Capacità di volare e mutare la propria forma, nascondersi e apparire quando l’avversario meno se lo aspetta per trafiggerlo in maniera secca, con un solo colpo ben assestato, sdoppiare il proprio corpo. Queste erano le qualità leggendarie attribuite ai ninja, i più letali e temuti guerrieri della storia giapponese, ancora oggi ben saldi nel nostro immaginario collettivo e protagonisti di film e cartoni animati. Se prendessimo in toto le loro qualità e le applicassimo al calcio, il risultato sarebbe qualcosa di molto simile a Raja Nainggolan da Anversa.

Chiunque sia stato a soprannominarlo “Il Ninja” ci ha visto lungo. Prendete il gol con cui la Roma ha battuto l’Udinese domenica. Nainggolan, schierato come cursore alle spalle di Dzeko, sembra scomparire e riapparire direttamente alle spalle della difesa bianconera, lì dove Strootman lo serve con un lancio di precisione chirurgica. Una volta arrivato lì con una stoccata a volo batte l’impotente Karnezis. Un colpo solo, e l’Udinese è ko. Ma non solo il gol. I voli in scivolata, la capacità di apparire dal nulla per strappare la palla dai piedi degli avversari in tutte le zone del campo, il movimento continuo a chiudere ogni varco, come se ci fossero due o più Nainggolan a presidiare il cerchio di centrocampo. In poche parole, la reincarnazione sportiva di uno Shinobi.

Con la peggior versione di Dzeko in campo, senza Salah, Perotti e De Rossi e con una panchina ridotta all’osso, Nainggolan si è caricato la squadra sulle spalle, ancora una volta, come sta facendo già da diversi mesi. Il gol segnato al Milan, dopo un controllo orientato perfetto, e prima ancora quello alla Lazio nel derby, a chiudere i conti nella partita più sentita dai tifosi della Capitale, hanno dato una spinta importante alle ambizioni della Roma.

Fascia di capitano al braccio, muscoli, classe e destrezza. Emergenza o no, il ninja giallorosso è il leader tecnico e mentale della squadra di Spalletti, l’anima, il motore che fa girare tutti gli altri ingranaggi. Con Marek Hamsik in questo momento è senza dubbio il miglior centrocampista del campionato italiano, il più completo e versatile. Anche quando viene spostato in un ruolo più offensivo, Nainggolan riesce a mantenere un rendimento costante e con quel destro alla dinamite può essere una minaccia anche per i portieri avversari, oltre che per i pari ruolo (a Piacenza, nelle giovanili, tra l’altro iniziò proprio da esterno d’attacco, prima di spostarsi al centro).

Il tutto corredato dalle capacità da ninja moderno, che lo rendono un giocatore unico e difficilmente imitabile. Capacità esaltate al massimo anche grazie alle intuizioni tattiche di Luciano Spalletti, che fin dalle prime gare del suo ritorno sulla panchina della Roma ha capito come far rendere al massimo il suo centrocampista. Da quando il toscano è tornato a guidare la Roma Nainggolan è arrivato in doppia cifra di reti, quarto realizzatore dopo Dzeko, Salah ed El Shaarawy. Con Garcia, nel girone di andata dello scorso campionato, era ancora fermo a quota zero.

nainggolan volo

Le sue prestazioni non sono certo rimaste inosservate. Chiedere a Londra, sponda Chelsea, dove Antonio Conte pagherebbe anche di tasca sua pur di averlo in squadra, ma rimanendo in Italia la stessa Juventus non nasconde il suo apprezzamento per il belga, che farebbe fare un salto di qualità non da poco al reparto orfano delle giocate e della grinta di Pogba e Vidal.

Nainggolan però ha detto più volte di voler restare a Roma, e la Roma vuole trattenerlo a tutti i costi. Perché in giro ci sono tanti centrocampisti forti, ma un ninja con la grinta e il cuore di un campione è proprio impossibile da sostituire.

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