Il rigore di Daniele De Rossi contro la Spagna e la doppietta di Ciro Immobile contro la Macedonia hanno evitato all’Italia due sconfitte che sarebbero suonate come un prematuro addio alle speranze di accesso diretto ai Mondiali di Russia 2018. In questa tornata di qualificazioni gli Azzurri hanno mostrato evidenti difficoltà sotto tutti i punti di vista, ma sono riusciti a contenere i danni con quattro punti su sei disponibili che lasciano ancora tutto in discussione. Aver mantenuto il primo posto non può però far vedere il bicchiere mezzo pieno: da novembre in poi servirà un cambio di rotta evidente per non rischiare di restare fuori dai Mondiali e anche per mantenere un record nelle qualificazioni che in pochi possono vantare.

DIECI ANNI SENZA SCONFITTE

È dal 6 settembre 2006 che l’Italia non conosce una sconfitta in un match di qualificazione. Nell’immediata riedizione della finale di Berlino di due mesi prima la Francia superò per 3-1 gli Azzurri di Roberto Donadoni, con la doppietta di Sidney Govou e il gol di Thierry Henry che resero inutile il momentaneo 2-1 di Alberto Gilardino. Da lì in poi cinquantatré partite ufficiali senza sconfitte, con trentacinque vittorie e diciotto pari, trenta nelle qualificazioni agli Europei (ventiquattro vinte e sei pari) più ventitré in quelle ai Mondiali (otto X e quindici successi, ma la striscia dura in realtà da trenta partite dopo un 1-0 in Slovenia del 9 ottobre 2004). È un record mondiale, perché nessuno vanta una serie positiva così lunga tuttora in corso, e a questo dato va aggiunta l’imbattibilità assoluta casalinga nelle gare di qualificazione ai Mondiali, con quarantatré vittorie e sette pareggi, meglio solo la Spagna con quarantaquattro e nove. Solo cinque squadre sono riuscite a vincere un match ufficiale in casa dell’Italia: Svezia (1983, 0-3), Croazia (1994, 1-2) e Danimarca (1999, 2-3), più la Cecoslovacchia agli Europei del 1980 e l’Argentina ai Mondiali del 1990 ma entrambe solo ai calci di rigore.

LA CORSA VERSO LA RUSSIA

È chiaro che aggrapparsi alla statistica non può bastare, perché con prestazioni come quelle di ieri a Skopje e di giovedì allo Juventus Stadium gli Azzurri prima o poi verranno battuti. Fra un mese, il 12 novembre, la trasferta in Liechtenstein sarà un’occasione da non fallire per migliorare la differenza reti, visto che per il primo posto potrebbe non bastare vincerle tutte e pareggiare in Spagna il 2 settembre 2017. L’ultima volta che è stato necessario passare dai play-off per qualificarsi a un grande torneo è stato nel 1997, doppia sfida contro la Russia: nell’andata a Mosca sotto la neve finisce 1-1, con debutto sensazionale da subentrato di Gianluigi Buffon, poi nel ritorno al San Paolo è un contropiede fulminante finalizzato da Pierluigi Casiraghi al 54′ a dare il pass per i Mondiali di Francia ’98. Che fosse un girone difficile si sapeva fin dal giorno del sorteggio, ma in queste prime tre giornate l’Italia ha fatto di tutto per complicarsi la vita da sola: il rischio concreto che servano gli spareggi c’è, e senza una svolta non è nemmeno da escludere un tracollo completo.