La verità è che abbiamo bisogno di miracoli. E siccome quello inglese non ci basta, vorremmo provare in tutti i modi a replicarne il modello. Due storie completamente diverse. Il valore della rosa del Leicester 2015/16 era di circa 215 milioni di euro, quello dell’Atalanta di 72 con un gruppo foltissimo di ragazzi che arrivano dal settore giovanile. Gli inglesi hanno un presidente thailandese che regala Bmw per il titolo, l’altra ha Percassi, uno che ripete spesso che la sua Atalanta ha più passione che business. Quella dell’Atalanta sarebbe una favola ancora più incredibile semmai dovesse realizzarsi.

Claudio Ranieri

A fronte del miracolo Leicester, che alla luce di questi dati è più impresa che miracolo, vale la pena ricordare che l’anno passato le altre quattro grandi d’Europa hanno fatto il doble campionato + coppa nazionale. Bayern Monaco, Paris Saint Germain, Barcellona e Juventus. La quinta grande si è “accontentata” dalla Champions League, e non serve ricordare di chi stiamo parlando. Eppure questa stagione sembra iniziata con diversi presupposti. La competitività sempre più alta delle partite europee sta riequilbrando, almeno in questa prima fase, i campionati europei.

Passi per il Siviglia, che è la squadra che da tre stagioni vince l’Europa League e passi per il RB Lipsia a cui dedicheremo un discorso a parte. Ma l’Atalanta è certamente la vera sorpresa d’Europa. Andiamo per un attimo in Germania, dove a comandare la classifica c’è una squadra della vecchia Germania Est. Certo, dell’ex DDR c’è poco, nemmeno il ricordo, ma attenzione a scambiare la RB Lipsia con una società di magnati che spendono soldi su giocatori a caso. Quando Red Bull ha deciso di investire a Lipsia ha scelto di puntare tutto sullo stadio, sul settore giovanile e su un progetto di cinque anni che passa da un’idea precisa: scegliere i migliori giovani e crescerli in casa. Niente investimenti folli su campioni già affermati, la sfida al Bayern Monaco parte da basi completamente diverse, più vicine a quelle di Bayer Leverkusen e Borussia Dortmund semmai.

kessie-atalanta-abbracciato-2016-2017-750x450-750x450

Ma sempre sfida è, perché nessuno ha mai nascosto, a Lipsia, di ambire all’Europa, quella che conta, in cinque stagioni. A Bergamo la musica è diversa. L’ultima stagione, con il cambio di allenatore è stata tutt’altro che esaltante. Gasperini ha ereditato una squadra da salvezza, ma quasi sicuramente avrà visto all’opera la cantera prima di accettare l’incarico. Apparentemente un passo indietro, da Genova a Bergamo, nella realtà una sfida consona alle sue corde: lavorare con i giovani, i giovani migliori di Italia, in un ambiente che fa della sua filosofia la propria forza.

La filosofia è quella che ha lasciato in eredità Mino Favini, per il quale allevare buoni giocatori è più importante di scoprire talenti. Non sono talenti i vari Conti, Caldara e Gagliardini, ma giocatori già pronti, fisicamente e mentalmente. Perché sono calciatori cresciuti a Zingonia. Davvero l’Atalanta può vincere lo scudetto? Probabilmente no, forse stiamo semplicemente cercando un’alternativa al dominio della Juventus, e ad una settimana da un’improbabile big match ci affascina l’idea che questa alternativa possa essere una simpatica provinciale che nelle sue fila schiera giovani di sicuro talento e un “cattivo” di cui si parla poco, quell’Andrea Masiello che per le prestazioni meriterebbe la nazionale senza dubbio. Ma che non verrà convocato da Ventura per ovvi motivi etici e morali (è stato squalificato per due anni e mezzo).

masiello

Ma l’ipotesi di una squadra come l’Atalanta che contende lo scudetto alle grandi è molto più che affascinante. È il premio ad un diverso modo di intendere il calcio, ad un lavoro che parte da lontanissimo e si dipana in un campionato che i ragazzi di Gasperini stanno giocando a ritmi europei, per intensità e tecnica. Ma per favore non dite più che l’Atalanta è il nuovo Leicester. Perché questa è una storia che nasce dalle parti di casa nostra. È la storia di una generazione di calciatori che può innerbare la nazionale italiana di nuova forza, e che farà parlare molto di sé. Altro che generazione Youtube, chiamatela generazione Atalanta.

ARTICOLI SIMILI

0 227