Se ce l’ha fatta il Leicester City, perché non possiamo farcela anche noi? Why not? Se lo chiedono i tre Leoni che l’Inghilterra reca sul petto, indossati da una nazionale in gran parte giovane e talentuosa, attesa però all’esame di maturità in Francia, terra che reca bei ricordi storici al Regno Unito (“La guerra dei cent’anni” vi dice nulla?).  Hanno inventato il calcio moderno, ma al di là della Coppa Rimet 1966, vinta non senza polemiche in terra amica, e la semifinale raggiunta nell’Europeo 1996, gli inglesi raramente hanno recitato un ruolo da protagonista nelle competizioni “che contano”. A indossare i panni di leader nel gruppo guidato da un vecchio gentleman come Roy Hodgson è Wayne Rooney, secondo miglior realizzatore nella storia della Premier League dietro Alan Shearer. Ma a suscitare i dubbi principali è il reparto arretrato, quasi mai colpito (3 reti al passivo) durante le qualificazioni ma atteso in Francia da attacchi di ben altro spessore.

L’uomo simbolo, però, potrebbe essere proprio Jamie Vardy: la sua incredibile parabola potrebbe presto finire in un film. “The cannon” arriva da Sheffield -per George Orwell “la città più brutta del mondo”- ha stregato la Premier League con 24 reti in 37 partite nell’attacco delle Foxes di Claudio Ranieri, e ha alle spalle un passato da metalmeccanico e un presente da chirurgo delle difese avversarie. Sarà lui il demiurgo britannico? A 16 anni nessuno voleva offrirgli un contratto perché era “troppo piccolo”, ha raccontato lo stesso Vardy, 13 anni dopo sogna il tetto d’Europa. E se l’aria francese gli ha già fatto bene in amichevole, a fine marzo, quando ha punito i Bleus, c’è da giurare sul fatto che vorrà restare nei perimetri gallici quanto più possibile. Da Rickie Lambert, che raccoglieva barbabietole prima di ritrovarsi in nazionale, a Jamie Vardy il passo è breve:  ah, il nuovo “working class hero” è cresciuto a Hillsborough, proprio vicino allo stadio. E non può passare inosservato.

Jamie Vardy, sarà lui la stella inattesa?
Jamie Vardy, sarà lui la stella inattesa?

Non partirà invece per la Francia Danny Welbeck: l’attaccante dell’Arsenal e della nazionale inglese sarà costretto a restare fuori per circa 9 mesi. Gli esami al ginocchio destro cui è stato sottoposto hanno evidenziato un “importante danno cartilagineo” che si era procurato nel penultimo turno di Premier League contro il Manchester City. Welbeck, tornato in campo a febbraio dopo un’assenza di 10 mesi, doveva essere una delle cinque punte selezionate per Euro 2016 da Roy Hodgson, che già la scorsa settimana ha dovuto rinunciare definitivamente ad Alex Oxlade-Chamberlain (anche lui dell’Arsenal, mai sceso in campo nel 2016 per infortunio). Quasi un’infausta conferma di una lista “fake” di convocati per Euro 2016 comparsa su Twitter durante la scorsa settimana, nella quale l’ex attaccante del Manchester United non era presente, alla pari di Theo Walcott, in favore di nomi meno quotati come Luke Shaw, Jack Wilshere e Tom Heaton. Anticipazioni presto smentite dalla stessa Federcalcio inglese. La lista è stata comunicata in mattinata: 26 nomi, solo sette difensori e il 18enne d’oro del Manchester United, Marcus Rashford tra i papabili.
ECCO LA LISTA DEI 26 DELL’INGHILTERRA
Portieri: Hart, Forster, Heaton.
Difensori: Bertrand, Cahill, Clyne, Rose, Smalling, Stones, Walker.
Centrocampisti: Alli, Barkley, Delph, Dier, Drinkwater, Henderson, Lallana, Milner, Sterling, Townsend, Wilshere.
Attaccanti: Kane, Rashford, Rooney, Sturridge, Vardy.

La nuova divisa della nazionale inglese per Euro 2016
La nuova divisa della nazionale inglese per Euro 2016

Tanti giovani talenti in rampa di lancio, da Alli a Barkley passando per Clyne e Stones, “under 25” al punto di svolta, come Sturridge, Kane e Walcott, uniti a poche certezze: Hart, Cahill e Rooney rispondono all’identikit. È la spina dorsale a suscitare i dubbi principali. La sensazione, citando un vecchio adagio inglese (“L’anima non si rompe, rimbalza”), è che vecchi vizi di forma si trascinino negli anni: spogliatoio poco coeso e voci che filtrano con troppa facilità. Spifferi ai quali Hodgson dovrà fare attenzione in ritiro, pena l’ingresso nel mirino dei tabloid.

Dica 800– Quasi 800 partite ufficiali non sono state sufficienti alla nazionale d’Albione per fregiarsi di un titolo continentale. Gli ultimi 15 anni, segnati dagli stipendi faraonici di Eriksson, McLaren e Capello, hanno addirittura portato in dote il mancato approdo a Euro 2008 complice la sconfitta contro la Croazia (2-3) nel nuovo Wembley e l’eliminazione ai rigori dall’edizione 2012, dove un “cucchiaio” di Pirlo costrinse Gerrard e soci a sollevare il proprio morale…con il cucchiaino. Stevie non c’è più, ma si riparte da una nota d’appartenenza, quella che non è mai mancata: i membri della rosa inglese giocano tutti in patria. Il “lavoro impossibile”, così come è noto il ruolo di Ct dell’Inghilterra in patria, spetta a Roy Hodgson, che 20 anni fa era riuscito nel miracolo sportivo di condurre la Svizzera ai Mondiali 1994 e a Euro ’96.

Calendario dell’Inghilterra ad Euro 2016

1^ giornata
Inghilterra-Russia (sabato 11 giugno, ore 21) Stade Velodrome di Marsiglia

2^ giornata
Inghilterra-Galles (giovedì 16 giugno, ore 15) Stade Felix Bollaert di Lens

3^ giornata
Slovacchia-Inghilterra (lunedì 20 giugno, ore 21) Stade Geoffroy Guichard di Saint Etienne

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