Non è ancora ufficiale, ma l’annuncio di pochi giorni fa del suo addio alla Nazionale dopo gli Europei lascia pochi dubbi in merito: Antonio Conte dalla prossima stagione sarà il nuovo manager del Chelsea. Un riconoscimento di prestigio per l’ex tecnico della Juventus, che dopo due anni da commissario tecnico ha deciso di ritornare alla quotidianità di una squadra di club e lo fa rientrando dalla porta principale, ossia da una delle principali formazioni europee che però sta attraversando un momento di crisi mai accaduto nell’era Roman Abramovich. Più o meno sembra di rivivere la situazione del 2012, quando Conte subentrò a Luigi Delneri alla Juventus e riuscì dalla prima stagione a renderla una corazzata imbattibile. Ora ci riproverà a Londra.

DA MOURINHO A CONTE PASSANDO PER HIDDINK

Nell’ultima settimana i Blues hanno di fatto chiuso la stagione con due mesi d’anticipo, eliminati mercoledì 9 dal Paris Saint-Germain negli ottavi di Champions League e sabato 12 dall’Everton nei quarti di FA Cup. Con nove partite da giocare (mancano otto giornate, ma ha una gara da recuperare) e sette punti di distacco dal Manchester United sesto, in questo momento ultima squadra qualificata alle coppe europee, è difficile (anche se non ancora impossibile) pensare che il Chelsea possa raggiungere l’Europa League, anche perché in mezzo ci sono altre tre squadre da sorpassare.

I campioni in carica della Premier League hanno vissuto un’annata da incubo, cominciata male con la sconfitta in Community Shield contro l’Arsenal ad agosto e proseguita peggio fra pochi alti e tanti bassi, culminati con l’addio di José Mourinho avvenuto il 17 dicembre. Abramovich ha puntato sull’usato sicuro come traghettatore, riprendendo Guus Hiddink che in questo ruolo aveva vinto la FA Cup nel 2009, ma nemmeno l’imbattibilità in campionato è servita a portare alla grande rimonta, perché i pareggi sono stati troppi (sette).

Chelsea-Crystal Palace

DALLA JUVENTUS 2011-2012 AL CHELSEA 2016-2017

Hiddink lascerà il Chelsea al termine del campionato, che si chiuderà il 15 maggio 2016 in casa contro il Leicester City attuale capolista. Dopo gli Europei a Stamford Bridge entrerà ufficialmente in carica Antonio Conte (probabilmente verrà ufficializzato solo tra fine giugno e inizio luglio, per evitare problemi con la FIGC), che si ritrova quasi nella stessa situazione affrontata cinque anni fa alla Juventus. I bianconeri nel 2011 erano reduci da una stagione mediocre sotto la guida di Luigi Delneri, incapace di superare la fase a gironi di Europa League (sei pareggi in altrettante partite) e col settimo posto inutile per raggiungere le coppe.

Con degli acquisti mirati come Stephan Lichtsteiner, Andrea Pirlo, Arturo Vidal e Mirko Vučinić Conte costruì una formazione imbattibile che chiuse il campionato senza mai perdere e vinse il titolo alla penultima giornata contro il Cagliari a Trieste, battendo il Milan di Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimović. Abramovich adesso gli darà un budget di gran lunga superiore rispetto a quello del duo Agnelli-Marotta, e dovendo agire da manager anziché da semplice allenatore avrà carta bianca per fare una rosa altamente competitiva, ma dovrà stare molto attento nella scelta.

Antonio Conte Juventus.

UN GRUPPO DA RICOSTRUIRE

I principali grattacapi Conte ce li avrà per decidere quali giocatori dell’attuale rosa mantenere, perché in troppi hanno avuto un rendimento al di sotto del loro valore. Su tutti spicca Eden Hazard, uomo chiave nella scorsa stagione e drammaticamente involuto quest’anno, ma anche Diego Costa (che pure di recente ha ripreso a segnare con regolarità) si è perso in tante liti con gli avversari e Cesc Fàbregas è parso smarrito. La difesa, portieri a parte, è da rifare, con Terry a fine contratto, Ivanović che inizia a dare segni di cedimento, Cahill incostante, Zouma reduce da un brutto infortunio e il mistero Abdul Rahman Baba, pagato venti milioni per fare la riserva e giocare una manciata di partite mostrando evidenti lacune difensive.

A centrocampo non è che vada molto meglio, con Hiddink che l’ha finita a far giocare titolare fisso un mediocre come John Obi Mikel per i tanti problemi di Nemanja Matić, mentre in attacco Pedro è sparito dopo un buon inizio e Alexandre Pato non si è mai visto (altro enorme mistero). Di fatto si è salvato solo Willian, gli altri saranno sotto esame: difficile pensare da ora ai nuovi acquisti, ma di certo saranno tanti e di valore, col possibile rientro di Juan Guillermo Cuadrado.

L'espulsione di Diego Costa in Everton-Chelsea di FA Cup.

Sarà una sfida difficile, ma per questo motivo importante e da non fallire per dimostrare di valere anche in campo internazionale, dove con la Juventus è arrivato ai quarti di Champions League 2012-2013 (fuori col Bayern Monaco) e alle semifinali di Europa League 2013-2014 (eliminato dal Benfica dopo essere uscito ai gironi di Champions). Conte innanzitutto dovrà essere bravo a dimenticare la sua nuova avventura da qui a luglio, perché a breve c’è un Europeo da giocare e l’Italia non può permettersi un nuovo fallimento dopo i Mondiali del 2014, ma una volta terminato il suo ciclo azzurro potrà passare a un tono di colore più scuro e all’assalto dell’Inghilterra.

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