Sarà una Coppa d’Africa all’insegna della nuova linfa. L’edizione numero trentuno della manifestazione per eccellenza del calcio africano segna un passaggio di consegne fra generazioni, perché dopo oltre un decennio in cui a farla da padrone sono stati i vari Didier Drogba, Samuel Eto’o e Yaya Touré adesso i “grandi vecchi” non ci sono più, con tanto spazio per delle affermazioni fin qui inespresse o per la definitiva consacrazione di giocatori fin qui ritenuti un gradino sotto i campioni appena citati. Dal 14 gennaio al 5 febbraio saranno tre settimane di battaglia in un torneo che spesso rivela al mondo personaggi poco conosciuti: ecco, girone per girone, i calciatori che andranno a guidare le rispettive nazionali verso la gloria.

Pierre-Emerick Aubameyang del Gabon
Pierre-Emerick Aubameyang del Gabon
GRUPPO A

Girone all’apparenza facile per il Gabon padrone di casa, che spinto dall’appoggio del proprio pubblico potrà guadagnare terreno pur senza avere una squadra alla pari delle big. Nella rosa di José Antonio Camacho c’è una delle principali stelle, Pierre-Emerick Aubameyang: è sull’attaccante del Borussia Dortmund (autore di sedici gol in Bundesliga più quattro in Champions League nella prima parte di stagione) che si appoggia tutto il paese, da lui passano le fortune gabonesi perché gli altri sono piuttosto giovani col solo Mario Lemina, centrocampista della Juventus, già affermato.

Il principale avversario sarà il Camerun, ormai privo di Eto’o e dei vecchi senatori: una squadra in rinnovamento ma occhio alla voglia di riscatto di alcuni elementi non sempre all’altezza, da Benjamin Moukandjo (disastroso ai Mondiali del 2014) a Vincent Aboubakar (non bene pure al Beşiktaş dopo il flop al Porto) e con Nicolas N’Koulou leader difensivo.

Poche carte per il Burkina Faso, che conta ancora su Jonathan Pitroipa, ora negli Emirati Arabi Uniti, e Bertrand Traoré dell’Ajax (in prestito dal Chelsea), ancora meno il debuttante Guinea-Bissau dove gioca Idrissa Camará dell’Avellino.

GRUPPO B

Testa a testa fra Algeria e Senegal. I primi sono i grandi favoriti del torneo, con una rosa piena di talento in ogni reparto. In porta Raïs M’Bolhi punta a confermarsi dopo le buone prestazioni agli scorsi Mondiali; in difesa è una garanzia Faouzi Ghoulam del Napoli, ma è da centrocampo in su che la qualità abbonda: con Nabil Bentaleb (ritrovatosi allo Schalke 04) e Rachid Ghezzal in mezzo più le due punte Islam Slimani ed El-Arabi Soudani la potenza algerina è difficile da arginare. In aggiunta, e qui si va sui pezzi forti, ci sono gli esterni Yacine Brahimi e soprattutto Riyad Mahrez: l’ala del Leicester City, dopo l’impresa in Premier League, ha vinto il premio di miglior giocatore africano del 2016 e non può che essere uno dei più attesi.

Il Senegal punta più che altro sulla solidità, con l’altro azzurro Kalidou Koulibaly a comandare la difesa e l’ottimo scudo davanti a lui formato da Idrissa Gueye e Cheikhou Kouyaté; davanti la fantasia è garantita da Sadio Mané e dall’ultimo arrivato, Baldé Diao Keita della Lazio, con Moussa Sow centravanti.

Un passo indietro la Tunisia (con Wahbi Khazri, discontinuo al Sunderland, e Aymen Abdennour, disastroso al Valencia) e lo Zimbabwe.

Riyad Mahrez dell'Algeria
Riyad Mahrez dell’Algeria
GRUPPO C

Anche qui due squadre su tutte ma è il girone più equilibrato. La Costa d’Avorio è campione in carica, nel 2015 ha chiuso un digiuno lungo ventitré anni, ma sarà dura riconfermarsi senza Drogba e i fratelli Touré. Della vecchia generazione è rimasto Salomon Kalou, sempre determinante a Berlino, e poi spazio alle forze fresche con Franck Kessié dell’Atalanta e Wilfried Zaha, che ha preferito la nazionalità ivoriana a quella inglese, in rampa di lancio. Ha fatto molto bene al Manchester United Eric Bailly, difensore centrale, così come il centrocampista Jean Seri del Nizza; da valutare il momento di Serge Aurier, Wilfried Bony e Max Gradel.

Segue il Marocco, che non ha una vera e propria stella ma è guidato da chi ha vinto due delle ultime tre edizioni, Hervé Renard. Il grande nome è lo juventino Medhi Benatia, poi tanti giocatori da alti e bassi: il top è Sofiane Boufal ma al Southampton ha giocato poco; dovessero far bene i vari Nordin Amrabat, Nabil Dirar, Karim El-Ahmadi, Youssef El-Arabi e Fajçal Fajr…attenzione ai marocchini!

La Repubblica Democratica del Congo si affida quasi in toto a Cédric Bakambu, punta del Villarreal, perché gli altri vengono da anni negativi (su tutti Paul-José M’Poku e Dieumerci Mbokani, in parte Youssouf Mulumbu e Chancel Mbemba); nel Togo del genoano Serge Gakpé c’è poi il capitano e svincolato Emmanuel Adebayor, che non gioca da maggio.

GRUPPO D

Difficile che Egitto e Ghana manchino la qualificazione. Nelle Black Stars spiccano i figli di Abedi Pelé, André e Jordan Ayew, poi i centrocampisti Thomas Partey (uno dei primi cambi dell’Atlético Madrid) e Mubarak Wakaso garantiscono quantità e qualità a una squadra che vedrà probabilmente per l’ultima volta Asamoah Gyan, la cui carriera si è arenata prestissimo per delle scelte discutibili.

Gli egiziani, che come CT hanno l’ex Inter Héctor Cúper, tornano dopo tre edizioni d’assenza e hanno vinto più di tutti, sette volte. Dal romanista Mohamed Salah passano gran parte dei (tanti) sogni di gloria: sarà il giallorosso a dover trascinare una squadra che comunque ha qualche altro nome molto interessante, fra cui Mohamed Elneny e Ramadan Sobhi che giocano in Premier League e Ahmed Hassan Koka del Braga. C’è anche il giocatore più anziano: il portiere Essam El-Hadary compirà 44 anni domenica, due giorni prima dell’esordio.

Poca cosa il Mali di Alain Giresse, che ha solo qualche arma offensiva con Moussa Marega, Bakary Sako e Adama Traoré, e l’Uganda.

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