Il gol è l’essenza del calcio, e da sempre ogni rete viene accompagnata da una determinata esultanza. C’è chi è passato alla storia per una ben precisa celebrazione, come il famoso urlo di Marco Tardelli dopo aver segnato il momentaneo 2-0 nella finale dei Mondiali del 1982 tra Italia e Germania Ovest, e chi si è creato un festeggiamento caratteristico utilizzato in ogni circostanza, come la mitragliata di Gabriel Omar Batistuta. Poi però ci sono altre esultanze che gli autori non ricordano con particolare piacere: sono quelle “finite male” con una figuraccia o peggio ancora un infortunio. Eccone alcune più o meno conosciute.

ANTONIO CANDREVA

La più recente in ordine di tempo è quella del centrocampista della Lazio, che dopo aver realizzato il 2-1 al Cesena nell’ultima giornata di campionato ha superato la pista d’atletica dello Stadio Olimpico ed è andato a festeggiare sotto la Curva Nord assieme ai tifosi, inciampando nel tentativo di aggrapparsi alla recinzione e cadendo a terra. I compagni inizialmente l’hanno sommerso in un abbraccio collettivo, ma poi il giocatore ha chiesto il cambio proprio per essersi fatto male nella caduta, fortunatamente per lui le conseguenze non sembrano gravi.

JAN KOLLER

Il possente centravanti della Repubblica Ceca, noto per i suoi duecentodue centimetri d’altezza, ai tempi del Borussia Dortmund fu protagonista di un divertente siparietto dopo una rete: andando a festeggiare a bordocampo si incamminò verso un fotografo e, più o meno alla pari di Candreva, inciampò a causa del terreno scivoloso finendo a terra. Non ebbe niente di particolare e si rialzò subito ridendo, ma all’epoca la scena fece molto ridere e si diffuse rapidamente anche fuori dalla Germania.

ILARIO CASTAGNER

Molto peggio andò a Ilario Castagner, attuale commentatore televisivo ed ex allenatore. Spareggio promozione della Serie B 97-98 fra Perugia e Torino, gara tesissima finita ai calci di rigore: il tiro decisivo lo mette a segno Sandro Tovalieri e gli umbri salgono in Serie A, Castagner per esultare fa un salto dalla panchina verso il campo e si procura una lesione al tendine d’Achille, tanto da dover abbandonare lo stadio di Reggio Emilia con un tutore. Nelle interviste successive alla partita dichiarerà, con un po’ di ironia, di essere contento perché preferiva il dolore fisico per l’infortunio a quello morale per la mancata promozione.

MAREK HAMŠÍK

Figuraccia e beffa successiva per il centrocampista del Napoli, che il 29 novembre 2011 nella sfida del San Paolo contro la Juventus andò a festeggiare un rigore scendendo le scale per gli spogliatoi senza essersi accorto che nel frattempo l’arbitro Paolo Tagliavento non aveva convalidato il gol, per via dell’ingresso in area da parte di alcuni giocatori azzurri prima della battuta. Dopo diversi secondi di esultanza lo slovacco si rese conto che doveva ribattere il tiro dagli undici metri e la seconda esecuzione finì alta sopra la traversa, forse anche a causa della deconcentrazione dovuta all’episodio.

HANS-JÖRG BUTT

Il portiere tedesco è uno dei più famosi esempi di numeri uno goleador (vedi articolo), ma una volta la sua fama gli costò caro. Il 17 aprile 2004, nel match di Bundesliga tra lo Schalke 04 e il suo Bayer Leverkusen, segnò dal dischetto e festeggiò assieme ai compagni rientrando in porta. Dopo aver superato la linea di metà campo non si rese conto che nel frattempo gli avversari avevano riposizionato la palla al centro, e quindi mentre lui ancora tornava verso i suoi pali Mike Hanke dello Schalke 04 tirò da centrocampo superandolo con un pallonetto e mandando la palla in rete. Gol ovviamente valido perché ingenuamente nessun giocatore del Bayer Leverkusen aveva ritardato la battuta, per sua fortuna il suo club vinse lo stesso per 2-3.

KHALID ASKRI

Altro portiere, anche se qui non si tratta di un gol segnato. L’ex estremo difensore del FAR Rabat commise un errore di valutazione clamoroso nella gara di Coppa del Marocco contro il Maghreb de Fès: nei calci di rigore conclusivi parò uno dei tiri dal dischetto e si girò verso il pubblico per esultare senza interessarsi del rimbalzo del pallone, che nel frattempo lentamente entrava in porta. Non essendo stato successivamente toccato ulteriormente il gol era valido da regolamento, e quindi i suoi festeggiamenti furono inutili, anche perché poi la sua squadra perse 6-7.

DIEDERRICK JOEL

Brasileirão 2014, Coritiba-São Paulo: l’attaccante della squadra di casa Joel salta il portiere avversario, mette in rete, salta i cartelloni pubblicitari dietro la porta e poi improvvisamente scompare dall’inquadratura televisiva. Cos’era successo? Semplicissimo, dietro i tabelloni c’era l’ingresso che porta agli spogliatoi, coperto da un telo, e il giocatore del Coritiba c’era finito sopra cadendo inevitabilmente nel tunnel sottostante.

ZINÉDINE ZIDANE

Udinese-Juventus della stagione 98-99 viene tuttora ricordata dai tifosi juventini per il gravissimo infortunio occorso ad Alessandro Del Piero, che rimase fuori per quasi un anno. Nella stessa partita Zinédine Zidane segnò il momentaneo 0-1 (la gara finì 2-2) e scivolò cercando di superare i tabelloni pubblicitari, cadendo a terra per poi essere comunque festeggiato dai compagni. Caso analogo è successo di recente a un altro giocatore bianconero, Leonardo Bonucci, che ha casualmente ripetuto la scena dopo aver fatto gol contro il Milan.

JACOPO VIOLANI

Se mai esistesse un premio per l’esultanza meno intelligente se lo aggiudicherebbe senza dubbio questo attaccante del Riolo Terme, che dopo aver segnato al Ponticelli in un match di Seconda Categoria pensò bene di andare a esultare dando una testata alla parte laterale della panchina e rompendo il plexiglas. La bravata gli si è ritorta contro, perché pochi secondi dopo l’arbitro gli ha mostrato il cartellino rosso. Decisamente da non imitare…

MARTÍN PALERMO

Chiusura dedicata a uno dei bomber più famosi del calcio sudamericano, Martín Palermo. El Loco, quando giocava in Spagna con il Villarreal, si procurò un infortunio molto serio (doppia frattura di tibia e perone) a causa di un’esultanza neanche troppo esagerata. In Copa del Rey, contro il Levante, segnò uno dei tantissimi gol della sua carriera e andò ad abbracciare i tifosi presenti nel settore ospiti posizionato dietro la porta. La pressione dei sostenitori del Villarreal fu tale che crollò il muro che separava il campo dagli spalti, e Palermo fu travolto riportando la lesione alla gamba sinistra: costretto a uscire in barella rimase ben sei mesi fuori.

  • duccio

    e vergassola?