La Liga ha appena passato il suo giro di boa e con venti giornate disputate su trentotto è possibile fare qualche prima valutazione sul campionato spagnolo. Le due grandi del paese, Barcellona e Real Madrid, sono ovviamente ai primi posti nonostante un percorso differente (schiacciasassi i blaugrana, guidati da Messi-Neymar-Suárez, sempre al centro delle polemiche i madridisti, con Rafa Benítez esonerato e sostituito da Zinédine Zidane), ma la notizia è che in vetta c’è ancora una volta l’Atlético Madrid di Diego Pablo Simeone, che punta a stupire di nuovo la Spagna dopo l’impresa di due anni fa. I colchoneros hanno cambiato tanto, ma la filosofia di gioco è rimasta identica alla squadra del titolo e la mentalità è cambiata rispetto al passato: l’Atlético non è più la squadra della mala suerte di Madrid ma un club vincente e temuto (anche nei derby, ex punto debole), e il vero artefice di questo grande traguardo è indiscutibilmente il suo allenatore, uno dei migliori in circolazione.

Diego Godín esulta dopo il gol che ha dato all'Atlético Madrid la Liga 2013-2014.

CONFERMA IN ALTO GRAZIE ALLA DIFESA

Dopo un’inevitabile stagione di assestamento, in cui l’Atleti ha tenuto buoni numeri ma senza riuscire a ripetere la vittoria in Liga e la finale di Champions League del 2013-2014, quest’anno la squadra del Cholo è tornata a essere una corazzata difficilissima da superare. Il dato principale è relativo ai gol subiti: otto in venti giornate, uno ogni due partite e mezzo, una media mostruosa che nessuno è riuscito a tenere nei campionati con almeno venti turni disputati (il PSG in Francia ne ha presi nove in ventuno). Non segna tantissimo, solo trenta reti, quasi la metà del Real Madrid (cinquantasette) e venti in meno del Barcellona, e delle prime sei soltanto il Villarreal ne ha fatte meno (ventisei), ma è quanto basta per prendersi la vetta della classifica (momentanea, perché il Barça ha una partita da recuperare) vincendo quindici partite su venti, tutte per 3-0, 2-0, 2-1 o 1-0. Jan Oblak, il portiere, non ha subito gol in tredici giornate e quando ha mantenuto la porta inviolata poi sono sempre arrivati i tre punti. Simeone fa del detto “la difesa è il miglior attacco” uno dei suoi punti di forza e la strategia funziona benissimo.

Diego Pablo Simeone, allenatore dell'Atlético Madrid.

TANTI CAMBIAMENTI, STESSI RISULTATI

Della formazione della finale di Champions League contro il Real Madrid sono rimasti in sei: mezza squadra ha salutato Madrid, con Diego Costa e Thibaut Courtois ora al Chelsea (con loro partì anche Filipe Luís, ora rientrato alla base), Raúl García all’Athletic Club, João Miranda all’Inter e David Villa al New York City FC. Il vuoto lasciato da Diego Costa l’ha preso Antoine Griezmann, strepitoso attaccante francese che pur non essendo un vero e proprio centravanti concentra su di sé quasi tutto il peso dell’attacco (diciotto gol stagionali, l’anno scorso furono venticinque) e non fa pesare i bassi numeri realizzativi dei compagni di reparto (Ángel Correa quattro, Jackson Martínez – grosso flop – e Luciano Vietto tre, Fernando Torres due). Dietro, accanto a quello che senza grosse discussioni può essere considerato il miglior difensore del mondo (Diego Godín), si è affermato il connazionale uruguayano José María Giménez, magari ancora non perfetto come chi gli sta accanto ma sulla buona strada per diventarlo. Simeone è stato bravissimo a continuare a rendere pur cambiando il ciclo, risultato non certo facile.

Antoine Griezmann, attaccante dell'Atlético Madrid.

UNA CRESCITA CONTINUA

L’Atlético Madrid di due anni fa era considerato, soprattutto dai critici, una squadra fondata sul catenaccio e i gol sui calci piazzati. Ora non è più così: vero, la difesa è ancor più ermetica di prima, ma il gioco si è sviluppato in maniera diversa e ora i temibilissimi schemi su corner e punizioni, comunque ancora un valore aggiunto, non sono più l’unica fonte di azioni offensive. A gennaio Simeone ha aggiunto due centrocampisti argentini per affiancare il faro Koke, il volante Matías Kranevitter (grandissimo prospetto classe 1993) e l’ala destra Augusto Fernández (ex capitano del Celta Vigo, tra i migliori esterni della Liga), mossa che ha preceduto il blocco del mercato da parte della FIFA per tutta la prossima stagione a causa di irregolarità nell’ingaggio di alcuni giovani giocatori. Dovesse essere confermata la sanzione l’Atleti non potrà acquistare nessuno fino a luglio 2017, ma la rosa ora è completa in ogni reparto, con buone alternative e giovani in rampa di lancio (occhio a Thomas Partey in mezzo al campo), perciò che nessuno si stupisca se i rojiblancos dovessero vincere di nuovo quest’anno e confermarsi nel prossimo.

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