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È questo il tempo che ha permesso a Federica Pellegrini di vincere il suo terzo oro in carriera nella categoria dei 200 metri, ai Mondiali di nuoto in corso a Budapest. Per Fede è il settimo podio consecutivo nei 200 in una rassegna iridata, la prova del suo dominio nell’ultimo decennio. Stavolta il trionfo era quasi impronosticabile, visto che alla vigilia l’agguerrita Katie Ledecky era data per forte favorita.

E invece la nuotatrice italiana ha interpretato la gara in maniera perfetta, sfoderando una prestazione straordinaria, dosando perfettamente forze, pause e sprint. Nel finale ha sovrastato le avversarie con ferocia, conquistando un oro da campionessa vera, nel senso più ampio del termine.

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E campionessa lo è non solo perché ha confermato in vasca di essere la sportiva italiana più grande di tutti i tempi, ma perché al talento ha aggiunto una forza d’animo che era tutto tranne che scontata. Questo perché quando vinci e convinci sei la migliore, ma quando perdi sei da buttare, diventi perfino antipatica, proprio come successo a lei, dopo le ultime due edizioni dei Giochi.  Dopo Londra e Rio, infatti, nessuno le ha risparmiato fango e critiche, per poi rimetterla sul piedistallo dopo i mondiali di Kazan e la vittoria appena arrivata.

Federica, con quella fenice tatuata sul suo collo a ricordare che dalle ceneri si risorge, ha avuto con l’acqua un rapporto altalenante, fatto di successi, vittorie, sconfitte e paure. L’ha odiata l’acqua, Federica, quando il panico le impediva di sentirsi libera nel suo habitat e quando ha pensato di mollare tutto, più di una volta.

Eppure ne è sempre uscita, anche da sommersa si è salvata, dimostrando che annaspare non significa per forza affogare. E ora ha riconquistato la copertina, che da 13 anni non l’abbandona, seguendola in ogni fase della sua vita, perché personaggi come lei, che fanno sempre e comunque parlare, non nascono certo ogni giorno.

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Ma dopo i festeggiamenti, inaspettati e meritati, per Fede è il tempo delle decisioni. Una vittoria così offre sul piatto d’argento la possibilità di dire basta conservando un ricordo incredibilmente grande, ma allo stesso tempo ingolosisce, e la tentazione di continuare è forte e non è facile mantenersi.

Certamente Federica continuerà a gareggiare su altre distanze, ma al momento l’intenzione ufficiale pare quella di appendere al chiodo i 200, per non togliere bellezza a quella che sarebbe una chiusura perfetta.

Ci vuole coraggio a dire basta dopo un oro così, ma anche questo significa essere campioni: capire quando abbandonare la scena.

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