Cristian Zapata e Fabio Quagliarella come Gianluca Vialli e Roberto Mancini. Non prendeteci per folli, lo dicono i numeri. Non per i singoli, ma per la squadra che rappresentano. Già, perché le statistiche della Sampdoria edizione 2017/2018 sono in linea con quella che all’alba degli anni ’90 faceva sognare il calcio italiano, capace di tanto in tanto di regalare favole fatte di scalate ai vertici da parte di novelli Davide al cospetto dei Golia del dio pallone.

Il fattore Marassi

Con una partita ancora da recuperare, quella del terzo turno contro la Roma, la Sampdoria può già farsi forte di un record. Cinque vittorie consecutive a Marassi, davanti al pubblico amico. Così bene i blucerchiati non avevano reso neppure 27 anni fa, nella stagione dell’unico scudetto: all’epoca gli scalpi furono eccellenti, con i nomi di Fiorentina, Parma, Juventus, Milan e Napoli che uscivano sconfitti dallo stadio di Genova. Quest’anno le vittorie sono arrivate contro Benevento, Milan, Atalanta, Crotone e Chievo: poco cambia nei risultati, con il sesto posto e 23 punti in cascina, un portfolio in grado di proiettare oggi la Samp in piena zona Europa League. Dove i ragazzi allenati da Marco Giampaolo hanno ampiamente dimostrato di poter stare. Adrenalina alla quale va sommata quella post-derby: due settimane fa, con il 2-0 rifilato al Genoa, è arrivata una vittoria storica. Ora sono tre su tre. Marco Giampaolo e la sua Sampdoria stanno incidendo a caldo il proprio nome nella stele dei derby della Lanterna. Tanti risultati utili così di fila non si vedevano dai tempi di Novellino (ma allora era cadetteria). Per trovare un tris in Serie A si deve ritorna ai primi anni 50, al 1953.

Mezze misure mai

Questa partita lascia emozioni addosso indescrivibili, poi se lo vinci dormi sereno. La mia soddisfazione è di aver creato un gruppo che vuole far bene. Questa squadra la sento mia

Le riflessioni successive al Derby della Lanterna a firma di Marco Giampaolo sono quelle di un allenatore che non conosce affatto mezze misure: o sul punto di abbandonare i vertici del calcio italiano o in copertina. È successo ad Ascoli, a Cagliari, a Empoli e ora nella Genova blucerchiata. Da uomo di mare, fatalista, si muove dove c’è un progetto. E a Genova ha trovato la sua dimensione, quasi metafisica. A 50 anni, vive il calcio come lavoro, allenamento, ricerca, studio. I tempi in cui a Brescia non dava notizie di sé per giorni sono lontani, quasi cancellati: oggi Giampaolo ha costruito una Sampdoria che gioca un calcio piacevole, arioso, attacca con almeno 6 calciatori e si permette un trequartista (Praet) sulla linea di centrocampo, uno tra Ramirez e Alvarez e due attaccanti. Se la Samp è un laboratorio, lui è l’artigiano. Di una mini-bottega di lusso: quest’estate il club ha chiuso il mercato con un attivo di 42 milioni tra acquisti e cessioni, quinto miglior dato d’Europa.

Il penta-partito doriano

Nell’estate della cessione più redditizia (Schick alla Roma) e dell’acquisto più costoso (Zapata dal Napoli) della storia blucerchiata si sono mossi in cinque: il presidente Ferrero, il direttore sportivo Osti, il responsabile dell’area tecnica Pradè, il direttore sportivo del settore giovanile Pecini. E ovviamente l’avvocato Antonio Romei, da collaboratore molto stretto di Ferrero a uomo dei conti, del bilancio, delle trattative. Un mercato da record con diversi padri. Nel quale già si intravede la prossima stella: risponde al nome di Lucas Torreira, centrocampista classe 1996 che ha preso le redini della mediana nell’estate 2016 e non le ha più mollate. Torreira è stato uno dei nomi caldi del primo mese di voci di mercato dopo la chiusura del mercato vero. È già stato accostato a Roma, Inter, Siviglia e Atletico Madrid.  La curiosità? È il calciatore che nella Serie A in corso ha subito il maggior numero di falli: attestazione di “stima” da parte degli avversari, che ben conoscono l’importanza della fonte di gioco della Sampdoria. Sulla stella del futuro doriano, però, dalle parti di Bogliasco non hanno dubbi: tutti indicano David Kownacki, attaccante polacco. Vent’anni, ancora poco inserito negli schemi ma potenzialmente fortissimo. “Nel medio periodo esploderà” giurano gli addetti ai lavori.

Arriva la Vecchia Signora

L’umore è buono, la gioia per il derby vinto è ancora fresca. Il calendario ora propone un’altra sfida di lusso: domenica a Marassi arriverà infatti la Juventus. C’è una classifica che profuma d’Europa da mantenere. L’obiettivo finale è quella che un tempo si definiva la “parte sinistra della classifica…”. La forza principale della Samp edizione 2017/2018 resta la cultura del lavoro, matrice di un’identità di gioco ben precisa. È un buon punto di partenza. La banda di Giampaolo suona il rock, come quella di Boskov che nell’annata 1990/91 fece lo scherzetto alla Vecchia Signora del calcio italiano. Altri tempi, vero: oggi i rapporti di forza sono mutati, ma Genova “per gli altri”, quando si parla blucerchiato, è diventata un fortino.  Guardi il gruppo blucerchiato e sembra quasi di sentirlo, quel genovese doc di Ivano Fossati con la sua musica: “Oh, non svegliatevi, oh, non ancora”.