il tutto entro il 2017, con l’obiettivo di formare 100 mila calciatori di livello, con uno stanziamento di 850 miliardi in dieci anni.

Xi Jinping non è solo un appassionato di calcio, naturalmente, ma pure un calcolatore che mischia sapientemente la politica con il gioco. Una superpotenza economica e politica come la Cina non può tollerare segnali di fragilità in ciò che viene ritenuto un formidabile volano politico. Il consenso di massa passa anche, se non soprattutto, da una Cina ai livelli delle maggiori scuole calcistiche.

La Cina conquista l’Occidente

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Dalla rivoluzione culturale a quella calcistica il passo è breve. E siccome l’Europa non si può conquistare, per ora, vincendo a calcio, allora il calcio i cinesi se lo stanno comprando. In patria, a suon di milioni di yen, sono arrivati grandi campioni: Gervinho, Pellè (che guadagna 15 milioni di euro all’anno), Ramires, Jackson Martinez, Alex Teixeira. Ma non basta. E allora ecco gli imprenditori milionari cinesi comprarsi i club occidentali: Inter, Milan, Manchester City, Atletico Madrid, Espanyol, Aston Villa, Birmingham, West Bromwich, Wolverhampton, Nizza (dove gioca Mario Balotelli), Sochaux, Den Haag.

L’allenatore dell’Arsenal, Arsene Wenger, ha lanciato l’allarme su questa invasione: “L’Europa si preoccupi, la Cina ha i mezzi per saccheggiarci”. Perché questi cinesi fanno maledettamente sul serio. Altro che gli americani con i loro dollari e la Mls.