Federico è un ragazzo che ha vissuto due volte. Un uomo, perché a quasi 30 anni non puoi più nasconderti, specialmente se hai quel talento. È lui l’eroe del passato weekend di Serie B, trascinatore di un Cagliari solo al comando della classifica del campionato cadetto, e sempre più proiettato verso il ritorno in A. Federico Melchiorri, attaccante arrivato in Sardegna durante la sessione estiva del calciomercato, non ha tradito le aspettative, segnando già 5 gol, e dimostrando tutto ciò che di buono aveva già fatto vedere a Pescara nella passata stagione.

Si tratta di un attaccante forte fisicamente, ma molto veloce, capace di ricoprire tutti i ruoli di attacco, oltre che fondamentale in pressing e per la fase difensiva della squadra. Insieme ai dribbling nello stretto, anche un notevole stacco di testa contribuisce a renderlo letale. Per le difese avversarie. Tra tanti nomi altisonanti, Rastelli ha voluto lui, l’uomo che tra i professionisti ha giocato, in pratica, solo due stagioni. Quella altalenante di Padova e quella della consacrazione in riva all’Adriatico, in coppia con Maniero prima, con Sansovini poi.

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In pochi però conoscono la storia di questo ragazzo, classe ’87, fatta di tanta gavetta nelle serie minori, e tanta, troppa, sfortuna. Fino al 2012, infatti, Federico giocava in Eccellenza: inizia la sua carriera nel Tolentino, e, a soli 17 anni, esordisce già in prima squadra, dove raggiunge le 10 presenze, attirando l’attenzione del Siena. Nel 2006 si unisce così ai toscani, con cui fa il suo esordio anche in Serie A, prima di essere ceduto alla Sambendettese, che lo gira al Giulianova in C2. Nella stagione 2008-09 torna prima alla Samb, per poi terminare nel Poggibonsi, in Lega Pro Seconda divisione, dove ottiene 13 presenze e una rete. Nel 2009-2010 torna nuovamente al Giulianova, dove colleziona 25 presenze, ma 3 soli gol.

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Per lui è una stagione maledetta: Federico scopre infatti di avere un cavernoma venoso che lo tiene lontano dai campi per ben 7 mesi, e che rischia di porre fine prematuramente alla sua carriera. Ma il ragazzo non si arrende, e, per difendere il suo sogno, decide di ripartire proprio da Tolentino, squadra che lo aveva lanciato come calciatore professionista. Qui trova Mister Mobili, che lo rilancia e lo aiuta a realizzare ben 45 reti in 71 presenze. E a questo punto che Melchiorri fa la scelta migliore possibile: non fa il passo più lungo della gamba e sceglie di regalarsi un sogno, molto simile a quello che Lucarelli ha realizzato qualche anno prima con il Livorno: giocare con la maglia della squadra della sua città.

La Presidentessa Tardella lo accoglie alla Maceratese, dove conferma il suo fiuto del gol e si fa notare dalle squadre più blasonate. E, in esclusiva per noi, ci racconta il suo ricordo di quella stagione.

Torno indietro con la memoria, ripenso allo splendido campionato 2012/2013 quando, ingaggiato Fede, ci rendemmo immediatamente conto che quel ragazzo timido, educato, sempre sorridente nulla aveva a che fare con la categoria che ci apprestavamo a disputare. Lo ingaggiammo dopo una stagione di transizione al Tolentino e da subito l’allenatore Guido di Fabio ne comprese le enormi potenzialità. Giocava in una squadra con tanti giocatori di valore: Capparuccia, Carboni, Orta ma fu chiaro sin da subito che il faro sarebbe stato Federico. Memorabili le sue prodezze contro il Termoli nel girone d’andata, la partita vinta contro l’Astrea, la vittoria al 93′ contro la Civitanovese. La spettacolare corsa partendo dalla propria metà campo, culminata con una fucilata in porta contro la Sambenedettese ed ancora, la partita play off contro la Vis Pesaro, vinta con tre gol di Fede. 

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A Macerata  si diceva con orgoglio: “NOI ABBIAMO FEDE!” Si percepiva un senso di appartenenza, orgoglio di essere maceratesi. A me presidente piace ricordare il carattere mite, il sorriso rivolto alla sua fidanzata, il garbo con cui si relazionava al Mister ed i suoi compagni, le prodezze in campo. Quando, dopo una partita,  vedo i suoi messaggi sul telefonino, penso di essere stata, seppur in minima parte artefice della sua crescita professionale! Dopo quella stagione, come logico, spiccò il volo verso Padova, Pescara ed ora Cagliari.
Domenica scorsa ha trascinato la capolista verso una splendida vittoria. Macerata lo annovera tra le sue eccellenze, e quando giochiamo in casa spero sempre di vederlo spuntare da qualche parte. Ricordi bellissimi che solo il calcio, che solo persone come Fede possono dare.

Federico sposa dunque la causa della Maceratese fino al grande giorno in cui arriva la chiamata del Padova, e l’esordio in serie B. Realizza 6 gol durante la sua prima stagione nella serie cadetta, che terminerà con la retrocessione, e il fallimento, della sua squadra.

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Nonostante questo, Melchiorri viene chiamato a Pescara, e, nella stagione 2014-2015, realizza ben 14 reti, sfiorando la promozione nella massima Serie, prima del suo attuale passaggio a Cagliari. L’attaccante, soprattutto dopo la doppietta di sabato contro lo Spezia, si gode il meritato momento, e sogna, finalmente, il ritorno in Serie A, magari proprio con il Cagliari. Talmente umile da non esultare per un autogol, o per un tiro deviato, talmente forte da non sentire il peso di una maglia pesantissima e di una società che ha solo un obiettivo: la promozione, anzi il primo posto.

Che sia soltanto l’inizio di una bella storia, sia per la società che per il giocatore? Può darsi, i presupposti ci sono tutti, Federico non è certo uno che si arrende, e noi ci auguriamo di poterlo ammirare nel campionato maggiore già dalla prossima stagione. Intanto Rastelli si gode quello che è stato già ribattezzato l’Ibra della B, perché nei movimenti ricorda proprio l’attaccante svedese. Anche se dalla faccia pulita lo paragoneresti più a Van Basten. A Cagliari magari preferirebbero che fosse il nuovo Gigi Riva. Hai detto niente.

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