La perfezione a volta esiste: è lo stadio ‘Paolo Mazza’ di Ferrara, brulicante di entusiasmo dopo 49 anni di serie inferiori. Magari l’avversario non è stimolante come Inter, Milan e Juventus. Ma la girandola di emozioni, contro l’Udinese, fa gioire gli affezionati della Spal come se su quel campo ci si fosse giocati lo scudetto.

Gli dei del pallone, sono loro che decidono che una vittoria non è sufficiente per scatenare l’entusiasmo dei tifosi ferraresi. E allora ci mettono del loro. Prima fanno segnare Marco Borriello, recordman al pari di Nick Amoruso come vedremo più avanti. Poi fanno sì che il Var piombi pure sul ‘Mazza’ con tutta la sua suspence: il gol di Lazzari, quello del 2-0, è il primo festeggiato in differita, dopo circa 2-3 minuti, visto che all’inizio era stato annullato per fuorigioco. Spal-Udinese 2-0: ci sarebbero tutti i presupposti per andare a casa gioiosi. Quattro punti in due partite, Gomis che ancora non ha dovuto raccogliere palloni nella sua porta, miglior difesa. Ma no, questa sarebbe ‘solo’ gioia, mancherebbe l’epica dell’impresa. Un po’ come se Schnellinger quel giorno a Città del Messico non avesse fatto 1-1 in un’Italia-Germania che non sarebbe mai diventata ItaliaGermania4-3: un romanzo.

E allora, riecco le forze superiori a sferzare il ‘Mazza’, spingendo questa volta l’Udinese di Delneri alla rimonta. La zuccata di Nuytinck, uno dei nuovi stranieri arrivati in Italia a miracol mostrare, riapre la contesa al 27′. La Spal sbanda. Al 42′ ancora il Var protagonista, questa volta in versione friulana. Rigore per gli ospiti causato dal finlandese Vaisanen, fin qui quasi perfetto: Thereau freddissimo trasforma. Siamo 2-2. Vuoi vedere che l’esordio dopo 49 anni in A è agrodolce? Certo, sono comunque 2 punti in 2 partite e per una neopromossa è oro che luccica. Sì, ma dal 2-0 al 2-2…

No, gli dei del calcio non ci stanno. Perché sanno essere dolci e spietati insieme. E quindi Luca Rizzo, in pieno recupero, batte Scuffet: 3-2. Il ‘Mazza’ si abbraccia, un boato accompagna il giocatore sotto la curva. Lassù qualcuno ama la Spal, fin da subito. Ama Semplici, l’allenatore della promozione, che entra in campo sognante al fischio finale.

Il ritorno nella massima serie, dopo 49 anni, ha avuto tutto: gioia, suspence, paura, rabbia, felicità. Perché vincere nel recupero una partita che già era stata vinta è sinonimo di inebriante orgasmo. Perché, tecnicamente parlando, significa avere gli attributi.

E poi c’è Marco Borriello. Che avrà un carattere difficile e spigoloso, che non ama restare troppo nella stessa squadra, ma che proprio per questo motivo può sbattere in faccia a tutti la sua sentenza in zona gol: 12 con maglie diverse in serie A, record insieme ad Amoruso, altro giramondo del pallone. Nell’ordine, e prima della Spal, Empoli, Reggina, Sampdoria, Treviso, Milan, Genoa, Roma, Juventus, Carpi, Atalanta e Cagliari. Che siano provinciali o grossi calibri, lui una cosa sa fare: segnare. Reti spesso decisive, che portano punti importanti, che aiutano a vincere scudetti o a ottenere la salvezza. Il ‘Mazza’ ha già il suo bomber a cui affidare le sorti della sua annata tra i grandi. L’agente dell’attaccante ha detto a chiare lettere che Borriello ha un obiettivo: “Vuole giocare il Mondiale. Intanto, ha scritto la storia”. Per potersi concedere la chance di andare in Russia, Marco dovrà farne altre di queste prodezze. Molte. Il che vorrebbe dire portare in paradiso la Spal. Che però non dimentica tutti gli altri: capitan Mora, Lazzari. Vicari, Viviani. Chi c’era pochi mesi fa per la promozione, chi è arrivato sposando il progetto della Società. E ancora: il moto continuo Schiattarella, il match-winner Rizzo, entrato dalla panchina per completare il mosaico perfetto del 3-2.

Questa Spal sa di nuovo pur giocando in modo normale. Niente guru in panchina, schemi ossessivi. Semplici, un nome una garanzia, punta sulla semplicità, appunto. La stessa che ha permesso ai biancoazzurri di salire in serie A senza rulli di tamburi. Ora l’obiettivo è naturalmente la salvezza e i quattro punti già messi in cascina sono un valido aiuto. Diciamo che ne mancano circa altri 36 per esultare e che alla ripresa ci sarà l’emozionante sfida di San Siro contro l’Inter, con una finestra addirittura sul sorpasso alla Beneamata. Stiamo correndo troppo, ma è l’entusiasmo che come un filo elettrico ha scosso il ‘Mazza’ alla rete di Rizzo a parlare, probabilmente. Forse la pausa non ci voleva, dicono a Ferrara. Potrebbe asciugare proprio questo grande slancio della neopromossa. Ma siccome il campionato di serie A è una maratona, dicono sempre tra i bar e le edicole della città padana, iniziamo a prenderci questi punti e poi vedremo: niente voli pindarici, solo la sensazione, per chi era allo stadio domenica sera, di aver continuato il bellissimo sogno dell’anno scorso e di aver partecipato all’esordio perfetto in cui tutto si è incasellato proprio là dove doveva.

Gli dei del pallone l’avevano previsto, forse. Tanta attesa, 49 anni, non ha fatto altro che prolungare il piacere. La sosta potrebbe anche essere positiva: la Spal a 4 punti, dietro alle big, che se avesse dovuto salire a Milano già tra pochi giorni, magari finiva a centro classifica, con la fine dell’imbattibilità finiva ed un entusiasmo moderato. Così, invece, la classifica si può guardare e lustrare: 6 punti Juventus, Milan, Inter, Napoli, Sampdoria; 4 punti Spal… In zona Europa League…La perfezione di un attimo.

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