Zeman e Juventus di nuovo uno contro l’altra. In campo, dove i due nemici si sono affrontati spesso e volentieri, quasi quanto fuori dal rettangolo di gioco. È una guerra sacra, di religione quasi, quella tra il tecnico boemo e la società bianconera. C’è chi dice che uno porti la bandiera dell’onestà del calcio contro il club che – anche prima di Calciopoli – in molti additavano come la strega cattiva, in grado di condizionare arbitri e Palazzo pur di vincere. Più prosaicamente, c’è chi parla di invidia da parte di Zeman nei confronti di una squadra che non è mai riuscito ad allenare. Pur essendo stato suo tifoso – così dice – da piccolo, quando lo zio Vycpalek allenava proprio la Signora. Infine, c’è chi è convinto che tra l’allenatore e la Juve non corra buon sangue a causa di Luciano Moggi, che avrebbe fatto di tutto per distruggere la carriera di Zdenek. Le frasi graffianti indirizzate ai campioni d’Italia sono tante. E alcune sono vecchie di 20 anni.

1. Il calcio deve uscire dalle farmacie

Quando si parla di doping, con Guariniello che punta il dito contro la Juventus, per Zeman è il momento di entrare in azione. Perentorio nel dire che “il calcio deve uscire dalle farmacie” nel 1998. Ma in relazione al presunto uso di creatina da parte della Juve di Marcello Lippi, il tecnico boemo è incontenibile e ne ha per tutti. Per Peruzzi: “Se un portiere di 28 anni deve cambiare misura dei guanti perché gli sono cresciute le mani, vuol dire che c’era qualcosa che non andava”. Su Del Piero e Vialli: “Sono fin troppo misteriosi i muscoli di Vialli e Del Piero”. E ancora su Vialli e i suoi “non so” in udienza: “Spero che a Vialli torna presto memoria”. Infine: “Le esplosioni muscolari di alcuni giocatori? E’ uno sbalordimento che comincia con Vialli e arriva fino a Del Piero. Io che ho praticato diversi sport, pensavo che certi risultati si potessero ottenere solo con il culturismo, dopo anni e anni di lavoro specifico”. 

2. Togliere i trofei vinti alla Juventus

Ancora doping. Sono passati sei anni, Zeman torna sul processo che, poi, vedrà gli imputati assolti per prescrizione. “Se la Juve è colpevole, bisogna toglierle i trofei vinti in questi anni perché non le spetterebbero”. Come mai negli ultimi anni non ci sono più giocatori risultati positivi al nandrolone gli chiedono le Iene nel 2004: “Perché hanno cambiato shampoo, sono finiti i cinghiali”.

3. Moggi vuole distruggermi

Zeman viene esonerato dal Napoli e racconta ai magistrati: Corrado Ferlaino, l’ex presidente del Napoli, affermò che il mio ingaggio, con preordinata decisione di esonero, era stato in realtà architettato dallo stesso Luciano Moggi per distruggermi anche sul piano squisitamente tecnico”. “Se l’essenza del calcio è il doping o il comprare gli arbitri, allora io sono molto lontano da questo”.

4. Sentenze della giustizia sportiva non adeguate

Zeman torna in panchina dopo il ciclone Calciopoli. E subito dice: A mio giudizio le sentenze della giustizia sportiva non sono state adeguate a quello che è successo, a uno scandalo che era stato descritto come il più grave del calcio mondiale”. La Juve in serie B e penalizzata non basta al boemo. E ancora: “Non è colpa mia se la Juve è in serie B, evidentemente è stata guidata male”.

5. Io faccio ancora calcio, Moggi no

Moggi è l’avversario storico. Dopo che l’ex direttore generale bianconero viene radiato dal mondo del calcio, Zeman esulta a modo suo: “Io faccio ancora calcio, lui no. Credo che questo vorrà pur dire qualcosa”.

6. Scudetti della Juve? 22 o 23

Scudetti bianconeri, terza stella sul petto. Zeman, naturalmente, è di parere opposto: “Se voglio, anche io posso mettermi due stelle sul petto. Quanti sono gli scudetti della Juve? Al massimo 22 o 23. Poi, ognuno fa come vuole”. E poi: “Quanti sono gli scudetti della Juventus? Per me sono tanti quanti quelli assegnati. Certo, se mi leggo alcuni libri e alcune dichiarazioni, penso che anche 28 sono troppi”.

7. Allenatore squalificato non dovrebbe allenare

Sempre la Juve e Zeman contro. Zdenek questa volta se la prende con Antonio Conte, squalificato per le partite dalla Federazione, ma autorizzato durante la settimana a dirigere gli allenamenti: Se è giusto che un allenatore squalificato alleni? Anche i giocatori squalificati si allenano. Ma se c’è una squalifica per un tempo lungo, dai tre mesi in poi, un allenatore non dovrebbe allenare”.

8. Un pronostico? Chiedetelo a Buffon

Si gioca Juventus-Roma e Zeman ironizza: “Un pronostico per la partita? No so, chiedetelo a Buffon. Io vado solo in tabaccheria, è lui quello che passa in sala scommesse”.  Sempre su Buffon, capitano e quindi simbolo della Juve, dopo le dichiarazioni del portiere sul gol fantasma di Muntari: Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto. Buffon è anche capitano e portiere della Nazionale: credo che debba dare l’esempio e dimostrare onestà”.

9. Ce l’ho con chi fa il male del calcio, quindi contro chi ha lavorato per la Juve

Zdenek Zeman a volte cerca di non apparire smaccatamente anti – bianconero, ma non gli riesce molto bene. “Io non ce l’ho con la Juve, anche perché sono nato juventino. Io ce l’ho con chi ha fatto il male del calcio e quelle persone lavoravano per la Juve”.

10. Tifosi Juve, leggete le sentenze

Quando Zeman torna ad affrontare la Juve, dopo la sentenza sul doping, dice “Penso che qualche juventino ce l’avrà con me, ma penso anche che se leggessero le motivazioni della sentenza, capirebbero anche loro che questa è una storia triste. Io sono un uomo di calcio e voglio che si rispettino le regole. Chi lo fa è mio amico, chi imbroglia è mio nemico”. Sono passati 9 anni da allora.

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