Dopo quattro stagioni fallimentari e un’altra mancata qualificazione alle coppe europee, l’Inter sembra aver ripreso a fare la voce grossa, quantomeno in sede di calciomercato. Gli acquisti delle ultime settimane, su tutti Kondogbia strappato al Milan, hanno ridato ai nerazzurri quel ruolo di primo piano abbandonato dopo il Triplete del 2009-2010, quando la rosa che aveva vinto tutto con José Mourinho fu confermata in blocco per questioni di riconoscenza e Fair Play Finanziario, avviandosi a un’inevitabile fine del ciclo. Nonostante una serie di operazioni di basso profilo, l’Inter non è riuscita a evitare le sanzioni dell’UEFA: il passivo di bilancio è sempre rimasto ben oltre i limiti consentiti fra il 2011 e il 2014, ma ora la situazione inizia a migliorare, anche grazie alla riorganizzazione societaria voluta da Thohir.

IL PASSAGGIO DA MORATTI A THOHIR

Il 15 ottobre 2013 è stata la data spartiacque della storia recente dell’Inter, con il passaggio del 70% delle quote societarie da Massimo Moratti all’International Sports Capital, ossia al magnate indonesiano Erick Thohir. Nel suo primo anno e mezzo di presidenza, il nuovo numero uno ha intrapreso un processo di ristrutturazione della società, obbligatorio dato il dissesto finanziario e la pessima gestione sportiva degli ultimi anni: sono state inserite diverse nuove figure nell’organigramma con un profilo internazionale, dall’Amministratore Delegato Michael Bolingbroke e il Direttore dell’Area Amministrativa Michael Williamson, che hanno permesso a Thohir di delegare le sue funzioni e non dover essere sempre presente a Milano, dove comunque viaggia mensilmente. La risistemazione dei vertici societari è un tassello importante per tornare ai vertici, ma i risultati si ottengono sul campo, dove finora non ci sono stati grossi miglioramenti.

CALCIOMERCATO PRE-THOHIR: GLI ERRORI DI MARCO BRANCA

Per quasi undici anni il mercato è stato seguito da Marco Branca, autore di colpi di assoluto rilievo serviti per costruire la squadra del Triplete ma diventato il principale responsabile degli ultimi fallimenti, con varie sessioni di calciomercato oggettivamente disastrose. Nel 2011, ceduto Samuel Eto’o all’Anzhi, sono arrivati Diego Forlán (preso per giocare la Champions League senza rendersi conto che avendo disputato un preliminare di Europa League con l’Atlético Madrid non poteva essere inserito nella lista UEFA) e Mauro Zárate, il cui rendimento è stato molto al di sotto le aspettative; nel 2012-13 è stato svenduto Wesley Sneijder per problemi contrattuali, Júlio César ha rescisso il contratto ricevendo una buonuscita e le operazioni rivedibili di gennaio hanno portato a un grosso indebolimento della rosa, poi accentuato da diversi infortuni. Con l’arrivo di Walter Mazzarri in panchina la situazione non è cambiata: tra gli acquisti sbagliati spicca Ishak Belfodil, un flop totale valutato con il Parma 5.750.000€ per la metà più l’intero cartellino di Antonio Cassano.

Marco Branca presenta Ezequiel Schelotto e Zdravko Kuzmanović, un'emblema del mercato fallimentare dell'Inter negli ultimi anni.
LA PROMOZIONE DI PIERO AUSILIO E LE NUOVE STRATEGIE

L’8 febbraio 2014 l’Inter ha risolto il contratto con Marco Branca sostituendolo con Piero Ausilio, già da diversi anni nello staff. Il lavoro del nuovo DS non è stato affatto semplice: c’era da costruire una squadra, di fatto, da zero e senza i soldi della Champions, cosa che ha reso necessaria una strategia basata soprattutto su prestiti con obbligo di riscatto e acquisti con pagamenti rateizzati, in modo da spalmare i costi dei giocatori in più anni e non gravare troppo sul bilancio attuale. Il mercato 2014-15 non si può certo definire azzeccato, perché molti sono già andati via o rischiano il taglio (persino Santon e Shaqiri, arrivati solo a gennaio). In questo senso ha pesato anche il cambio di allenatore, con il passaggio tra Mazzarri e Mancini avvenuto il 14 novembre 2014. Adesso Ausilio può trattare giocatori di livello superiore, richiesti espressamente dal tecnico jesino che a gennaio ha potuto effettuare solo delle correzioni su un’ossatura già stabilita, e a giudicare da quanto fatto sinora la strada intrapresa potrebbe essere quella giusta.

LE PRIME IMPRESSIONI SULLA STAGIONE 2015-2016

Geoffrey Kondogbia, João Miranda, Martín Montoya e Jeison Murillo: da questi volti nuovi l’Inter riparte per cercare quella qualificazione in Champions League vitale anche per mettere in ordine le finanze della società, e ai quattro nomi già ufficializzati se ne aggiungeranno altri (Salah? Perišić?) che dovranno essere d’aiuto per raggiungere l’obiettivo prefissato, così come sarà certamente utile il ritorno di Dejan Stanković, stavolta nello staff come Club Manager. I nerazzurri vogliono tornare ai fasti di un tempo: i primi riscontri, a un mese e mezzo dall’inizio della Serie A, appaiono positivi e l’entusiasmo dei tifosi, in calo come dimostrato dalle presenze al Meazza, comincia a riaffiorare. È obbligatorio che l’Inter tenga bene in mente i tanti errori del passato, in modo da non ripeterli e soprattutto da impostare il mercato su basi diverse, con scelte oculate e sensate anziché frutto dell’improvvisazione e di un progetto puntualmente smentito a pochi mesi di distanza, oltre che riuscire a vendere i tanti giocatori in esubero ancora sotto contratto.

La presentazione di Geoffrey Kondogbia, nuovo acquisto dell'Inter.

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