Centottanta minuti che possono valere almeno trenta milioni di euro. Il play-off di Champions League che vedrà la Roma opposta al Porto è uno snodo fondamentale per la stagione dei giallorossi, perché dalla doppia sfida in programma domani all’Estádio do Dragão e martedì 23 allo Stadio Olimpico possono arrivare un’infinità di benefici dovuti all’accesso alla fase a gironi della principale competizione calcistica per club o diversi problemi causati dalla retrocessione in Europa League. Appuntamento dunque da non fallire per gli uomini di Luciano Spalletti che, oltre a dover battere i portoghesi, dovranno anche cercare di smentire una statistica piuttosto negativa per il calcio italiano, quasi sempre sbattuto fuori ad agosto da quando esiste questa formula di qualificazione alla Champions League.

Luciano Spalletti e Francesco Totti durante la tournée americana 2016 della Roma.

AVVERSARIO SCOMODO MA NON SCOMODISSIMO

Quando nel sorteggio di Nyon è uscito il primo accoppiamento, Steaua Bucarest-Manchester City, in casa Roma si è tirato un bel sospiro di sollievo, perché i Citizens erano il principale pericolo fra le teste di serie nel percorso piazzate. È uscito il Porto, avversario di blasone ma non più una corazzata come qualche anno fa: i Dragões non vincono un trofeo dal 2013 e nell’ultima stagione hanno faticato molto per quelli che sono i canoni della Primeira Liga, arrivando terzi staccatissimi dalla coppia di testa formata dalle altre due big, Benfica e Sporting CP. L’allenatore Nuno Espírito Santo è in carica da due mesi e mezzo ed è il quarto tecnico del 2016, ma per evitare di correre rischi deve necessariamente passare questo turno e confermarsi in Champions. È una squadra buona, ma sicuramente battibile e senza grossi rinforzi avuti dal mercato.

Il Porto ha debuttato venerdì in campionato vincendo 1-3 in rimonta sul campo del Rio Ave coi gol di Jesús Manuel Corona in mezza rovesciata, Héctor Herrera con un gran tiro da fuori e André Silva in ribattuta dopo un rigore parato, e i primi due, che fanno parte della colonia messicana assieme a Miguel Layún, sono i giocatori più importanti con Rúben Neves e Yacine Brahimi. Nel modulo di Nuno rivestono un fondamentale ruolo gli esterni (Maxi Pereira e l’ex Inter Alex Telles dietro, Corona e Brahimi davanti) e il gioco si sviluppa soprattutto lì, anche perché come centravanti sarà disponibile il solo André Silva. A centrocampo giocano anche Danilo Pereira (unico convocato col Portogallo agli Europei) e il trequartista André André, ma il pacchetto arretrato è il punto debole con Felipe, appena arrivato dal Corinthians, ed il lento Iván Marcano,  oltre a Iker Casillas che da due anni non garantisce più l’altissimo rendimento avuto fra Real Madrid e nazionale.

L'espulsione di Maurício in Bayer Leverkusen-Lazio del 2015.

TROPPE CADUTE AD AGOSTO

Il calcio italiano ha fatto una lunga serie di passi falsi in questo momento della stagione. Dal 2009, quando Michel Platini ha inserito il doppio percorso per arrivare alla fase a gironi di Champions League, i club di Serie A solo due volte hanno superato i play-off, la Fiorentina nel 2009-2010 contro lo Sporting CP e il Milan 2013-2014 contro il PSV Eindhoven, con i rossoneri che risultano l’unica terza del campionato italiano capace di qualificarsi. La Sampdoria nel 2010-2011, l’Udinese nel 2011-2012 e 2012-2013, il Napoli nel 2014-2015 e la Lazio un anno fa hanno invece tutte mancato la fase a gruppi e non può essere solo un caso.

Nella seconda metà di agosto di norma le squadre estere sono più attrezzate nonché abituate a questo tipo di appuntamenti: la Roma rispetto a molte delle illustri eliminate (escluso il Napoli del 2014) sembra avere una rosa più preparata e con una buona esperienza alle spalle, perciò dovrà evitare di farsi sorprendere come accaduto in passato. Riuscire a riportare tre italiane fra le migliori trentadue della Champions sarebbe anche un segnale di riscossa del calcio italiano: in attesa della riforma del torneo che dovrebbe garantire più posti ai migliori campionati europei la risalita, sia nel ranking UEFA sia nel prestigio europeo, passa anche da qui.

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