Due giornate alla fine del campionato, un punto di distanza in classifica: Lazio e Roma si giocano la chance di qualificarsi direttamente alla fase a gironi della prossima Champions League in un derby che vale ben più dei tre punti in palio. Non assegna un trofeo, come capitato il 26 maggio 2013 nella finale di Coppa Italia decisa in favore della Lazio da un gol di Senad Lulić al 71′, ma è senza dubbio tra i derby di Roma più importanti nella storia della Serie A. Perché non si era mai giocato a così poco dalla fine della stagione con le due squadre praticamente appaiate nelle zone alte della classifica: per risalire a una situazione simile bisogna tornare indietro alla stagione 2000-2001, ma in quel caso la Roma, poi diventata campione, aveva comunque sette punti di vantaggio sulla Lazio prima e, dopo il 2-2 fissato dal pari di Lucas Castromán al 95′, e mancavano ancora sei turni. Considerato che le altre posizioni in classifica sono ormai delineate, questo derby è l’ultimo grande appuntamento della Serie A 2014-2015: chi vince è di fatto secondo, mentre chi perde rischia di essere ripreso dal Napoli, leggermente staccato ma ancora in corsa.

Stefano Mauri alza la Coppa Italia vinta dalla Lazio in finale contro la Roma il 26 maggio 2013.

LA LOTTA PER LA CHAMPIONS LEAGUE

Roma 67, Lazio 66, Napoli terzo incomodo a 63. Visti gli incroci nelle ultime due giornate sarà una vera e propria bagarre nei 180′ finali per aggiudicarsi gli ambiti posti Champions, specialmente il secondo che garantisce l’accesso diretto alla fase a gironi. La Roma, non solo perché al momento è davanti, è quella messa meglio perché nel derby ha due risultati su tre: se vince lunedì, a prescindere da tutto, è sicura del secondo posto; col pari mantiene un punto sulla Lazio e almeno due sul Napoli (all’ultima giornata c’è Roma-Palermo), mentre con una sconfitta subisce un nuovo sorpasso. Lazio obbligata a vincere perché all’ultima giornata se la vedrà con il Napoli al San Paolo; anche un pari lunedì potrebbe non bastare. Gli azzurri non hanno grossi calcoli da fare, devono vincere tutte e due le gare, oppure battere solo i biancocelesti nel caso in cui questi ultimi dovessero perdere la stracittadina.

LO STATO DI FORMA

I centoventi minuti di mercoledì potrebbero pesare non poco nelle gambe dei giocatori della Lazio, costretti a uno sforzo fisico notevole vanificato dal doppio palo di Djordjević e dal gol di Matri. In questo senso la contestatissima decisione di spostare il derby dalle 15 di domenica alle 18 di lunedì, chiesta dalla Lazio per la concomitanza con la finale di Coppa Italia, ritrova un minimo di senso, anche se chiaramente le polemiche per come ha agito il presidente biancoceleste Claudio Lotito continueranno. Stefano Pioli deve valutare le condizioni di tre pedine fondamentali: Ştefan Radu è uscito anzitempo durante la finale per un risentimento muscolare, il pilastro della difesa Stefan de Vrij (da quando si è infortunato contro l’Empoli solo una vittoria, contro il Parma ultimissimo, fino a sabato scorso a Genova dov’è rientrato seppur a gara in corso) e il perno del centrocampo Lucas Biglia sono in dubbio. Meno problemi per Rudi Garcia, che tolti gli infortunati di lungo corso e Gervinho non ha altri indisponibili. Tuttavia, nel 2015 la condizione fisica della Roma non è apparsa così brillante.

GLI UOMINI CHIAVE

All’andata furono decisivi Stefano Mauri e Felipe Anderson per il doppio vantaggio laziale e Francesco Totti per la rimonta romanista, con tanto di selfie sotto la Curva Sud in occasione del 2-2; ora la situazione è notevolmente cambiata e in questi quattro mesi molti giocatori hanno avuto alti e bassi, ma il rendimento di Marco Parolo da una parte e Alessandro Florenzi dall’altra è stato sempre costante. Il centrocampista ex Parma è nella miglior stagione della sua carriera, con nove gol in trentadue partite e un notevole contributo non solo in fase realizzativa, dove comunque si è fatto spesso notare per la sua grande abilità negli inserimenti senza palla e nei tiri da lontano. Florenzi, invece, è diventato l’uomo tuttofare della Roma: impiegato praticamente in tutti i ruoli sulla fascia destra, da terzino fino ad attaccante esterno, la sua corsa è stata fondamentale in varie circostanze. Non solo Klose e Totti, quindi: il derby avrà come sicuri protagonisti anche degli elementi sottovalutati ma di sicuro affidamento.

Il selfie di Francesco Totti dopo il gol del 2-2 in Roma-Lazio di Serie A 2014-2015.

Troppo spesso la frase “un derby che può salvare la stagione” è stata usata a sproposito per inquadrare una stracittadina, non solo quella di Roma. Questo concetto può essere rivisitato e migliorato per definire con precisione Lazio-Roma di lunedì pomeriggio: un derby per coronare un’ottima stagione, perché chi lo vince mette una seria ipoteca sul secondo posto. E visto quanto fatto dalla Juve, anche la Roma – che a inizio stagione partiva con l’obiettivo di vincere il campionato – dovrà ritenersi soddisfatta nel caso in cui confermasse la posizione di un anno fa. Anche perché avrà respinto l’assalto della Lazio che per qualche giornata era stata davanti. A Roma il derby si vive tutto l’anno, con continui sfottò da una parte e dall’altra. Stavolta chi vince se lo gusterà molto di più rispetto al solito: andare direttamente in Champions League significa un minimo di quaranta milioni di euro da parte della UEFA (i premi dal 2015 aumentano del 25% rispetto a questa stagione), soldi che serviranno per allestire una squadra competitiva e confermarsi anche l’anno prossimo.


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