No trouble, ci pensano i “Troubles”. Gli unici disordini che l’Irlanda del Nord ha causato nella tornata di qualificazioni a Euro 2016, però, sono stati quelli alla classifica: il soprannome, tutt’altro che legato al gergo sportivo, deriva dalla “guerra a bassa intensità” che il Paese ha vissuto tra gli anni ’60 e gli anni ’90,  con oltre 3000 morti e scontri che coinvolsero anche Inghilterra e Repubblica d’Irlanda. Oggi la squadra allenata da Michael O’Neill, rampante 47enne, già capace di portare per la prima volta una squadra di club irlandese (lo Shamrock Rovers) alle fasi finali di Europa League, si appresta alla prima competizione continentale della sua storia, ma il calcio che conta non è una novità dalle parti di Belfast. Tre Coppe del mondo disputate, nel 1958, nell’82 e nell’86; il primato di più piccola nazionale di tutti i tempi ad aver superato la fase a gironi, peraltro a spese dell’Italia nel mondiale svedese.

L’Irlanda del Nord festeggia la qualificazione a Euro 2016

In Irlanda del Nord tutto, o quasi, ha un significato politico: dai giornali che si leggono ai pub fino alla squadra di calcio per cui si fa il tifo. In questo contesto, ci si confronta giorno per giorno a due poli formati da identità contrapposte: cattolici contro protestanti, nazionalisti (fautori dell’unificazione dell’Irlanda) contro unionisti (decisi a rimanere legati al Regno Unito). E lo sport? Non evade certo la regola.

Dopo un buio ventennale a cavallo degli anni ’90 e il nuovo millennio, con l’IRFU (Federazione irlandese di rugby) a rappresentare l’intera isola e a gestire un’unica squadra nazionale, il calcio -introdotto dai coloni e diffuso principalmente nella provincia di Ulster- è tornato a identificarsi maggiormente nella classe lavoratrice. E laddove non era riuscito uno dei calciatori più “belli e maledetti” della storia, George Best, è riuscito un lungagnone che a Palermo non era ben visto dal presidente Zamparini per le sue avventure notturne e che dopo Palermo è rinato, passando per Norwich e Birmingham fino a caricarsi sulle spalle l’attacco della Green & White Army, arrivando a 16 reti in 45 partite (secondo marcatore della storia con David Healy): Kyle Lafferty.

Kyle Lafferty
Kyle Lafferty

Siamo vulnerabili in difesa, ma stuzzicanti in attacco? Proviamoci. È il mantra di O’Neill, che si copre con un solido 3-5-2, all’occorrenza 4-5-1, variante nella quale però due punte sono “mascherate” da centrocampisti. Grinta e contropiede sono le parole d’ordine di una formazione ricca di calciatori che arrivano dalle serie inferiori del calcio inglese, dalla Scottish League, dal campionato australiano (Aaron Hughes, Melbourne City) o da carriere in chiaroscuro come Jonny Evans (WBA, ex Manchester United) e Steve Davis (Southampton).

Il segreto? O’Neill li va a seguire tutti, in allenamento o con le squadre B. Una voragine si è aperta a sinistra: senza Chris Brunt per infortunio, chi schiererà O’Neill come esterno? Ad addolcire l’interrogativo è una scoperta, quella di Conor Washington, punta 24enne dei Queens Park Rangers: in tanti già parlano di lui come “il nuovo Vardy”. Madre scozzese, nonna nord irlandese, ma nato in Inghilterra. Fino a quattro anni fa era protagonista nella decima divisione inglese, al St. Ives Town, squadra di amatori. Calciatore part-time, per mantenersi Conor faceva consegne a domicilio. Esordio con gol al Galles a marzo, un posto tra i 23 prenotato.

Conor Washington festeggia la prima rete con l'Irlanda del Nord
Conor Washington festeggia la prima rete con l’Irlanda del Nord

Un record intanto l’Irlanda del Nord l’ha già messo alle spalle. Dieci partite senza sconfitta, meglio dei ragazzi allenati da Billy Bingham, che da novembre 1979 a ottobre 1980 e da marzo 1985 a giugno 1986, erano arrivati a nove: l’8 ottobre scorso, con il 3-1 sulla Grecia che consegnò il pass, fu scritta la storia calcistica di questa orgogliosa nazione di 1 milione e 800mila abitanti. Esattamente un mese dopo, a 43 anni di distanza da quella tragica domenica del 30 gennaio 1972, quando l’esercito britannico aprì il fuoco in Irlanda del Nord sui manifestanti per i diritti civili che marciavano per le strade di quella che è chiamata Derry dai repubblicani e Londonderry dai lealisti, è arrivato a sorpresa il primo fermo in merito ai fatti. La domenica, dopo quel “Sunday blooday Sunday”, sta lentamente tornando un giorno come gli altri in Irlanda del Nord.

O'Neill esulta con i suoi

 

Calendario dell’Irlanda del Nord ad Euro 2016

1^ giornata

Polonia–Irlanda del Nord (domenica 12 giugno, 18.00) Nizza

2^ giornata
Ucraina–Irlanda del Nord (giovedì 16 giugno, 18.00) Lione

3^ giornata
Irlanda del Nord–Germania (martedì 21 giugno, 18.00) Parigi

 

 

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