Negli ultimi giorni, quando è stato intervistato dai giornalisti che giornalmente seguono l’Inter, Luciano Spalletti è sembrato molto tranquillo. Sorrisi, battute (quelle, a dire il vero, non mancano mai), parole che esprimono fiducia nei confronti di Sabatini e Ausilio e del gruppo Suning. L’arrivo in Cina e la visita al quartier generale del colosso cinese, con la sua maestosità e i 25 mila uffici, sembra aver impressionato l’allenatore di Certaldo, che appare convinto delle potenzialità della macchina che gli è stata messa a disposizione da Zhang.

Anche la valutazione degli elementi della rosa attuale, dopo il ritiro a Riscone, sembra essere positiva, almeno nella maggior parte dei casi. Molti rimarranno, qualcuno partirà senza ombra di dubbio, ma Spalletti avrà il compito di recuperare diversi di quelli che lo scorso anno sono stati accusati di aver trascinato l’Inter in basso, per renderli protagonisti in un gruppo che dovrà essere compatto come non è mai stato negli ultimi anni. “Siamo qui per lavorare duro e con questi giocatori possiamo farcela. In questo tour dovremo riconoscere i meccanismi di squadra, mettere a punto il motore e creare un cuore” (il gergo spallettiano, da questo punto di vista, è sempre efficace nel comunicare al meglio una determinata situazione). Cuore, lavoro duro con i giocatori, la costruzione di una compattezza di squadra con quel il materiale umano a disposizione.

E il mercato? Quasi scomparso dalle dichiarazioni recenti. O almeno, negli ultimi giorni le risposte del mister nerazzurro sono sempre uguali, omologate (“bisogna chiedere alla società e ai direttori, non mi occupo io di queste cose, io penso ad allenare“) e vanno un po’ a cozzare con quelle delle prime conferenze stampa. Proprio in questa differenza è possibile captare qualche segnale di insofferenza dell’allenatore.

Le cose promesse bisogna portarle a casa, alcuni giocatori verranno acquistati. Come dicevo non sono più bravo di chi è venuto prima di me. Ci vogliono giocatori che vanno a integrare una rosa buona ma da integrare”. Quando è stato presentato Spalletti è stato molto diretto, facendo capire nemmeno troppo velatamente di aver accettato l’Inter (rinunciando anche alla Champions, quella che poi i calciatori nerazzurri gli dovranno “restituire”) anche per le promesse di un mercato importante.

Luciano Spalletti Leads His First Training Session As New As Roma Coach

Con il passare dei giorni però le dichiarazioni del tecnico sono cambiate, così come sembrano essere cambiate le prospettive di mercato della società nerazzurra. Nainggolan ha quasi rinnovato con la Roma, Di Maria non sembra raggiungibile, Sanchez non vuole tornare in Italia, Rudiger è andato al Chelsea. Dei nomi top iniziali nessuno sembra poter arrivare all’Inter, che finora è riuscita a portare a Milano solamente Padelli, Skriniar e Borja Valero. Ottimi giocatori, certo, ma sicuramente non in grado di cambiare una squadra che lo scorso anno è arrivata settima. Con il ridimensionamento del mercato, insomma, anche Spalletti sembra aver ridimensionato un po’ le sue aspettative. Almeno a parole. Ora la priorità sembra essere quelli che già c’erano. “La differenza la farà quello che daranno in più rispetto al campionato precedente i giocatori che c’erano già. Non i rinforzi che comunque arriveranno. Se poi arriverà il giocatore importante che può farci fare il salto di qualità non ci tireremo indietro“.

Quel “se poi arriverà” sembra un’ammissione consapevole del fatto che difficilmente arriveranno top player. Vecino è vicino, Keita e Schick sono giovani importanti, ma bastano per rendere l’Inter una squadra da primi 3-4 posti? Difficile dirlo. Il Milan ha comprato tanto e bene e sembra debba ancora portare a Milanello un centravanti di livello, la Juve dopo aver venduto Bonucci sta completando la rosa con giocatori funzionali e probabilmente farà un altro colpo importante, la Roma di Di Francesco si sta completando, il Napoli ha comprato poco ma bene e ha mantenuto tutti i migliori.

Spalletti è l’allenatore perfetto per i calciatori che vogliono mettersi in discussione, il peggiore per quelli che si sentono già arrivati, quindi molti dei calciatori della rosa nerazzurra con lui hanno la possibilità di migliorare il loro rendimento. Questo però non toglie che debba essere integrata con calciatori di livello in diversi ruoli. Il 31 agosto è ancora lontano, ma il campionato inizierà prima della fine del mercato e darà già qualche indicazione sul lavoro fatto da società e tecnico.

A me sono state promesse delle cose, se non vengono mantenute vengo qui e lo dico”, ha affermato durante la presentazione. Non ci resta che aspettare per capire se la tranquillità ostentata ultimamente è reale o solo di circostanza.